{"id":996,"date":"2008-11-20T17:17:20","date_gmt":"2008-11-20T15:17:20","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/?p=996"},"modified":"2008-11-20T17:17:20","modified_gmt":"2008-11-20T15:17:20","slug":"whats-next-10-hanging-out-messing-around-geeking-out","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=996","title":{"rendered":"What\u2019s next #10: Hanging Out, Messing Around, Geeking Out"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Ieri, come <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2008\/10\/26\/whats-next-7-ripensare-le-comunita-ripensare-i-luoghi\/\" target=\"_blank\">anticipato da Mimi Ito a Copenaghen<\/a>, \u00e8 stato pubblicato il report relativo al <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/\">Digital Youth Project<\/a>. L&#8217;obiettivo del progetto di ricerca \u00e8 comprendere le pratiche d&#8217;uso dei new media fra i giovani americani.<br \/>\nPur affrontando una tematica tutt&#8217;altro che inedita, il <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/\">Digital Youth Project<\/a> \u00e8 un progetto piuttosto unico nel suo genere per ambizione e dimensioni. Una ricerca etnografica in grande scala (800 giovani e giovani adulti intervistati ed un totale di oltre 5000 ore di osservazione online) che ha coinvolto <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/people\" target=\"_blank\">un team di 28 ricercatori<\/a> in tutti gli Stati Uniti (mi piace ricordare la presenza dell&#8217;italiano <a href=\"http:\/\/www.mattscape.com\/mattscape.html\" target=\"_blank\">Matteo Bittanti<\/a>). Il progetto \u00e8 stato reso possibile dalla mai abbastanza lodata <a href=\"http:\/\/www.macfound.org\/site\/c.lkLXJ8MQKrH\/b.3599935\/\" target=\"_blank\">MacArthur Foundation<\/a> nell&#8217;ambito del programma <a href=\"http:\/\/digitallearning.macfound.org\/\">Digital Media and Learning.<\/a><br \/>\nI risultati della ricerca saranno pubblicati in un volume edito da MiT Press e intitolato <em>Hanging Out, Messing Around, Geeking Out: Living and Learning with New Media<\/em>. L&#8217;uscita \u00e8 prevista per la seconda parte del 2009.<br \/>\nIl <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/report\">report della ricerca<\/a> (che altro non \u00e8 che la bozza del libro) \u00e8 tuttavia gi\u00e0 disponibile da ieri sul sito del progetto insieme ad un paio di documenti che riassumono i principali risultati ottenuti (<a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/files\/report\/digitalyouth-TwoPageSummary.pdf\">two-page summary of the report<\/a>, <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/files\/report\/digitalyouth-WhitePaper.pdf\">summary white paper<\/a> &#8211; poco pi\u00f9 di 50 pagine).<br \/>\nUno dei punti interessanti che mi pare emerga \u00e8 la distinzione fra partecipazione guidata dall&#8217;amicizia e partecipazione guidata dall&#8217;interesse.<br \/>\nSecondo quanto emerge da questa ricerca, la maggior parte dei giovani americani usano la rete per intensificare il rapporto che hanno con persone che gi\u00e0 conoscono. Telefoni cellulari ed Internet (in particolare messaggistica istantanea e siti di social network) contribuiscono a ristrutturare la relazione con i pari che diventa &#8220;always on&#8221; ed ha luogo nell&#8217;inedito spazio &#8220;pubblico di rete&#8221;. A questa partecipazione guidata dall&#8217;amicizia (assimilata al divertirsi con gli amici o &#8220;hang out&#8221;) viene contrapposto un tipo diverso di partecipazione legata all&#8217;interesse.<br \/>\nUna parte meno cospicua di questi giovani usa infatti questi strumenti per creare e gestire nuove relazioni in ambiti verso i quali nutrono specifici interessi. Spesso, e soprattutto nelle zone rurali, Internet diventa un mezzo per estendere la rete di interesse oltre la propria comunit\u00e0 locale o scolastica. Il caso trattato da Mimi Ito relativo alla comunit\u00e0 che produce i sotto-titoli degli anime giapponesi \u00e8 esemplare in questo senso. Questa estensione mirata della propria rete di contatti avviene sia al momento della produzione di contenuti, sia all&#8217;atto della pubblicazione e distribuzione di questi stessi contenuti.