Articoli sui blog

Oltre all’articolo citato di Danah Boyd, questo numero di Reconstruction ha anche diversi altri contributi che sembrano interessanti (accessibili for free).

I am pleased to announce that a paper i wrote a while back is part of a cool collection of papers in Reconstruction’s Special Issue on Theories/Practice of Blogging (edited by Michael Benton and Lauren Elkin). My piece – “A Blogger’s Blog: Exploring the Definition of a Medium” – argues that blogging needs to be looked at as a practice on top of a medium, not simply a CMC genre.

Source: announcing two new academic papers
Originally published on Mon, 27 Nov 2006 15:27:45 GMT by zephoria (zephoria-vacation@zephoria.org)

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Il sesso nella seconda vita quotidiana

Demeter Lewellen

Questo post di Robert Scoble (ed i relativi link) confermano i miei sospetti su cosa rappresenti una delle attrattive principali di Second Life. Era lo stesso, anche se forse meno organizzato dal punto di vista commerciale, in The Sims Online e non è un caso che a raccontare il lato oscuro di questi mondi virtuali sia, da anni, lo stesso magazine online.

Quando i videogiochi fanno male

No, non sto parlando della dipendenza da World of Warcraft (a prop la mia collega Roberta mi segnala che se parla su D di Repubblica), ma della nuova conosole della Nintendo.

Secondo questo articolo del Wall Street Journal la nuova modalità di gioco prevista dal Wii sta iniziando a causare non pochi problemi ai videogiocatori tradizionalmente più sedentari che dopo ore di sport virtuale si ritrovano ad avere dolori muscolari reali.

Un’altro caso di esperienza reale di una realtà virtuale?

Non so… ma intanto il Wii è entrato di diritto nella mia wish list di Amazon.

Paper sul corporate blogging

Interessante articolo che usa Microsoft come caso di studi sui blog aziendali. 

Efimova, L. & Grudin, J. (2007). Crossing boundaries: A case study of employee blogging. Proceedings of the Fortieth Hawaii International Conference on System Sciences (HICSS-40). Los Alamitos: IEEE Press.

Source: Paper on the Microsoft study is online
Originally published on Thu, 23 Nov 2006 12:55:44 GMT by mathemagenic@gmail.com

Il social ed i sociologi

Una interessante riflessione di Romeo sulla SEA Social Enterprise Architecture mi tira in ballo…

Attenzione, mi preme ricordarvi che tra un’anno o due quasi tutto rispetterà i design patterns del Web 2.0 o come lo volete chiamare quindi ce ne sarà di traffico sulla porta 80, che ne dite? Ma non è tutto, non sarà soltanto un problema di comunicazione, sarà un problema anche di gestione del dato, cosa pensate accadrà quando una azienda enterprise chiederà qualcosa di più per poter gestire con efficienza il proprio knowledge che a questo punto sarà completamente a disposizione dell’organizzazione? Questi sono due problemi fondamentali, da una parte abbiamo un problema prettamente “tecnologico” dall’altra uno quasi “sociale”. Se da una parte mi aspetto qualche ingegnere che tiri fuori dal cappello un nuovo protocollo di comunicazione a livello di applicazione, dall’altra non posso affidare tutto ai sociologi (perdonami Fabio), quindi vorrei approfittare e dire la mia anche su questo punto!

Questo mi fa fatto tornare in mente un paio di post che ho scritto in passato:

In questi post non c’è una soluzione al problema del sovraffollamento della porta 80 (non da tutti gli esperti di informatica vissuto come tale a giudicare da quest’ultimo commento 🙂 ) di cui paradossalmente comprendo il lato tecnico più di quello sociale.

C’è invece un discorso che, parafrasando Romeo, suona un pò così:

Se da una parte mi aspetto qualche ingegnere sociologo che tiri fuori dal cappello un nuovo protocollo di comunicazione a livello di applicazione una nuova (e precisa) definizione di sociale, dall’altra non posso affidare tutto ai sociologi (perdonami Fabio) agli scienziati del computer (perdonami Romeo), quindi vorrei approfittare e dire la mia anche su questo punto!

Il tunnel

Ieri all’UWIC lab ho imparato 8 cose sui tunnel:

  1. Il tunnel congiunge due luoghi a volte molto diversi fra loro;
  2. Alle volte il tunnel è buio;
  3. Certe volte non è possibile vedere subito l’uscita;
  4. Scavare il tunnel può essere faticoso;
  5. Scavare il tunnel non offre le stesse soddisfazioni immediate che può darti raggiungere l’altro luogo ma è un processo di scoperta continuo molto affascinante;
  6. Tutti gli scavatori hanno una prospettiva limitata. Possono vedere quello che possono vedere, non possono vedere quello che non possono vedere e non sanno che non possono vedere quello che non possono vedere;
  7. Una volta scavato un tunnel è talmente facile raggiungere i due luoghi che nessuno ne scaverà un altro;
  8. Per questo il tunnel (anche quando privato e virtuale) è insieme libertà e controllo.

Conversazioni dal basso

Il LaRiCA con la collaborazione di alcuni altri docenti (Pierluigi Capucci, Federico Venturini e Guido Capanna Piscè) sta organizzando a Pesaro un workshop/seminariale sui cambiamenti nel rapporto fra cittadini/istituzioni, aziende/consumatori, non mainstream media/mainstream media connessi alla disponibilità di quelli che si solito da queste parti chiamiamo “mezzi di comunicazione di massa per le masse”.

Il titolo è Conversazioni dal basso e per onorarlo fino in fondo abbiamo deciso di sperimentare una forma di organizzazione semi-collaborativa ispirata all’esperienza dei BarCamp (a prop il 2 dicembre inizia quello di Torino).

Preciso subito per non offendere i puristi che non di un vero BarCamp si tratta. La differenza principale è che ci sarà una chiara distinzione fra relatori e partecipanti e che l’organizzazione dell’evento avverrà collaborativamente ma all’interno di un quadro di riferimento precostituito.

Tutto il resto, a partire dal sottotitolo, può essere modificato.

Stamattina abbiamo predisposto con Luca un wiki come ambiente per la collaborazione.

La password per accedere e david.

Intanto segnatevi dunque in agenda il 19 aprile 2007 20 aprile 2007.