Derrick de Kerckhove 1/12 a Urbino

Non è la prima volta che viene a Urbino e non è il mio pensatore preferito ma devo ammettere che, a parte le prime interessantissime cose che ha scritto su psicotecnologie e brainframes, ho sempre tratto spunti interessanti e a volte innovativi dalle sue lectures.
In particolare l’ultima volta che è passato da queste parti avevo scritto per Indire un breve articolo descrivendo quello che mi sembrava essere l’aspetto più innovativo di quanto avevo ascoltato ovvero l’idea delle tre fasi dell’era elettrica e nello specifico l’affascinante quanto vaga fase quantica.
Inutile dire che mi aspetto di capire come e se queste idee si siano evolute.
Dunque, secondo i rumors del blog i media-mondo, l’appuntamento è per il primo di dicembre a Urbino presso la Facoltà di Sociologia.

PeopleAggregator

L’idea che c’è dietro People Aggregator non è affatto male. Si tratta essenzialmente di una specie di portale al tempo del web 2.0 dove ad essere aggregati non sono più i soli contenuti ma veri e propri servizi. Per intenderci people aggregator è essenzialmente un servizio di social networks. Dal proprio profilo è tuttavia possibile accedere ad un vasto range di servizi web (Blogs, Flickr, del.icio.us, etc.) di cui People Aggregator diventa una sorta di interfaccia. Dunque un unico sito dal quale gestire i diversi aspetti della propria identità in rete senza dover tenere a mente decine di nomi utente e password diversi. L’idea dunque è buona e se ne sente effettivamente l’esigenza. La realizzazione, invece, lascia a mio avviso un pò a desiderare. Non che non funzioni ma sopratutto le funzionalità avanzate mi sembrano tutt’altro che alla portata dell’utente comune. Quello che manca, a mio avviso, è una interfaccia utente meglio studiata che punti ad offrire all’utilizzatore una esperienza unitaria nascondendo, per quanto possibile, il passaggio da un servizio all’altro.
Flock (un browser basato sul motore di firefox), riesce in questo molto bene e l’ultima release appare sufficentemente stabile da poter essere utilizzata come browser predefinito.

Sull'amoralità del web 2.0

Come al solito Nicholas Carr (quello di Does it matter?) ha la capacità di trovare titoli straordinariamente accattivanti che di solito lasciano intendere una posizione dell’autore che nel contenuto del post viene sostanzialmente smentita o fortemente depotenziata.
Dopo una serie di argomentazioni a mio avviso tutt’altro che forti Carr conclude così:

Like it or not, Web 2.0, like Web 1.0, is amoral. It’s a set of
technologies – a machine, not a Machine – that alters the forms and
economics of production and consumption. It doesn’t care whether its
consequences are good or bad. It doesn’t care whether it brings us to a
higher consciousness or a lower one. It doesn’t care whether it
burnishes our culture or dulls it. It doesn’t care whether it leads us
into a golden age or a dark one. So let’s can the millenialist rhetoric
and see the thing for what it is, not what we wish it would be.

Ora dire che un computer come un sasso o come le tecnologie del Web 2.0 non siano morali è una considerazione piuttosto banale. Si tratta dell’ennesima versione del vecchio adagio di McLuhan secondo cui le tecnologie non sono nè buone, nè cattive, nè neutre.
Questa forma di “neutralità etica” delle tecnologie supporta la forma di morale tipica delle società differenziate per funzioni. Non una morale, ma tante morali che dipendono dal punto vista dal quale si osserva.
Ora si potrebbe obiettare che una morale è una o non è. Dunque che le società differenziate per fuzioni siano prive di morale. In realtà nella definizione stessa di morale non esiste nessun riferimento al fatto che debba essere unica. O meglio esiste un riferimento del tutto implicito all’unicità della morale per un osservatore in un certo momento. Se non assumesse questa forma stabile ed univoca essa sarebbe del tutto inutilizzabile. Dunque la morale è una… per ciascun osservatore.
Ed è in questa specifica forma di supporto alla doppia natura della morale contemporanea (necessariamente una ma molteplice) che la tecnologia si configura come un’alleato strategico della forma di società differenziata per funzioni.
In questo senso il web 2.0 è una straordinaria piattaforma per lo sviluppo di questa forma di moralità cibern-etica.

Studiare il web 2.0 ad Urbino

Nonostante la mia segnalazione il bando per laboratorio di web 2.0 non ha avuto domande… oltre a quella presentata da me. Ho preparato il programma per il vademecum che è già disponibile online. Le lezioni si svolgeranno nel mese di maggio 2007.
Il laboratorio sarà organizzato per temi e sarà svolto in stretta collaborazione con Sociologia dei new media. L’assunto di base è che al tempo del web 2.0 (o del farsi media) si rendano evidenti alcune contraddizioni nel funzionamento delle distinzioni tradizionali della sociologia (pubblico/privato, rischio/fiducia, libertà/controllo, attenzione/audience). L’idea è quella di esplorare ciascuna di queste distinzioni utilizzando come fonte i dati le stesse applicazioni del web 2.0.
Che ne dite?  