<br \/>\nIn entrambi i casi l&#8217;approccio all&#8217;apprendimento \u00e8 destrutturato, basato su prove ed errori (&#8220;messing around&#8221;) e trae giovamento dal feedback che \u00e8 possibile ricevere in rete dagli altri. Un modo di apprendere in autonomia molto diverso da quello proposto dalle istituzioni educative.<br \/>\nQuando l&#8217;interesse verso un tema supera una certa soglia pu\u00f2 portare allo sviluppo di relazioni particolari con comunit\u00e0 di utenti esperti (&#8220;geek out&#8221;). Anche in questo caso si tratta di un&#8217;attivit\u00e0 profondamente sociale e tutt&#8217;altro che solitaria (come di solito si pensa in relazione alla parola geek o peggio nerd). L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di migliorare le proprie conoscenze ed acquisire una reputazione nella comunit\u00e0 degli esperti. In queste comunit\u00e0 la relazione con gli eventuali adulti che partecipano \u00e8 legata dalle capacit\u00e0 e della reputazione del singolo presso la comunit\u00e0 e non dall&#8217;et\u00e0, dallo status o dal ruolo sociale. In un certo senso dentro queste comunit\u00e0 geek ognuno deve conquistare la sua reputazione da zero senza poter capitalizzare il suo status acquisito altrove.<br \/>\nIn definitiva mi sembra un report tutto da leggere che sistematizza in modo interessante alcune idee non del tutto inedite.<br \/>\nPotete farvi approfondire e farvi un&#8217;idea da soli.<br \/>\nQuesta \u00e8 il sommario:<br \/>\n<a title=\"Book - Notes on the Text\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-notesontext\">Notes on the Text<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Acknowledgments\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-acknowledgments\">Acknowledgments<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Introduction\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-introduction\">Introduction<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Media Ecologies\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-mediaecologies\">Media Ecologies<\/a> Lead Authors: <em>Heather A. Horst, Becky Herr-Stephenson, and Laura Robinson<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Friendship\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-friendship\">Friendship<\/a> Lead Author: <em>danah boyd<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Intimacy\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-intimacy\">Intimacy<\/a> Lead Author: <em>C.J. Pascoe<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Families\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-families\">Families<\/a> Lead Author: <em>Heather A. Horst<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Gaming\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-gaming\">Gaming<\/a> Lead Authors: <em>Mizuko Ito and Matteo Bittanti<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Creative Production\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-creativeproduction\">Creative Production<\/a> Lead Authors: <em>Patricia G. Lange and Mizuko Ito<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Work\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-work\">Work<\/a> Lead Author: <em>Mizuko Ito<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Conclusion\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-conclusion\">Conclusion<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Bibliography\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-bibliography\">Bibliography<\/a><br \/>\nBuona lettura \ud83d\ude42<br \/>\nP.S. Questa settimana, visto il digiuno di quella precedente, doppia razione di What&#8217;s next. Domani sera o sabato mattina pubblicher\u00f2 infatti un post con le slide del mio intervento al <a href=\"http:\/\/www.romecamp.it\/\" target=\"_blank\">RomeCamp<\/a> durante il quale presenter\u00f2 alcuni risultati dello studio comparativo fra Facebook e Badoo in Italia.<!--:--><!--:en--><\/p>\n<p>Ieri, come <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2008\/10\/26\/whats-next-7-ripensare-le-comunita-ripensare-i-luoghi\/\" target=\"_blank\">anticipato da Mimi Ito a Copenaghen<\/a>, \u00e8 stato pubblicato il report relativo al <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/\">Digital Youth Project<\/a>. L&#8217;obiettivo del progetto di ricerca \u00e8 comprendere le pratiche d&#8217;uso dei new media fra i giovani americani.