A volte non succede niente…

altre volte accade tutto insieme:

  1. Nuova beta di Windows Live Writer (per postare nei blog da una applicazione windows);
  2. Rilasciata la nuova versione di FeedDemon che consente di lavorare in modalità offline (scaricando in locale feed ed immagini) e di condividere i propri post preferiti online creando un feed. Il mio è questo e dentro c’è un primo articolo che sono sicuro interesserà a Giulia;
  3. Ho registrato il dominio nextmediaandsociety.org (non ancora attivo) così al prossimo BarCamp non mi sentirò ripetere che sono quello che ha il blog con l’indirizzo complicatissimo 🙂 .
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Accepted! :-)

We are pleased to inform you that your paper has been accepted for the “Towards a Social Science of web 2.0 Conference” which will take place on the 5 and 6 September 2007 at the University of York. (…)

We will also be launching a conference Wiki on which we will post relevant information about the conference, themes, accommodation and York.  In the spirit of Web 2.0, you will also be able to post your own details and comments on the site (but more on this at a later date).

Come pensavo l’abstract del Lab20 è stato accettato. La conferenza non ha ancora un suo sito e la cosa non può che lasciare un pò stupefatti. Sono tuttavia curioso di vedere questo Wiki di cui si parla nel messaggio.

Appena va online lo segnalo.

Nel frattempo ho scoperto il blog dell’Atlantic Centre for the Study of the Information Society (ACSIS) dove si annuncia che anche il loro abstract è stato accettato. 

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Il fascino del captcha

L’idea che per accedere ad un sito o una sua funzionalità si debba dimostrare alla macchina di essere umani mi affascina.

Si tratta di un fantastico ribaltamento del buon vecchio test di Turing dove le macchine dovevano dimostrare all’uomo di non essere macchine.

Sembra che ogni giorno siano risolti circa sessanta milioni di captcha e che ciascuno di essi consumi circa 10 secondi di tempo.

Dunque, in totale, circa 150.000 ore uomo al giorno sono dedicate ogni giorno in tutto il mondo a dimostrare alle macchine che siamo esseri umani.

Per questo l’idea di reCAPTCHA è geniale. Ovvero come fare in modo che questo lavoro non vada sprecato.

Poichè nel mondo esistono molti progetti di scansione ed archiviazione digitale di vecchi volumi che, a volte, gli OCR fanno fatica a riconoscere correttamente, perchè non approfittare dei captcha per instaurare una proficua collaborazione fra uomini e macchine (non so perchè ma questo mi ricorda Battlestar Galactica)?

Ora i più furbi di voi si staranno chiedendo come questo possa funzionare visto che il captcha si basa sull’idea che la macchina che propone il test conosca la soluzione corretta cosa che non è nel caso dell’OCR.

La strategia adottata da reCAPTCHA è piuttosto semplice e smart.

Ad ogni utente vengono proposte due parole in forma di immagine. Di una si conosce la soluzione e l’altra ignota. Se l’utente azzecca quella di cui il computer conosce la risposta allora la macchine prende per buona anche l’altra. Al tempo stesso la stessa immagine viene proposta anche ad altri utenti nel mondo in modo che l’accuratezza del lavoro sia assicurata.

Ho così apprezzato l’idea che ho già sostituito il mio vecchio sistema antispam con questo nuovo.

P.S. Inoltre ho anche affrontato l’annoso problema del messaggio di timeout che gli utenti di questo blog ricevono ogni volta che aggiungono un commento. Dopo aver provato senza nessun successo una serie di soluzioni raffinate (tipo disabilitare varie plugin, aumentare il tempo di timeout, etc) ho deciso di far trionfare l’intelligenza umana su quella della macchina.

Visto che tanto il commento dell’utente viene salvato correttamente ho deciso semplicemente di editare il messaggio che appare nel box di dialogo da “Il server ci sta mettendo una vita, prova più tardi” a “il server ci sta mettendo una vita ma il tuo messaggio è stato correttamente salvato nel database. Premi OK ed aggiorna la pagina per vederlo.”

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Fenomenologia del Femcamp

Ero il mio secondo BarCamp dopo quello delle Marche.

Ero particolarmente curioso perchè volevo capire come un certo femminismo tradizionale che ispirava in parte il progetto, si sarebbe sposato con la logica aperta (organizzativa e di discussione) tipica del BarCamp.

Credo che il mix abbia funzionato.

Credo che i BarCamp tematici siano (dal mio punto di vista) più interessanti (sul livello dei contenuti) di quelli tradizionali.