Update on Eyes on Flickr

Velocissimo aggiornamento. Abbiamo scoperto un limite di Flikr nel restituire le immagini a partire da una ricerca. Nello specifico pur mostrando il conteggio delle immagini totale Flickr non retituisce le immagini e le informazioni oltre il record 4100. La ricerca per il tag europe dovrebbe restituire 511.193 foto. Ora poichè la pagina di risposte di Flickr mostra 25 foto per pagina dovremmo avere oltre 20.000 pagine disponibili.

Per vedere le pagine dei risultati successive alla prima è sufficiente aggiungere il parametro page=x dove x è il numero della pagina. Dunque in teoria:

http://www.flickr.com/search/?q=europe&m=tags&page=15000

dovrebbe funzionare come

http://www.flickr.com/search/?q=europe&m=tags&page=3

ed invece no….

Nello specifico l’ultima pagina correttamente restituita è la 167 (167*25=4175) .. dalla 168 in poi il buio…

Forse da qualche parte su Flickr questo limite è scritto ma io non ne ero a conosceza.

In ogni caso abbiamo aggirato l’ostacolo facendo richieste al sistema che restuicano meno di 4000 record. L’idea è quella di iterrogare flickr per tag e  per giorno della pubblicazione della foto.

Il risultato… ancora una volta in progress lo trovate a:

  • Europe TagCloud (alltags, top100, top200);
  • USA TagCloud (alltags, top100, top200).
  • Eyes on Flickr

    Era da diverso tempo che ci stavamo lavorano ma finalmente abbiamo qualcosa di concreto da presentare.
    Si tratta più che altro di una proof of concept.
    Flickr, come molti altri servizi web basati sul contenuto generato dagli utenti, è caratterizzata da una natura sociale profonda. Le immagini caricate e le etichette utilizzate per descriverle sono una vera e propria miniera per la ricerca sociologica sulla semantica della comunicazione.
    L’occasione ci si è presentata di recente. Un paio di interventi a convegni di natura molto diversa uno sull’europa, l’altro di visual sociology. Quale migliore occasione per provare a costruire uno strumento e testare una metodologia per visualizzare l’intorno semantico di una etichetta al tempo stesso carica di significati ed alquanto indefinita come “europa”?
    Come spesso accade dalla teoria alla pratica il passaggio non è stato indolore. Per prima cosa abbiamo dovuto svilppare un’applicazione per scaricare i dati che ci interessavano da Flickr. Nello specifico abbiamo optato per una command line application scritta in C# che interroga le API di Flickr (via Flickr.Net) salva i dati in quattro tabelle di un database mysql. Due per il tag “europe” e due per il tag “usa” (per rendere le cose più interessanti abbiamo deciso per una ricerca comparata). Una solo per l’identificativo univoco dell’immagine ed un singolo tag (ideale per creare una tagcloud) e l’altro con id immagine, titolo, descrizione, numero di commenti, provenienza dell’utente e url dell’immagine.
    Una volta scaricati i dati (si fa per dire perchè l’applicazione li sta ancora scaricando) siamo passati alla visualizzazione ed abbiamo optato per una tagcloud. Flickr offre già una tagloud del sistema ma non una tagcloud specifica per osservare l’intorno semantico di un tag (ci sono i related tag ma non è questo che volevamo). Dopo ho dovuto imparare qualche rudimento di php visto che l’unico esempio che ho trovato di come si fa una tagcloud era scritto in questo linguaggio…
    Per darvi un’idea della mole di dati con cui stiamo avendo a che fare vi basti sapere che, al momento in cui scrivo, ci sono 503.152 fotografie su Flickr taggate “europe” e 444.735 taggate “usa”. Quando leggerete voi, visto il tasso di crescita di circa 1.000 fotografie nuove al giorno che ho potuto apprezzare, saranno parecchie di più (europe, usa).
    Allo stato attuale delle cose è possibile visualizzare le tagclouds relative ai dati che stiamo acquisendo (fra parentesi la frequenza di ciascun tag):

    * Abbiamo deciso che era interessante anche vedere le eventuali differenze fra usa e unitedstates.
    Per sapere su quante immagini si sta lavorando al momento è possibile consultare queste pagine di servizio: europe, usa, unitedstates.
    Per la lettura sociologica (ed un paper che abbiamo quasi finito di scrivere) dei dati bisognerà aspettare lunedì quando io e Luca presenteremo questa ricerca durante un panel del convegno di Eyes on City di Urbino.

    Scopri De Carlo, svela Urbino

    Giancarlo De Carlo è l’architetto che ha progettato (fra l’altro) gran parte delle strutture universitarie di Urbino. Per ricordarlo, ad un anno dalla sua scomparsa, il comune e l’Università hanno promosso una serie di inziative fra cui questo sito Internet in forma di gioco realizzato dagli studenti dell’Accademia. Per iniziare a giocare cliccate su /01 (in alto a sinistra e poi su play nell’angolo della finestrella con le istruzioni che appare).
    Veramente molto ben fatto!!!
    P.S. superconsigliato per chi ha studiato ad Urbino.