{"id":962,"date":"2008-11-03T17:04:32","date_gmt":"2008-11-03T15:04:32","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/?p=962"},"modified":"2008-11-03T17:04:32","modified_gmt":"2008-11-03T15:04:32","slug":"whats-next-8-le-impostazioni-di-privacy-nel-contesto-duso-in-facebook-e-altrove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=962","title":{"rendered":"What&#039;s next #8: Le impostazioni di privacy nel contesto d&#039;uso (in Facebook e altrove)"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE                                                     MicrosoftInternetExplorer4 <\/xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <\/xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   \/* Style Definitions *\/  table.MsoNormalTable \t{mso-style-name:\"Table Normal\"; \tmso-tstyle-rowband-size:0; \tmso-tstyle-colband-size:0; \tmso-style-noshow:yes; \tmso-style-priority:99; \tmso-style-qformat:yes; \tmso-style-parent:\"\"; \tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; \tmso-para-margin-top:0cm; \tmso-para-margin-right:0cm; \tmso-para-margin-bottom:10.0pt; \tmso-para-margin-left:0cm; \tline-height:115%; \tmso-pagination:widow-orphan; \tfont-size:11.0pt; \tfont-family:\"Calibri\",\"sans-serif\"; \tmso-ascii-font-family:Calibri; \tmso-ascii-theme-font:minor-latin; \tmso-fareast-font-family:\"Times New Roman\"; \tmso-fareast-theme-font:minor-fareast; \tmso-hansi-font-family:Calibri; \tmso-hansi-theme-font:minor-latin;} --> <!--[endif]--><br \/>\n<em>Questo articolo \u00e8 una traduzione del post pubblicato da danah boyd sul suo blog sotto il titolo &#8220;<a href=\"http:\/\/www.zephoria.org\/thoughts\/archives\/2008\/10\/22\/putting_privacy.html\">Putting Privacy Settings in the Context of Use (in Facebook and elsewhere)<\/a>&#8220;.<\/em><br \/>\nAlcuni giorni fa gli occhi di Gilad si sono spalancati e mi ha chiamato per dare uno sguardo al suo computer. Era su Facebook ed aveva appena scoperto un buco nel sistema di privacy. Aveva massimizzato il suo news feed per ricevere quante pi\u00f9 informazioni possibili sulle fotografie. Come risultato veniva regolarmente aggiornato quando i suoi Amici commentavano sulle foto degli altri compreso le foto di persone di cui non era amico o nello stesso network. Questo \u00e8 corretto e va bene. Tuttavia ha anche scoperto che poteva cliccare su queste foto e, da l\u00ec, guardare l&#8217;intero album delle foto degli Amici dei suoi Amici. Una volta uno dei suo Amici era stato taggato in uno di questi album, lui poteva vedere l&#8217;intero album, anche se non l&#8217;intero profilo del possessore dell&#8217;album. Questo gli ha provocato una certa delirante felicit\u00e0 perch\u00e9 sentiva di poter accedere a delle fotografie alle quali non avrebbe dovuto accedere&#8230; e gli \u00e8 piaciuto.<br \/>\nCi sono molte spiegazioni del perch\u00e9 questo avvenga. Potrebbe essere un bug di Facebook. Pi\u00f9 probabilmente si tratta del risultato delle scelte di persone che, attraverso il troppo complesso sistema di impostazioni della privacy di Facebook &#8211; che neanche Gilad conosceva &#8211; consentono alle fotografie in cui sono taggati di essere visibili agli Amici degli Amici. In entrambi i casi Gilad si \u00e8 sentito come se stesse guardando foto che non erano state pensate per lui. Allo stesso modo scommetterei che gli Amici dei figli di sua sorella non immaginavano che taggando queste foto con i loro nomi avrebbero reso disponibile l&#8217;intero album al fratello.<br \/>\nLe impostazioni delle privacy di Facebook sono i pi\u00f9 flessibili e confusionari dell&#8217;intera industria del settore. Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte mi capita di intervistare teenagers (ed adulti) che pensano di aver scelto impostazioni di privacy che facessero una cosa e che rimangono sorpresi (e a volte spaventati) di apprendere che le impostazioni scelte fanno in realt\u00e0 altro. Oltretutto, per via di cose come il tagging delle foto, la gente spesso non \u00e8 a conoscenza della visibilit\u00e0 di un contenuto al quale non hanno direttamente contribuito.\u00a0 La gente continua a mettersi nei casini perch\u00e9 manca il controllo che pensano di avere. E questo non riguarda solo i ragazzini. Maestri e professori\u00a0 -siete proprio sicuri che le foto che i vostri amici taggano a vostro nome non siano visibili ai vostri studenti? Genitori &#8211; So che molti di voi si sono fatti un profilo per ficcare il naso nelle vite dei vostri figli&#8230; ora che i vostri ex-compagni di scuola delle superiori sono anche loro dentro non saranno mica i vostri figli a ficcare il naso nelle vostre? Le dinamiche di potere sono bastarde che tu abbia 16 o 40 anni.<br \/>\nPerch\u00e9 le impostazioni della privacy rimangono un processo astratto rimosso dal contesto del contenuto stesso? Le impostazioni della privacy non dovrebbero riguardare solo il controllo; dovrebbero essere una combinazione di consapevolezza, contesto e controllo. Bisognerebbe essere in grado di conoscere la visibilit\u00e0 di un atto al momento in cui esso \u00e8 compiuto e quando si accede alle tracce dello stesso.<br \/>\nSviluppatori di tecnologie&#8230; vi imploro&#8230;. mettere le informazioni di privacy nel contesto del contenuto stesso. Quando pubblico una foto in un album fatemi vedere una lista di TUTTI quelli che possono vedere quella foto. Quando guardo una foto in un profilo di qualcuno fatemi vedere l&#8217;elenco di tutti quelli che possono vedere quella foto prima che lasci un commento. Non riuscirete a far comprendere alla gente le dimensioni della visibilit\u00e0 facendogli modulare alcune impostazioni di privacy ogni qualche mese non avendo idea di cosa &#8220;Amici degli Amici&#8221; significhi in realt\u00e0. Se esistessero queste impostazioni ed uno potesse sapere prima di caricare una foto che essa sar\u00e0 visibile a 5.000 persone inclusi 10 ex-amanti ci penserebbe due volte prima di farlo. Oppure andrebbero a cambiare le impostazioni di privacy.<br \/>\nIn un mondo ideale nel quale un accesso complesso al controllo non distruggerebbe un database, avrei suggerito un sistema grazie al quale essere in grado di modificare la lista delle persone che possono accedere ad un particolare contenuto al momento del caricamento. Quindi se io posto una foto e mi accorgo che \u00e8 visibile a 100 persone, potrei scorrere manualmente la lista e rimuovere 10 di queste persone senza dover creare un gruppo specifico formato da tutti meno quelli che intendo escludere. So che questo significa un disastro in un database e che non posso chiederlo&#8230; ancora. Dovremmo rendere funzioni combinatorie su grandi numeri computabili in tempi ragionevoli, giusto? ::wink:: Nel frattempo fatemi vedere almeno il livello di visibilit\u00e0 e datemi la possibilit\u00e0 di modificare le mie impostazioni generali nel contesto d&#8217;uso.<br \/>\nFrancamente&#8230; non comprendo perch\u00e9 le aziende che producono sistemi informatici non lo facciano. \u00c8 perch\u00e9 non volete che i vostri utenti scoprano quanto visibili i loro contenuti siano? \u00c8 perch\u00e9 i vostri database relazionali sono diretti e ci\u00f2 rende questa lista faticosa da calcolare? O ci sono altre ragioni che non riesco ad immaginare? Ma seriamente, se volete porre un freno a questo disastro sociale che deriva dal fatto che le persone scelgano in modo errato le loro impostazioni di privacy, perch\u00e9 non mettere queste informazioni nel contesto? Perch\u00e9 non fargli vedere quanto visibili siano i loro atti mettendo a disposizione un sistema di feedback che gli faccia vedere cosa sta succedendo? Per favore ditemi perch\u00e9 questo non \u00e8 un approccio razionale!