<\/p>\n<p>Pur affrontando una tematica tutt&#8217;altro che inedita, il <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/\">Digital Youth Project<\/a> \u00e8 un progetto piuttosto unico nel suo genere per ambizione e dimensioni. Una ricerca etnografica in grande scala (800 giovani e giovani adulti intervistati ed un totale di oltre 5000 ore di osservazione online) che ha coinvolto <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/people\" target=\"_blank\">un team di 28 ricercatori<\/a> in tutti gli Stati Uniti (mi piace ricordare la presenza dell&#8217;italiano <a href=\"http:\/\/www.mattscape.com\/mattscape.html\" target=\"_blank\">Matteo Bittanti<\/a>). Il progetto \u00e8 stato reso possibile dalla mai abbastanza lodata <a href=\"http:\/\/www.macfound.org\/site\/c.lkLXJ8MQKrH\/b.3599935\/\" target=\"_blank\">MacArthur Foundation<\/a> nell&#8217;ambito del programma <a href=\"http:\/\/digitallearning.macfound.org\/\">Digital Media and Learning.<\/a><\/p>\n<p>I risultati della ricerca saranno pubblicati in un volume edito da MiT Press e intitolato <em>Hanging Out, Messing Around, Geeking Out: Living and Learning with New Media<\/em>. L&#8217;uscita \u00e8 prevista per la seconda parte del 2009.<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/report\">report della ricerca<\/a> (che altro non \u00e8 che la bozza del libro) \u00e8 tuttavia gi\u00e0 disponibile da ieri sul sito del progetto insieme ad un paio di documenti che riassumono i principali risultati ottenuti (<a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/files\/report\/digitalyouth-TwoPageSummary.pdf\">two-page summary of the report<\/a>, <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/files\/report\/digitalyouth-WhitePaper.pdf\">summary white paper<\/a> &#8211; poco pi\u00f9 di 50 pagine).<\/p>\n<p>Uno dei punti interessanti che mi pare emerga \u00e8 la distinzione fra partecipazione guidata dall&#8217;amicizia e partecipazione guidata dall&#8217;interesse.<\/p>\n<p>Secondo quanto emerge da questa ricerca, la maggior parte dei giovani americani usano la rete per intensificare il rapporto che hanno con persone che gi\u00e0 conoscono. Telefoni cellulari ed Internet (in particolare messaggistica istantanea e siti di social network) contribuiscono a ristrutturare la relazione con i pari che diventa &#8220;always on&#8221; ed ha luogo nell&#8217;inedito spazio &#8220;pubblico di rete&#8221;. A questa partecipazione guidata dall&#8217;amicizia (assimilata al divertirsi con gli amici o &#8220;hang out&#8221;) viene contrapposto un tipo diverso di partecipazione legata all&#8217;interesse.<\/p>\n<p>Una parte meno cospicua di questi giovani usa infatti questi strumenti per creare e gestire nuove relazioni in ambiti verso i quali nutrono specifici interessi. Spesso, e soprattutto nelle zone rurali, Internet diventa un mezzo per estendere la rete di interesse oltre la propria comunit\u00e0 locale o scolastica. Il caso trattato da Mimi Ito relativo alla comunit\u00e0 che produce i sotto-titoli degli anime giapponesi \u00e8 esemplare in questo senso. Questa estensione mirata della propria rete di contatti avviene sia al momento della produzione di contenuti, sia all&#8217;atto della pubblicazione e distribuzione di questi stessi contenuti.<\/p>\n<p>In entrambi i casi l&#8217;approccio all&#8217;apprendimento \u00e8 destrutturato, basato su prove ed errori (&#8220;messing around&#8221;) e trae giovamento dal feedback che \u00e8 possibile ricevere in rete dagli altri. Un modo di apprendere in autonomia molto diverso da quello proposto dalle istituzioni educative.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;interesse verso un tema supera una certa soglia pu\u00f2 portare allo sviluppo di relazioni particolari con comunit\u00e0 di utenti esperti (&#8220;geek out&#8221;). Anche in questo caso si tratta di un&#8217;attivit\u00e0 profondamente sociale e tutt&#8217;altro che solitaria (come di solito si pensa in relazione alla parola geek o peggio nerd). L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di migliorare le proprie conoscenze ed acquisire una reputazione nella comunit\u00e0 degli esperti. In queste comunit\u00e0 la relazione con gli eventuali adulti che partecipano \u00e8 legata dalle capacit\u00e0 e della reputazione del singolo presso la comunit\u00e0 e non dall&#8217;et\u00e0, dallo status o dal ruolo sociale. In un certo senso dentro queste comunit\u00e0 geek ognuno deve conquistare la sua reputazione da zero senza poter capitalizzare il suo status acquisito altrove.