Nel BarCamp delle Marche ho avuto la netta sensazione che la qualità dei contenuti fosse al di sotto delle mie aspettative e penso che questo derivi dal fatto che chi segue in rete le cose del web con una certa attenzione e frequenza non può ragionevolmente aspettarsi di ascoltare in un incontro di persona molto più di quello che già sapeva. Questo capita ormai molto spesso anche agli incontri di tipo scientifico quindi non è sorprendente che avvenga in un contesto informale e spesso volutamente costruito sulla semplicità nel tentativo di non essere “per soli geek” come un BarCamp. Credo che il taglio tematico e forse anche la presenza di molte donne con idee diverse abbia influito positivamente sulla varietà delle discussioni che, pur ruotando intorno alla tecnologia, non si dovrebbero mai esaurire parlando solo di tecnologia.

Ovviamente la qualità degli interventi e delle discussioni è solo una minima parte di quello che può offrire un BarCamp. La parte social è il vero piatto forte (oltre ai mitici prodotti di SanLorenzo, of course).

In questa occasione ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con alcune facce note (Antonio Sofi [devi assolutamente venire ad Urbino il prox anno], Feba [discorso interessante da riprendere e approfondire], Lele Dainesi [ottimo consiglio per il Festival dei Blog e grazie per la presentazione alle “cheerleaders”], Luca Sartoni [che organizza per settembre il RomagnaCamp], Susan Quercioli [mi piace conoscere e parlare con persone riflessive e con spirito critico], Gioxx [poche parole ma buone], EDTV) e di conoscerne di persona altre (Federico Fasce, Andrea Beggi, Alessandro Venturi, Roberto Dadda, Amanda Lorenzani e tanti altri).

Quanto al lavoro presentato dai miei studenti loro sanno come penso sia andata e preferisco, trattandosi di una cosa in cui sono coinvolto, lasciar parlare gli altri.

Metto solo un elenco dei blog degli studenti che hanno partecipato al femcamp:

  • Sara Aura (coraggiosissima speaker del gruppo)
  • Lara Virgulti (cura anche il blog del wireless campus di urbino)
  • Mara Cecchini (ha un blog privato per i suoi amici)
  • Paola Fabriani (apprendista stregona)
  • Mattia Armani (nella sua nuova veste web 2 – autore del filmato)
  • David Guariglia (non ha un blog ma alle 2 di notte di venerdì ha scoperto un modo per accedere ad un filmato in DV protettissimo permettendoci di presentare il video del trailer ad una qualità decente)

Un grazie speciale a Luca Rossi (senza il supporto del suo mac di casa non avremmo forse avuto il trailer).

Aggiungo solo che questo tipo di lavori è solo un piccolo esempio di una strategia di ricerca che stiamo seguendo al LaRiCA e con gli amici del Lab20 basata sull’idea di analizzare a scopo sociologico il contenuto generato dagli utenti (per una visione + scientifica della cosa consiglio l’abstract di un intervento che presenterò ad un convegno in Spagna a giugno).

Nello specifico, per chi è interessato allo sviluppo di questo tipo di ricerche in relazione ai media, consiglio di tenere d’occhio questo blog: http://mediageneration.wordpress.com/ (ancora in fase di costruzione ma il feed rimarrà quello).

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Femcamp Bologna

Siamo sull’interregionale. Arrivo previsto a Bologna 10:30. Verso le 11 dovremmo essere in via San Felice.
Nel frattempo eccovi le slide che useranno i ragazzi ed una versione del trailer a bassa risoluzione del video che sarà realizzato e pubblicato su Google Video o YouTube la prossima settimana.
[slide]


[trailer video]UPDATE: Il video è stato rimosso da Google per violazione del copyright 🙁
Maggiori informazioni sono disponibili in questo post.

Aperitivo CISCO a Milano

Ne scrivo solo adesso perchè, essendo sul treno (dove fra l’altro è un caldo equatoriale) per Milano, non posso ormai più cambiare idea. Alla fine ho ceduto alla cortese insistenza di Lele e seguito i suggerimenti dei miei colleghi.

Sarò all’aperitivo organizzato da Stefano Venturi (AD di CISCO per l’Italia) nella mai tanto immeritata veste di uno dei 100 blogger più influenti d’Italia.

Dopo l’aperitivo parteciperò anche alla dainocena giapponese dove mi raggiungeranno anche Stefano e Chiara (del Lab20). Un ringraziamento speciale a Chiara, sua mamma e il suo cane che mi ospiteranno stasera.