Messaggio personale

  • ho il weekend libero
  • viva la pasta con la ricotta!!! 🙂
  • God Bless Me …
  • le promesse sono fatte per non essere mantenute
  • Uof… cerco coccole.. 🙂
  • Sono veramente radioattivo?
  • “Bisogna avere una buona ragione per alzarsi al mattino”, J. Wayne
  • C’E’!!!!!!!!!!!
  • Welcome to Darwin! /MacMini-IstSoc:~root#
  • Mi piacciono gli uomini che hanno un futuro e le donne che hanno un passato
  • http://blogs.devleap.com/romeopruno
  • un altro mondo è possibile
  • Qui conta ogni maledizione dei vogatori nelle galere
  • “ça va?”
  • Sommo Sacerdote di Athena… Alberi di Natale Unitevi nel Barocco… EwwiwalaC_lacompagniadelRovo_DemoneMagnAnimaPiccionBuster
  • Uomo Stufa
  • 25-29 novembre Londra sto arrivando…
  • stand by… waiting for somthing… but what?!
  • Teatro magico, ingresso libero a tutti, soltanto per pazzi
  • ideas make the world great! (ps:thx avi!;-)..)
  • http://thecheshirecat.splinder.com
  • se non esistessero i funghi riuscireste ad immaginarmi?
  • cavolo voglio fare la criminologa!

Questi sono i messaggi personali che hanno tutti i miei contatti di messenger alla data di pubblicazione di questo post. Credo che questa forma di espressività, per quanto delirante, sia interessante… Ognuno può leggerci quello che vuole e pensare che sia indirizzato a sè, costruirci intorno una realtà, magari rispondere nel suo messaggio personale… Sono messaggi nella bottiglia e riserva di temi per la comunicazione…

E voi? Che messaggi hanno i vostri contatti?

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Il mercato delle pecore

Avete presente il Mechanical Turk di Amazon?

No? ok allora leggete questo vecchio post prima di continuare qui.

Qualcuno ha pensato bene di utilizzare in modo creativo il lavoro distribuito della rete offrendo due cent per disegnare una pecora. Sono arrivate 10.000 pecore esposte ed in vendita (a 20 dollari l’una) sul sito di Aaron Koblin che ha anche scritto una tesi (download gratuito in formato word) su questa esperienza.

Alcuni dati:

  • Media di pecore ricevute per ora: 11;
  • Periodo di raccolta: 40 giorni;
  • Pecore non accettate: 662;
  • Salario orario medio: $ 0,69/ora;
  • Tempo medio impiegato per disegnare la pecora: 105 secondi;
  • IP unici: 7599.

(via O’Reilly Radar)

Sempre sul tema del così detto human computation, se avete un pò di tempo libero, vale veramente la pena guardare questo speech dove Luis von Ahn (assistant professor in the Computer Science Department at Carnegie Mellon University) racconta in modo divertente come si possono utilizzare efficacemente le specifiche capacità umane all’interno di un software.

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Urbino Wireless Campus apre agli studenti

Immagino che la maggior parte dei lettori di questo blog lo sappiano già ma forse vale la pena ricordare che giovedì 30 novembre alle ore 14 presso l’Aula Magna della nostra Facoltà verranno illustrate agli studenti i servizi e le modalità di accesso a Internet previste dal progetto Urbino Wireless Campus.

Quando i videogiochi fanno male

No, non sto parlando della dipendenza da World of Warcraft (a prop la mia collega Roberta mi segnala che se parla su D di Repubblica), ma della nuova conosole della Nintendo.

Secondo questo articolo del Wall Street Journal la nuova modalità di gioco prevista dal Wii sta iniziando a causare non pochi problemi ai videogiocatori tradizionalmente più sedentari che dopo ore di sport virtuale si ritrovano ad avere dolori muscolari reali.

Un’altro caso di esperienza reale di una realtà virtuale?

Non so… ma intanto il Wii è entrato di diritto nella mia wish list di Amazon.

Il tunnel

Ieri all’UWIC lab ho imparato 8 cose sui tunnel:

  1. Il tunnel congiunge due luoghi a volte molto diversi fra loro;
  2. Alle volte il tunnel è buio;
  3. Certe volte non è possibile vedere subito l’uscita;
  4. Scavare il tunnel può essere faticoso;
  5. Scavare il tunnel non offre le stesse soddisfazioni immediate che può darti raggiungere l’altro luogo ma è un processo di scoperta continuo molto affascinante;
  6. Tutti gli scavatori hanno una prospettiva limitata. Possono vedere quello che possono vedere, non possono vedere quello che non possono vedere e non sanno che non possono vedere quello che non possono vedere;
  7. Una volta scavato un tunnel è talmente facile raggiungere i due luoghi che nessuno ne scaverà un altro;
  8. Per questo il tunnel (anche quando privato e virtuale) è insieme libertà e controllo.

