{"id":924,"date":"2008-10-04T00:25:33","date_gmt":"2008-10-03T22:25:33","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/?p=924"},"modified":"2008-10-04T00:25:33","modified_gmt":"2008-10-03T22:25:33","slug":"whats-next-5-il-pubblico-invisibile-di-facebook","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=924","title":{"rendered":"What&#039;s next #5: Io, il mio spazio ed il pubblico invisibile. La privacy in Facebook"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Nel corso del mese di settembre gli italiani su Facebook sono pi\u00f9 che raddoppiati passando dai 600.000 di fine agosto a oltre 1.200.000 (alla data di stesura di questo articolo).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Sul successo globale dei siti di social network esistono alcune ipotesi ed alcune credenze popolari (ovvero del <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2007\/11\/23\/facciamo-uno-scherzo-al-myspace-per-adulti%E2%84%A2\/\" target=\"_blank\">MySpace per adulti<\/a><\/span>\u2122<span class=\"entry-content\">). Fra le pi\u00f9 note c\u2019\u00e8 l\u2019ipotesi formulata pi\u00f9 volte da danah boyd che spiegherebbe il perch\u00e9 i teenager americani hanno aperto in massa una pagina su MySpace (per poi migrare verso Facebook).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\"> In pratica l\u2019idea \u00e8 che i siti di social network (SNSs) siano parte di una strategia, in parte inconsapevole, per assolvere il naturale bisogno dei ragazzi di socializzare fra pari sfuggendo al controllo dei genitori. L\u2019opzione di socializzare online, afferma danah, diventa ancora pi\u00f9 impellente quando il controllo dei genitori e degli adulti in genere, preoccupati per la sicurezza dei propri figli, si spinge fino a limitare le tradizionali uscite di casa da soli e le visite a casa di amici e compagni di classe (si veda nel box un estratto di una delle interviste realizzate con i teenagers dalla ricercatrice americana).<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Amy (16, Seattle): <\/em>My mom doesn&#8217;t let me out of the house very often, so that&#8217;s pretty much all I do, is I sit on MySpace and talk to people and text and talk on the phone, cause my mom&#8217;s always got some crazy reason to keep me in the house.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Jordan (15, Austin): <\/em>See, I&#8217;m not [allowed outside] so much. My mom&#8217;s from Mexico and like \u2013 it&#8217;s like completely like different.<br \/>\n<em>danah: <\/em>Why?<br \/>\n<em>Jordan:<\/em> I don&#8217;t know. It&#8217;s just like she thinks I&#8217;ll get kidnapped.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">(boyd, danah. 2008. <a href=\"http:\/\/www.danah.org\/papers\/talks\/MacArthur2008.html\" target=\"_blank\">&#8220;Teen Socialization Practices in Networked Publics.&#8221;<\/a> MacAthur Forum, Palo Alto, California, April 23.)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">La percezione di essere fra amici che offrono i SNSs \u00e8 piuttosto forte. Il paragone che viene pi\u00f9 facilmente in mente \u00e8 quello con una classica homepage personale o un blog. Se dal punto di vista teorico \u00e8 piuttosto chiaro che i contenuti pubblicati su Internet sono esposti ad un <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2008\/09\/19\/whats-next-3-%E2%80%9Cfarsi-media-mezzi-di-comunicazione-di-massa-per-le-masse%E2%80%9D\/\" target=\"_blank\">pubblico indistinto<\/a>, non \u00e8 altrettanto chiaro quanto questa percezione di essere esposti ad un pubblico sconosciuto ed inconoscibile sia diffusa fra chi pubblica contenuti sul web (in particolare fra i giovani che lo fanno pi\u00f9 spesso ed in modo sistematico).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">L\u2019ipotesi che ho formulato come corollario a quanto affermato da danah boyd \u00e8 che in una fase iniziale di domesticazione dell\u2019uso del web la percezione di avere fra le mani un \u201cmezzo di comunicazione di massa per le masse\u201d sia molto labile. In pratica la stragrande maggioranza di chi pubblica in rete i propri contenuti non ha una chiara sensazione di quanto questi contenuti siano pubblici. Si tratta di una fase di domesticazione che \u00e8, nel caso specifico del web, sociale ed individuale al tempo stesso. Per la prima volta nella storia siamo infatti di fronte ad una generazione di adulti (genitori ed insegnanti) che, a causa della rapidit\u00e0 dello sviluppo tecnologico, non appare in grado di accompagnare i giovani verso un uso maturo del mezzo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">In questo scenario l\u2019apprendimento sull\u2019uso maturo della rete avviene essenzialmente fra pari e spesso si basa su prove ed errori che grazie alla natura potenzialmente epidemica della diffusione dell&#8217;informazione sul web passo rapidamente da esperienze personali a &#8220;coscienza collettiva generazionale&#8221;. Lo shock di scoprire che un adulto (genitori, insegnanti, capo, media o uomini di marketing &#8211;\u00a0 per non parlare dei malintenzionati) pu\u00f2 accedere facilmente al tuo blog e alla tue fotografie provoca una forma di apprendimento istantanea della nozione di\u00a0 pubblico indistinto nello spazio mediato di rete.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Capire che pubblicare in rete (in siti non protetti da password) i propri contenuti significa esporli ad un pubblico imprevedibile \u00e8 uno degli skills fondamentali della new media literacy.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ma cosa avviene quando il bisogno di socializzare fra pari nello spazio mediato di rete si accompagna a questa consapevolezza?