PageRank, classifiche ed attenzione

Vi siete mai chiesti perché Google non si è mai sognato di pubblicare una bella classifica dei siti con più alto PageRank al mondo?
Semplicemente perché non avrebbe alcun senso. Il PageRank è stato ideato per restituire una classifica di pagine nel contesto di una ricerca e come tale andrebbe utilizzato. Non è un parametro oggettivo che può prescindere dal contesto. Per esserlo dovrebbe almeno essere ponderato in base alla popolarità dell’argomento trattato. Comparare il PageRank di un sito che parla di scacchi con quello di un blog che parla di Web2.0 è una palese assurdità.
Consiglio ai ragazzi di BlogBabel di seguire invece cosa sta succedendo intorno all’APML Workgroup. Recentemente sia Bloglines che Newsgator (con Google Reader sarebbe coperta buona parte del mercato) hanno aderito a questo gruppo di lavoro e Nick Bradbury (autore di uno di FeedDemon il client per sistemi Windows della scuderia di Newsgator) ha rilasciato in beta oggi la prima release della sua applicazione che crea un report dei feed cui prestiamo maggiore attenzione.
Il calcolo dell’attenzione (forse un pò rudimentale) si basa sul numero di volte che un feed è stato visitato, sul numero di articoli nel feed letti, flaggati o condivisi e sul numero di volte che un feed è stato catturato da una vista (le viste di FeedDemon sono delle cartelle speciali nella quale finiscono automaticamente i post che contengono certi contenuti).
Credo che in futuro utilizzerò di più le funzionalità avanzate di questa applicazione. Nel frattempo ecco come appare ad oggi la mia personale classifica dei feed cui presto più attenzione (è solo la Top20 per ragioni di spazio).
attention.png
Sarebbe molto carino poter utilizzare in futuro questa classifica per ordinare il mio blogroll sulla destra.
P.S. Consiglio questa lettura in italiano come introduzione a APML.

Cose utili scoperte durante il fine settimana

Lunedì scorso il nostro unico controller di dominio LaRiCA ha tirato le cuoia (2 dischi UW SCSI da 9,1 GB su 3 dati per defunti dal controller RAID) dopo diversi anni di onorato servizio inghiottendo anche il nostro server di Exchange.

Ora i dati sono recuperabili ma il problema che si pone è se ricostruire la macchina con i dischi originali (tentando un improbabile recupero integrale della macchina) al costo di 1640,22 + iva  20% (manodopera e ricambi originali IBM inclusi) oppure montare 3 nuovi dischi da 36gb al costo di 230€ l’uno ed 80€ di manodopera.

Al di là di questo quesito esistenziale mi sono posto il problema di come sincronizzare le mie due copie di Outlook (pc fisso di casa e notebook a lavoro) senza usare il server di Exchange (soluzione ottima ma sovradimensionata rispetto a quanto serve al nostro piccolo gruppo di lavoro).

La soluzione che ho trovato e che sto testando è SYNCING.NET. La sincronizzazione si basa su un folder condiviso e può essere fatta anche via Internet appoggiandosi a servizi come FolderShare o Groove.

In aggiunta a questo avevo anche il problema di configurare sul notebook un server di posta in uscita che funzionasse indipendentemente dalla rete alla quale sono connesso. Ho optato per usare gmail come server smtp configurando il mio indirizzo di posta @uniurb.it come indirizzo di posta predefinito. Ho poi modificato l’impostazione del server SMTP anche sull’Outlook del computer di casa. Facendo questo ho anche ottenuto che su gmail rimanga l’archivio di tutta la posta che ho inviato.

Incidentalmente ho anche utilizzato Plaxo per sincronizzare il calendario di Google e la rubrica di contatti di gmail (questo purtroppo solo in modo unidirezionale da gmail e non verso) con Outlook. Per ottenere questo ho anche provato la soluzione descritta qui (basata su Funanbol e ScheduleWorld). Molto elegante ma la sincronizzazione dei contatti non ha funzionato. Solo dopo ho scoperto che Funanbol stessa ha reso recentemente disponibile un servizio hosted simile a quello offerto da ScheduleWorld che sarebbe da provare (promette fra l’altro la sincronizzazione con i telefoni cellulari) ma al momento è in beta chiusa.