<\/p>\n<p>In definitiva mi sembra un report tutto da leggere che sistematizza in modo interessante alcune idee non del tutto inedite.<\/p>\n<p>Potete farvi approfondire e farvi un&#8217;idea da soli.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 il sommario:<\/p>\n<p><a title=\"Book - Notes on the Text\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-notesontext\">Notes on the Text<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Acknowledgments\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-acknowledgments\">Acknowledgments<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Introduction\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-introduction\">Introduction<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Media Ecologies\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-mediaecologies\">Media Ecologies<\/a> Lead Authors: <em>Heather A. 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Lange and Mizuko Ito<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Work\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-work\">Work<\/a> Lead Author: <em>Mizuko Ito<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Conclusion\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-conclusion\">Conclusion<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Bibliography\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-bibliography\">Bibliography<\/a><\/p>\n<p>Buona lettura \ud83d\ude42<\/p>\n<p>P.S. Questa settimana, visto il digiuno di quella precedente, doppia razione di What&#8217;s next. Domani sera o sabato mattina pubblicher\u00f2 infatti un post con le slide del mio intervento al <a href=\"http:\/\/www.romecamp.it\/\" target=\"_blank\">RomeCamp<\/a> durante il quale presenter\u00f2 alcuni risultati dello studio comparativo fra Facebook e Badoo in Italia.<\/p>\n<p><!--:--><!--:zh--><\/p>\n<p>Ieri, come <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2008\/10\/26\/whats-next-7-ripensare-le-comunita-ripensare-i-luoghi\/\" target=\"_blank\">anticipato da Mimi Ito a Copenaghen<\/a>, \u00e8 stato pubblicato il report relativo al <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/\">Digital Youth Project<\/a>. L&#8217;obiettivo del progetto di ricerca \u00e8 comprendere le pratiche d&#8217;uso dei new media fra i giovani americani.<\/p>\n<p>Pur affrontando una tematica tutt&#8217;altro che inedita, il <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/\">Digital Youth Project<\/a> \u00e8 un progetto piuttosto unico nel suo genere per ambizione e dimensioni. Una ricerca etnografica in grande scala (800 giovani e giovani adulti intervistati ed un totale di oltre 5000 ore di osservazione online) che ha coinvolto <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/people\" target=\"_blank\">un team di 28 ricercatori<\/a> in tutti gli Stati Uniti (mi piace ricordare la presenza dell&#8217;italiano <a href=\"http:\/\/www.mattscape.com\/mattscape.html\" target=\"_blank\">Matteo Bittanti<\/a>). 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L&#8217;uscita \u00e8 prevista per la seconda parte del 2009.<\/p>\n<p>Il <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/report\">report della ricerca<\/a> (che altro non \u00e8 che la bozza del libro) \u00e8 tuttavia gi\u00e0 disponibile da ieri sul sito del progetto insieme ad un paio di documenti che riassumono i principali risultati ottenuti (<a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/files\/report\/digitalyouth-TwoPageSummary.pdf\">two-page summary of the report<\/a>, <a href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/files\/report\/digitalyouth-WhitePaper.pdf\">summary white paper<\/a> &#8211; poco pi\u00f9 di 50 pagine).<\/p>\n<p>Uno dei punti interessanti che mi pare emerga \u00e8 la distinzione fra partecipazione guidata dall&#8217;amicizia e partecipazione guidata dall&#8217;interesse.