Segno dei tempi

La settimana scorsa bussano alla mia porta due vicini di casa. Sono rappresentanti di un gruppo di quattro studenti che abitano al piano terra, hanno frequentato il corso di laurea in Comunicazione Pubblicitaria ed adesso fanno la specialistica all’ISIA di Urbino. Hanno individuato la mia rete wireless e sono venuti a chiedermi se potevano agganciarvisi per condividere la connessione a Internet. Si sono anche offerti di dividere le spese della mia adsl flat con NGI.

Ovviamente gli ho detto che potevano usare tranquillamente la connessione senza dovermi nulla e gli ho passato la mia wpa-key.

Nel frattempo mi sono sorti dei dubbi…

Le mie pur brevi permanenze presso l’UWiC Lab mi hanno instillato un senso di profonda insicurezza verso la condivisione delle reti wireless. In particolare mi inquieta l’idea di essere responsabile per quello che fanno su Internet tutti quelli che usano la mia rete wireless e dunque la mia connessione.

Stretto fra questi angosciosi pensieri e la mia naturale propensione alla condivisione di un bene che comunque io non uso e non sfrutto al 100% ho deciso di ordinare un “La Fonera” e di entrare a far parte della comunità FON. In pratica la logica di FON è quella della condivsione da pari a pari per cui se condividi la tua connessione a Internet potrai fruire di tutte le connessioni a Internet FON che trovi in giro ovunque vai.

Un paio di giorni fa mi è arrivato questo piccolo router wifi bianco e grigio (acquistato al presso politico di € 5 + spese di spedizione). L’installazione è banalissima e crea due reti wireless separate una per l’uso interno (protetta con WPA) ed una per la condivisione.

Sto ancora scoprendo le funzionalità avanzate ma intanto guardatevi a questo sito la mappa dei punti FON nel mondo per farvi un’idea dell’estensione, anche in Italia, di questa community.

Sono curioso di capire come FON potrà interagire con UWiC…

UWiC Lab Blog

Ok forse è giunto il momento di svelare qualcosa in più sul progetto di collaborazione cui avevo accennato alcuni post fa.

vpn by matt

Il progetto Urbino Wireless Campus ha numerosi aspetti estremamente interessanti ma uno, visto il mio background, mi sta particolarmente a cuore. Penso infatti si tratti di una formidabile occasione per studiare l’impatto sociale di un accesso mobile alla rete Internet e di una forma di connettività diffusa e libera all’interno dello spazio wireless interno della rete UWiC. Si tratta del resto, nel mio percorso personale, di un logico sviluppo di quanto avevamo fatto con il No Paper Project nell’ormai lontano 2001.

Per questo ho intenzione di dedicare parte del mio tempo e delle mie energie a cercare e sviluppare opportunità di collaborazione fra la Facoltà di Sociologia ed il team che lavora all’implementazione del Wireless Campus.

Il primo passo in questa direzione ha la forma di un progetto di tesi sul MKTG via Blog (ideata da Giuseppe Tempestini, studente di Scienze della Comunicazione meglio noto come autore di Miraloswallabies) ispirato dalla lettura di Naked Conversations e l’aspetto di un blog.

Questo blog è dunque un diario pubblico che racconta lo sviluppo di un progetto che, ne sono convinto, cambierà in modo significativo la vita quotidiana di studenti, docenti e personale dell’Università e potrà essere, anche in futuro, un punto di riferimento per progetti analoghi che riguarderanno di certo altre città italiane (e forse di questi progetti parlerà anche). 

Ma in realtà c’è dell’altro…

Il racconto, come ogni blog che si rispetti, passa per la straordinaria quotidianità dell’UWiC Lab. Un’ambiente sociale con i suoi personaggi, il suo linguaggio e le sue regole che rappresenta al tempo stesso la fonte di ispirazione e l’orizzonte spaziale entro il quale l’osservatore/autore del blog, si muove con il fare un pò alieno dell’aspirante antropologo.

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Windows Vista In Mac OSX


VistaInMacOSX
Originally uploaded by FG@flickr.com.

Ieri a casa di Luca (che ha un nuovo iMac core duo) abbiamo provato ad installare Windows Vista su una macchina virtuale (abbiamo usato Parallels).

Il risultato in termini di funzionalità dell’operazione e performance è molto buono.

Meno male così anche lui potrà entrare di tanto in tanto nello spazio Groove 2007 del Lab20 🙂