Cosa ne pensate? Soluzioni alternative? Voi cosa avreste fatto?

P.S. Giuro che il prossimo post è più sul lato society che su quello nextmedia 🙂

P.P.S. Già che sono in tema di cose tecniche approfitto anche per consigliarvi la versione 1.0 RC3 di Flock. La sto provando come browser predefinito da ieri e mi sembra abbia delle caratteristiche molto interessanti. Leggi la preview di Techcrunch.

Strati in rete

Segnalo con piacere questa discussione pubblica intitolata “Strati in rete: partecipazione e nuovi media” che si terrà sabato 13 ottobre a partire dalle ore 10 presso la casa CMC a Ravenna.
La presenza di Luca, Livia, Antonio e Amanda (per citare solo quelli che conosco personalmente) sono garanzia di un evento interessante.
Spero che, a proposito di partecipazione, qualcuno spenda due parole sul passaggio dal digital divide a quello che Henry Jenkins chiama participation gap.
Maggiori informazioni sul wiki della manifestazione.

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Chi insegna Lab. di Web 2.0 2007/2008 a uniurb?

Non io. Il prossimo anno insegnerò pochissimo (solo il corso di Teoria dell’Informazione per gli undergraduate e in alcuni master organizzati dal LaRiCA) perchè sarò impegnato in diverse attività di ricerca che ruotano intorno al Web 2.0. A causa di questi impegni imprevisti ho dovuto rinuciare mio malgrado ad insegnare Laboratorio di Web 2.0.
Dopo tante voci di corridoio incontrollate alcune delle quale davano per certo che Danah Boyd avrebbe preso il mio posto, posso finalmente annunciare che a raccogliere il testimone sarà, come ha reso noto lui stesso sul suo blog personale oggi, Luca Conti di Pandemia.
Se Luca dovesse riuscire ad insegnare anche un decimo di quello che sa sui social media ai nostri studenti di Scienze della Comunicazione… il presidente sarebbe in guai piuttosto seri 🙂
Più ci penso e più mi convinco che quel corso non sarebbe potuto andare in mani migliori delle sue!

Chi trova un coniglio…

1310601033_7b43939f37_bGiuseppe e Massimo hanno già spiegato tutto perfettamente.
5 blogger vinceranno il 14 di Ottobre un coniglio Nabaztag.
Per dare al vostro blogger preferito l’opportunità di ricevere il coniglio che ha fatto impazzire i miei colleghi del LaRiCA quasi quanto Facebook (scriverò delle cene di rispettabilissimi docenti universitari dedicate a riflettere sulle strategie per primeggiare al Vampire ben presto su questo blog), basta un semplice gesto: visitare il wiki di conversazioni dal basso ed aggiungere il vostro blog preferito alla lista delle candidature nella categoria più adatta (la password per la modifica è david).
coniglio_meme_smallCi sono già molte candidature espresse da blogger più o meno autorevoli e visto che io devo trattenere il mio entusiasmo e candidare con moderazione essendo nel gruppo organizzatore, vorrei chiamare alcuni amici e blogger che stimo ad esprimere le loro candidature e diffondere attravero i loro blog la campagna Regala un Nabaztag al tuo blogger preferito esponendo l’apposito banner.
Chiamo dunque ad esprimere le loro preferenze i seguenti blogger: Bernardo Parrella, Federico Fasce, Matteo Brunati, Vincenzo Cosenza e Feba.

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Il blog è morto?