<\/p>\n<p>Secondo quanto emerge da questa ricerca, la maggior parte dei giovani americani usano la rete per intensificare il rapporto che hanno con persone che gi\u00e0 conoscono. Telefoni cellulari ed Internet (in particolare messaggistica istantanea e siti di social network) contribuiscono a ristrutturare la relazione con i pari che diventa &#8220;always on&#8221; ed ha luogo nell&#8217;inedito spazio &#8220;pubblico di rete&#8221;. A questa partecipazione guidata dall&#8217;amicizia (assimilata al divertirsi con gli amici o &#8220;hang out&#8221;) viene contrapposto un tipo diverso di partecipazione legata all&#8217;interesse.<\/p>\n<p>Una parte meno cospicua di questi giovani usa infatti questi strumenti per creare e gestire nuove relazioni in ambiti verso i quali nutrono specifici interessi. Spesso, e soprattutto nelle zone rurali, Internet diventa un mezzo per estendere la rete di interesse oltre la propria comunit\u00e0 locale o scolastica. Il caso trattato da Mimi Ito relativo alla comunit\u00e0 che produce i sotto-titoli degli anime giapponesi \u00e8 esemplare in questo senso. Questa estensione mirata della propria rete di contatti avviene sia al momento della produzione di contenuti, sia all&#8217;atto della pubblicazione e distribuzione di questi stessi contenuti.<\/p>\n<p>In entrambi i casi l&#8217;approccio all&#8217;apprendimento \u00e8 destrutturato, basato su prove ed errori (&#8220;messing around&#8221;) e trae giovamento dal feedback che \u00e8 possibile ricevere in rete dagli altri. Un modo di apprendere in autonomia molto diverso da quello proposto dalle istituzioni educative.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;interesse verso un tema supera una certa soglia pu\u00f2 portare allo sviluppo di relazioni particolari con comunit\u00e0 di utenti esperti (&#8220;geek out&#8221;). Anche in questo caso si tratta di un&#8217;attivit\u00e0 profondamente sociale e tutt&#8217;altro che solitaria (come di solito si pensa in relazione alla parola geek o peggio nerd). L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di migliorare le proprie conoscenze ed acquisire una reputazione nella comunit\u00e0 degli esperti. In queste comunit\u00e0 la relazione con gli eventuali adulti che partecipano \u00e8 legata dalle capacit\u00e0 e della reputazione del singolo presso la comunit\u00e0 e non dall&#8217;et\u00e0, dallo status o dal ruolo sociale. In un certo senso dentro queste comunit\u00e0 geek ognuno deve conquistare la sua reputazione da zero senza poter capitalizzare il suo status acquisito altrove.<\/p>\n<p>In definitiva mi sembra un report tutto da leggere che sistematizza in modo interessante alcune idee non del tutto inedite.<\/p>\n<p>Potete farvi approfondire e farvi un&#8217;idea da soli.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 il sommario:<\/p>\n<p><a title=\"Book - Notes on the Text\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-notesontext\">Notes on the Text<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Acknowledgments\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-acknowledgments\">Acknowledgments<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Introduction\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-introduction\">Introduction<\/a><br \/>\n<a title=\"Book - Media Ecologies\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-mediaecologies\">Media Ecologies<\/a> Lead Authors: <em>Heather A. Horst, Becky Herr-Stephenson, and Laura Robinson<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Friendship\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-friendship\">Friendship<\/a> Lead Author: <em>danah boyd<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Intimacy\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-intimacy\">Intimacy<\/a> Lead Author: <em>C.J. Pascoe<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Families\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-families\">Families<\/a> Lead Author: <em>Heather A. Horst<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Gaming\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-gaming\">Gaming<\/a> Lead Authors: <em>Mizuko Ito and Matteo Bittanti<\/em><br \/>\n<a title=\"Book - Creative Production\" href=\"http:\/\/digitalyouth.ischool.berkeley.edu\/book-creativeproduction\">Creative Production<\/a> Lead Authors: <em>Patricia G. 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