<br \/>\nNel frattempo&#8230; per tutti gli altri&#8230; avete dato uno sguardo alle vostre <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/privacy\/\" target=\"_blank\">impostazioni delle privacy<\/a> di recente? Volete veramente che il vostro profilo venga fuori per primo quando la gente cerca il vostro nome su Google? Volete veramente che quelle foto taggate con il vostro nome siano visibili agli amici degli amici? O il vostro status update visibile a tutte le vostre network? Pensateci. Guardate le vostre impostazioni. Le vostre aspettative corrispondono a quello che queste impostazioni dicono?<!--:--><!--:en--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0         14         false   false   false      IT   X-NONE   X-NONE                                                     MicrosoftInternetExplorer4 <\/xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <\/xml><![endif]--><!--  --><!--[if gte mso 10]> <mce:style><!   \/* Style Definitions *\/  table.MsoNormalTable \t{mso-style-name:\"Table Normal\"; \tmso-tstyle-rowband-size:0; \tmso-tstyle-colband-size:0; \tmso-style-noshow:yes; \tmso-style-priority:99; \tmso-style-qformat:yes; \tmso-style-parent:\"\"; \tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; \tmso-para-margin-top:0cm; \tmso-para-margin-right:0cm; \tmso-para-margin-bottom:10.0pt; \tmso-para-margin-left:0cm; \tline-height:115%; \tmso-pagination:widow-orphan; \tfont-size:11.0pt; \tfont-family:\"Calibri\",\"sans-serif\"; \tmso-ascii-font-family:Calibri; \tmso-ascii-theme-font:minor-latin; \tmso-fareast-font-family:\"Times New Roman\"; \tmso-fareast-theme-font:minor-fareast; \tmso-hansi-font-family:Calibri; \tmso-hansi-theme-font:minor-latin;} --> <!--[endif]--><\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 una traduzione del post pubblicato da danah boyd sul suo blog sotto il titolo &#8220;<a href=\"http:\/\/www.zephoria.org\/thoughts\/archives\/2008\/10\/22\/putting_privacy.html\">Putting Privacy Settings in the Context of Use (in Facebook and elsewhere)<\/a>&#8220;.<\/em><\/p>\n<p>Alcuni giorni fa gli occhi di Gilad si sono spalancati e mi ha chiamato per dare uno sguardo al suo computer. Era su Facebook ed aveva appena scoperto un buco nel sistema di privacy. Aveva massimizzato il suo news feed per ricevere quante pi\u00f9 informazioni possibili sulle fotografie. Come risultato veniva regolarmente aggiornato quando i suoi Amici commentavano sulle foto degli altri compreso le foto di persone di cui non era amico o nello stesso network. Questo \u00e8 corretto e va bene. Tuttavia ha anche scoperto che poteva cliccare su queste foto e, da l\u00ec, guardare l&#8217;intero album delle foto degli Amici dei suoi Amici. Una volta uno dei suo Amici era stato taggato in uno di questi album, lui poteva vedere l&#8217;intero album, anche se non l&#8217;intero profilo del possessore dell&#8217;album. Questo gli ha provocato una certa delirante felicit\u00e0 perch\u00e9 sentiva di poter accedere a delle fotografie alle quali non avrebbe dovuto accedere&#8230; e gli \u00e8 piaciuto.<\/p>\n<p>Ci sono molte spiegazioni del perch\u00e9 questo avvenga. Potrebbe essere un bug di Facebook. Pi\u00f9 probabilmente si tratta del risultato delle scelte di persone che, attraverso il troppo complesso sistema di impostazioni della privacy di Facebook &#8211; che neanche Gilad conosceva &#8211; consentono alle fotografie in cui sono taggati di essere visibili agli Amici degli Amici. In entrambi i casi Gilad si \u00e8 sentito come se stesse guardando foto che non erano state pensate per lui. Allo stesso modo scommetterei che gli Amici dei figli di sua sorella non immaginavano che taggando queste foto con i loro nomi avrebbero reso disponibile l&#8217;intero album al fratello.<\/p>\n<p>Le impostazioni delle privacy di Facebook sono i pi\u00f9 flessibili e confusionari dell&#8217;intera industria del settore. Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte mi capita di intervistare teenagers (ed adulti) che pensano di aver scelto impostazioni di privacy che facessero una cosa e che rimangono sorpresi (e a volte spaventati) di apprendere che le impostazioni scelte fanno in realt\u00e0 altro. Oltretutto, per via di cose come il tagging delle foto, la gente spesso non \u00e8 a conoscenza della visibilit\u00e0 di un contenuto al quale non hanno direttamente contribuito.\u00a0 La gente continua a mettersi nei casini perch\u00e9 manca il controllo che pensano di avere. E questo non riguarda solo i ragazzini. Maestri e professori\u00a0 -siete proprio sicuri che le foto che i vostri amici taggano a vostro nome non siano visibili ai vostri studenti? Genitori &#8211; So che molti di voi si sono fatti un profilo per ficcare il naso nelle vite dei vostri figli&#8230; ora che i vostri ex-compagni di scuola delle superiori sono anche loro dentro non saranno mica i vostri figli a ficcare il naso nelle vostre? Le dinamiche di potere sono bastarde che tu abbia 16 o 40 anni.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le impostazioni della privacy rimangono un processo astratto rimosso dal contesto del contenuto stesso? Le impostazioni della privacy non dovrebbero riguardare solo il controllo; dovrebbero essere una combinazione di consapevolezza, contesto e controllo. Bisognerebbe essere in grado di conoscere la visibilit\u00e0 di un atto al momento in cui esso \u00e8 compiuto e quando si accede alle tracce dello stesso.<\/p>\n<p>Sviluppatori di tecnologie&#8230; vi imploro&#8230;. mettere le informazioni di privacy nel contesto del contenuto stesso. Quando pubblico una foto in un album fatemi vedere una lista di TUTTI quelli che possono vedere quella foto. Quando guardo una foto in un profilo di qualcuno fatemi vedere l&#8217;elenco di tutti quelli che possono vedere quella foto prima che lasci un commento. Non riuscirete a far comprendere alla gente le dimensioni della visibilit\u00e0 facendogli modulare alcune impostazioni di privacy ogni qualche mese non avendo idea di cosa &#8220;Amici degli Amici&#8221; significhi in realt\u00e0. 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Perch\u00e9 non fargli vedere quanto visibili siano i loro atti mettendo a disposizione un sistema di feedback che gli faccia vedere cosa sta succedendo? Per favore ditemi perch\u00e9 questo non \u00e8 un approccio razionale!<\/p>\n<p>Nel frattempo&#8230; per tutti gli altri&#8230; avete dato uno sguardo alle vostre <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/privacy\/\" target=\"_blank\">impostazioni delle privacy<\/a> di recente? Volete veramente che il vostro profilo venga fuori per primo quando la gente cerca il vostro nome su Google? Volete veramente che quelle foto taggate con il vostro nome siano visibili agli amici degli amici? O il vostro status update visibile a tutte le vostre network? Pensateci. Guardate le vostre impostazioni. 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Pi\u00f9 probabilmente si tratta del risultato delle scelte di persone che, attraverso il troppo complesso sistema di impostazioni della privacy di Facebook &#8211; che neanche Gilad conosceva &#8211; consentono alle fotografie in cui sono taggati di essere visibili agli Amici degli Amici. In entrambi i casi Gilad si \u00e8 sentito come se stesse guardando foto che non erano state pensate per lui. Allo stesso modo scommetterei che gli Amici dei figli di sua sorella non immaginavano che taggando queste foto con i loro nomi avrebbero reso disponibile l&#8217;intero album al fratello.<\/p>\n<p>Le impostazioni delle privacy di Facebook sono i pi\u00f9 flessibili e confusionari dell&#8217;intera industria del settore. Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte mi capita di intervistare teenagers (ed adulti) che pensano di aver scelto impostazioni di privacy che facessero una cosa e che rimangono sorpresi (e a volte spaventati) di apprendere che le impostazioni scelte fanno in realt\u00e0 altro. Oltretutto, per via di cose come il tagging delle foto, la gente spesso non \u00e8 a conoscenza della visibilit\u00e0 di un contenuto al quale non hanno direttamente contribuito.\u00a0 La gente continua a mettersi nei casini perch\u00e9 manca il controllo che pensano di avere. E questo non riguarda solo i ragazzini. Maestri e professori\u00a0 -siete proprio sicuri che le foto che i vostri amici taggano a vostro nome non siano visibili ai vostri studenti? Genitori &#8211; So che molti di voi si sono fatti un profilo per ficcare il naso nelle vite dei vostri figli&#8230; ora che i vostri ex-compagni di scuola delle superiori sono anche loro dentro non saranno mica i vostri figli a ficcare il naso nelle vostre? Le dinamiche di potere sono bastarde che tu abbia 16 o 40 anni.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le impostazioni della privacy rimangono un processo astratto rimosso dal contesto del contenuto stesso? Le impostazioni della privacy non dovrebbero riguardare solo il controllo; dovrebbero essere una combinazione di consapevolezza, contesto e controllo. Bisognerebbe essere in grado di conoscere la visibilit\u00e0 di un atto al momento in cui esso \u00e8 compiuto e quando si accede alle tracce dello stesso.<\/p>\n<p>Sviluppatori di tecnologie&#8230; vi imploro&#8230;. mettere le informazioni di privacy nel contesto del contenuto stesso. Quando pubblico una foto in un album fatemi vedere una lista di TUTTI quelli che possono vedere quella foto. Quando guardo una foto in un profilo di qualcuno fatemi vedere l&#8217;elenco di tutti quelli che possono vedere quella foto prima che lasci un commento. Non riuscirete a far comprendere alla gente le dimensioni della visibilit\u00e0 facendogli modulare alcune impostazioni di privacy ogni qualche mese non avendo idea di cosa &#8220;Amici degli Amici&#8221; significhi in realt\u00e0. Se esistessero queste impostazioni ed uno potesse sapere prima di caricare una foto che essa sar\u00e0 visibile a 5.000 persone inclusi 10 ex-amanti ci penserebbe due volte prima di farlo. Oppure andrebbero a cambiare le impostazioni di privacy.<\/p>\n<p>In un mondo ideale nel quale un accesso complesso al controllo non distruggerebbe un database, avrei suggerito un sistema grazie al quale essere in grado di modificare la lista delle persone che possono accedere ad un particolare contenuto al momento del caricamento. Quindi se io posto una foto e mi accorgo che \u00e8 visibile a 100 persone, potrei scorrere manualmente la lista e rimuovere 10 di queste persone senza dover creare un gruppo specifico formato da tutti meno quelli che intendo escludere. So che questo significa un disastro in un database e che non posso chiederlo&#8230; ancora. Dovremmo rendere funzioni combinatorie su grandi numeri computabili in tempi ragionevoli, giusto? ::wink:: Nel frattempo fatemi vedere almeno il livello di visibilit\u00e0 e datemi la possibilit\u00e0 di modificare le mie impostazioni generali nel contesto d&#8217;uso.<\/p>\n<p>Francamente&#8230; non comprendo perch\u00e9 le aziende che producono sistemi informatici non lo facciano. \u00c8 perch\u00e9 non volete che i vostri utenti scoprano quanto visibili i loro contenuti siano? \u00c8 perch\u00e9 i vostri database relazionali sono diretti e ci\u00f2 rende questa lista faticosa da calcolare? O ci sono altre ragioni che non riesco ad immaginare? Ma seriamente, se volete porre un freno a questo disastro sociale che deriva dal fatto che le persone scelgano in modo errato le loro impostazioni di privacy, perch\u00e9 non mettere queste informazioni nel contesto? 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