Un pò per gioco e un pò no ho detto a Vincenzo Cosenza che il blog è morto.
Potete leggere il perchè nell’ultima puntata della rubrica voci dalla blogosfera online da oggi sul Vincos Blog.
P.S. Insieme ai blog sono morti anche Blogbabel (non me ne vogliano i ragazzi che ci lavorano), tutte le classifiche (non i sistemi di ranking che è diverso) e, sopratutto, le premiazioni di blog ;-).
P.P.S. Le risposte sono datate agosto 2007.

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L'agenda setting della blogosfera

A York ho avuto la fortuna di conoscere Tobias Escher (research assistant presso l’Oxford Internet Institute) e di scoprire il suo interessante blog.

Nell’ultimo post si descrive una ricerca il cui obiettivo era comparare l’agenda setting dei media mainstream con quella della blogosfera.

La metodologia utilizzata è piuttosto interessante perchè si basa su un’analisi automatica del contenuto degli articoli aggregati da Google News (usando il Term Extraction Web Service di Yahoo) e sulla conseguente interrogazione di Google Blog Search (con un delay di 2 giorni) per verificare quanti blog trattavano effettivamente quel tema.

Per ogni tema trattato dai media sono dunque calcolati due indici (il mediarank ed il blogrank) e la differenza normalizzata fra questi indici mostra in maniera sintetica il rapporto fra media mainstream e blogosfera su ogni singolo tema e sulla media giornaliera.

L’articolo completo relativo a questa ricerca è disponibile gratuitamente sul suo blog ma non è tutto: tutti i dati raccolti (fra il 4 aprile ed il 22 giugno 2007) e gli indici relativi possono essere consultati in vari modi da questo sito.

Pur apprezzando molto il lavoro, rimango un pochino scettico (come del resto affermato anche nelle conclusioni dell’articolo) sull’accuratezza dei metodi totalmente automatizzati soprattutto quando coinvolgono servizi come Google News, il Term Extraction di Yahoo e Google Blog Search o Technorati che, anche presi singolarmente e per motivi diversi, non sempre funzionano come dovrebbero.

Sarebbe inoltre interessante, come accenna Tobias a fine articolo, avere uno strumento che possa misurare la salienza dei temi sui media di massa a partire da quelli trattati dalla blogosfera (ovvero il percorso inverso rispetto a quanto fatto nel lavoro qui presentato).

Mantellini su Grillo

Se sei di quelli che non frequentano i blog o la rete e al tempo stesso sei incuriosito ed interessato dal fenomeno v-day, lascia perdere i giornali ed ignora i commenti politici (ma tanto questo lo avevi già fatto, no?). 

Leggi invece questo post di Massimo Mantellini che spiega perfettamente il rapporto fra lo specifico uso del Blog fatto dallo staff del comico, il successo dell’iniziativa ed il resto della rete.

Credo che ci sia una sottile forma di paradossalità in tutta questa vicenda.

I media mainstream temono e descrivono Beppe Grillo come l’alfiere dei non mainstream media senza rendersi conto che il suo blog, nella sua totale unidirezionalità, rappresenta invece esattamente l’ultimo baluardo di un modo di usare la rete come un mezzo di comunicazione di massa (da uno a molti).

Il blog di Grillo è 1.0.

Evidentemente in un periodo di transizione ed in una nazione che non brilla certo per la cultura di rete si è creato uno spazio per questa forma specifica di comunicazione unidirezionale sul web.

Si tratta comunque di un fenomeno estremamente complesso, un vero caso di studi tutto italiano da portare alle conferenze internazionali di sociologia per anni, che non può essere compreso limitando lo sguardo al web.

Le dinamiche proprie della rete avvengono nel nostro paese in un contesto sociale specifico e particolarissimo dove la frustrazione di un gruppo crescente di persone che sente di non poter esprimere al meglio le proprie capacità a causa di una specie di tappo (non ho altro termine) rappresentato dalle diverse caste presenti in tutti i settori della vita pubblica italiana, sta effettivamente montando in un modo che lascia presagire una mutazione che, se non compresa per tempo e forse è già troppo tardi, non potrà essere indolore.

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