Secondo quanto riporta Engadget, in una scuola della bassa Baviera hanno costruiro grazie a Lego Maindstorm una intera fabbrica per costruire automobiline fatte di Lego (se non ci credete c’è anche un affascinante quanto noiso video della costruzione di automobilina da 0).
Mai avuto problemi con il T9?
Questo post di Niko dell’UwiC Lab (no non è il suo cognome) mi ha fatto molto ridere. Secondo me a mettere insieme tutti i disastri causati dal T9 potrebbe venire fuori un agile volumetto di sicuro successo editoriale…
Spazi generazionali e l'invasione de "gli altri"
Segnalo un paio di post interessanti sul blog di Danah Boyd.
Il primo riguarda la pratica di molti giovani di ricreare da zero i propri profili utente sui siti di Social Networking in caso di smarrimento della password. I dati qualitativi cui si fa riferimento in questo post sembrerebbero contraddire l’ipotesi della social network fatigue (ovvero una crescente disaffezione dei teenagers dai siti di social network dovuta alla necessità di dover aggiornare i propri profili utente in tutti in tutti i diversi servizi cui si è iscritti).
Il secondo è una analisi più articolata dei motivi alla base della social network fatigue.
In particolare questo secondo post mi sembra interessante sopratutto se lo collego a quanto ho letto in questi giorni sulla stampa locale marchigiana (stiamo facendo una ricerca sulla percezione della sicurezza) in relazione ai casi di video o fotogrammi trovati su Internet che mostravano ragazzine che si spogliano e cose analoghe.
L’ipotesi di Danah è che i siti di social networking siano essenzialmente strumenti di comunicazione che i teenagers utilizzano per mantenere ed accrescere le relazioni con i propri pari in uno spazio che, al meno inizialmente, viene percepito come lontano dagli sguardi indiscreti dei genitori e più in generale degli adulti.
Ovviamente uno spazio del genere è appetitoso per il marketing, per i predatori e per i genitori stessi ansiosi di controllare i propri figli.
Dunque l’effetto è che uno spazio percepito come esclusivo è tornato ad essere uno spazio simile a tanti altri e per questo meno interessante per i teenagers.
Ora a proposito di spazi esclusivi di certe generazioni a me vengono in mente gli articoli che ho letto su Il Resto del Carlino, Il Messaggero ed Il Corriedere Adriatico. Questi quotidiani sono dei MySpace per adulti (non nel senso che sono “a luci rosse”) e quando parlano della generazione @ (ovvero de “gli altri”) questa loro caratteristica generazionale diventa particolarmente evidente. Tutto diventa un unica poltiglia indistinta dove si mischiano storie di stupri e prostituzione con l’attitudine al farsi media delle giovani generazioni. Parlano esperti di ogni risma, si ricostruiscono i dettagli più scabrosi, commenti indignati di ogni genere, volano nei titoli in prima pagina parole come pornololite del web, gioventù bruciata, ragazzine hard, video choc, telefonini che scottano, porno fai da te…
L’unico riferimento al punti di viste de ” gli altri” è in trafiletto a pagina X.
Titolo? “Quei video spinti li abbiamo girati solo per gioco”.
User Generated Logo
Anche se dall’alto arrivano cattive notizie sul workshop seminariale conversazioni dal basso (il capo supremo è caduto dalla nuvole sulla data del 20 aprile che dunque è confermata solo molto indicativamente), dal basso ne arrivano di buone di cui parla diffusamente nell’ultimo post di gba su i media-mondo.
YATTA!!!
Quale miglior modo di festeggiare l’ammissione a finanziamento di un progetto di ricerca su Media e generazioni nella società italiana che regalarvi questo fantastico estratto di Heroes?
P.S. Anche se ci hanno accordato circa la metà di quanto avevamo richiesto io sono contento lo stesso perchè non vedo l’ora di lavorare con gli amici di Milano 🙂
define:natale
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non-profit su Wikipedia Italiana
Anche sotto Natale c’è chi lavora…
Quest’anno gli studenti del mio corso di Nuove Tecnologie per il non-profit (che tengo nell’ambito del master Lavorare nel non-profit) stanno lavorando per gruppi a perfezionare e completare alcune voci di Wikipedia Italiana sul mondo del non-profit.
In particolare:
- Matteo, Alessia e Veronica stanno modificando la voce Caffè inserendo una serie di informazioni sul mercato del Caffè nella sua declinazione equa e solidale;
- Davide, Maria Antonietta e Raffaella stanno creando da zero la voce Fairtrade Labelling Organization (FLO);
- Michela, Annalisa e Alberto stanno creando un elenco ragionato delle organizzazioni non-profit italiane da aggiungere alla voce non-profit;
- Maria, Mariacristiana e Marina stanno creando da zero la voce Sbilaciamoci (sul modello delle voci Rete Lilluput e reti di organizzazioni analoghe);
- Claudia, Irene e Layla stanno contribuendo alla pagina CTM – altromercato;
- Marco e Laura, infine, stanno creando una sezione Impresa sociale all’interno della voce non-profit.
Il lavoro è appena iniziato ma tenete d’occhio queste pagine e vedrete che entro lunedì 8 gennaio saranno tutte significativamente migliorate 🙂
Shared Phone Practices in Uganda
Jan Chipchase is a canny observer of communication practices who roams the world as an anthropologist for Nokia. His current report, with Indri Tulusan, is on mobile phone sharing — an important socio-technical practice, especially in the developing world.
Source: Jan Chipchase, Nokia Anthropologist, on Shared Phone Use
Originally published on Wed, 20 Dec 2006 18:49:01 GMT by Howard Rheingold
Assegni di ricerca
Mi accorgo con un pò di ritardo che la Facoltà di Sociologia di uniurb ha bandito due assegni di ricerca di cui uno particolarmente interessante intitolato: “Digitographie. Fotoibridazioni tra analogico e digitale” che ben si presterebbe, a mio modo di vedere, per una ricerca su Flickr.
La scadenza per la presentazione delle domande è il 3 gennaio ma sappiate che la conformità del progetto di ricerca deve essere certificato dal responsabile della struttura che bandisce l’assegno (credo sia il preside della Facoltà in questo caso). Dunque i tempi sono un pò risicati.
In ogni caso il bando può essere scaricato dal sito Internet dell’Università.
Il mondo nello specchio di Google
Come ogni anno Google ha rilasciato il consueto Zeitgeist, ovvero un’analisi ragionata delle parole chiave più ricercate durante l’anno corrente.