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Si cercano spazi dove pubblicare i propri contenuti restringendo l\u2019accesso solo ai propri amici. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Spazi come MySpace e Facebook e gli altri SNSs.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Pensate a quanto \u00e8 evocativo in questo senso il nome MySpace (il MIO spazio) o all\u2019importanza che hanno le impostazione per la gestione della privacy sui contenuti del proprio profilo nella nuova interfaccia di Facebook.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ben inteso che la fuga verso i SNSs non risolve di per s\u00e9 il problema\/possibilit\u00e0 del pubblico indistinto. Nelle impostazioni iniziali di un profilo di Facebook, ad esempio, i contenuti pubblicati sono accessibili tanto ai propri amici, quanto al Network<span> <\/span>di cui si sceglie di essere parte (anche se inizialmente non si \u00e8 parte di alcun network). Al tempo stesso \u00e8 evidente che tutti i livelli di privacy disponibili in questi siti offrono, a patto di comprenderne l\u2019utilizzo e sulla carta, un elevato grado di protezione dei propri contenuti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Al tempo stesso non va dimenticato che il pubblico indistinto \u00e8 anche a fondamento delle capacit\u00e0 trasformative del web. Le band emergenti che usano MySpace per promuovere i propri brani, ad esempio, sfruttano proprio le potenzialit\u00e0 connesse al pubblico indistinto ed ai \u201cmezzi di comunicazione di massa per le masse\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ma esporsi ad un pubblico indistinto pu\u00f2 anche suscitare un certo fascino. Limitando l\u2019accesso al proprio profilo alle sole persone che si conoscono gi\u00e0, ci si preclude per scelta la possibilit\u00e0 che qualcuno che non ci conosce possa interessarsi a noi per via delle informazioni disponibili sul nostro profilo. Questo pu\u00f2 valere tanto nel campo lavorativo quanto in quello del dating. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Non esiste dunque una ricetta unica. Quello che appare invece necessario \u00e8 comprendere l\u2019esistenza del pubblico indistinto e sulla base di questa consapevolezza e dei propri obiettivi scegliere, eventualmente caso per caso e SNS per SNS, il grado di esposizione al pubblico indistinto che si desidera.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ancora una volta il mezzo in s\u00e9 non risolve problemi se non se ne fa un uso consapevole.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">A ulteriore corollario di questa ipotesi letta in relazione alla situazione italiana ho formulato alcune considerazioni sulle differenze di approccio ai problemi della privacy che avrebbero gli utenti italiani di Facebook e Badoo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">A questo scopo ho costruito un breve questionario per validare o meno la mia idea.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Il questionario \u00e8 stato gi\u00e0 compilato in pochissimi giorni da oltre cento persone. Mi piacerebbe arrivare a 2000 possibilmente equamente distribuiti fra utenti di Facebook e Badoo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">So che non \u00e8 facile e per questo vi chiedo di collaborare attivamente alla diffusione del questionario attraverso i vostri blog e reti sociali.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ci sono un paio di modi per farlo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">1) Pop up code (da inserire sul vostro blog):<\/p>\n<p><textarea cols=\"50\" rows=\"3\">&lt;mce:script src=&#8221;http:\/\/www.surveymonkey.com\/jsPop.aspx?sm=WKDVTU8h7ZODRMzLswi75g_3d_3d&#8221; mce_src=&#8221;http:\/\/www.surveymonkey.com\/jsPop.aspx?sm=WKDVTU8h7ZODRMzLswi75g_3d_3d&#8221;&gt;&lt;!&#8211;   \/\/ &#8211;&gt;&lt;\/mce:script&gt;<\/textarea><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">2) Facendo circolare attraverso Facebook, Twitter o qualsiasi altro social network il seguente link: <a href=\"http:\/\/www.surveymonkey.com\/s.aspx?sm=SBft_2bRdjLsy2zE6W140Qaw_3d_3d\">http:\/\/www.surveymonkey.com\/s.aspx?sm=SBft_2bRdjLsy2zE6W140Qaw_3d_3d<\/a>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Vi ringrazio in anticipo per la collaborazione. Il prossimo appuntamento con What&#8217;s next #6 sar\u00e0 venerd\u00ec 10 ottobre. Con alcuni amici poi ci vediamo lo stesso giorno anche di persona per il <a href=\"http:\/\/www.festivaldeiblog.it\" target=\"_self\">Festival dei Blog<\/a>. Se non potete aspettare fino al 10 potete sempre dare uno sguardo di tanto in tanto a <a href=\"http:\/\/friendfeed.com\/fabiogiglietto\" target=\"_blank\">friendfeed<\/a>.<\/p>\n<p><!--:--><!--:en--><\/p>\n<p>Nel corso del mese di settembre gli italiani su Facebook sono pi\u00f9 che raddoppiati passando dai 600.000 di fine agosto a oltre 1.200.000 (alla data di stesura di questo articolo).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Sul successo globale dei siti di social network esistono alcune ipotesi ed alcune credenze popolari (ovvero del <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2007\/11\/23\/facciamo-uno-scherzo-al-myspace-per-adulti%E2%84%A2\/\" target=\"_blank\">MySpace per adulti<\/a><\/span>\u2122<span class=\"entry-content\">). Fra le pi\u00f9 note c\u2019\u00e8 l\u2019ipotesi formulata pi\u00f9 volte da danah boyd che spiegherebbe il perch\u00e9 i teenager americani hanno aperto in massa una pagina su MySpace (per poi migrare verso Facebook).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\"> In pratica l\u2019idea \u00e8 che i siti di social network (SNSs) siano parte di una strategia, in parte inconsapevole, per assolvere il naturale bisogno dei ragazzi di socializzare fra pari sfuggendo al controllo dei genitori. L\u2019opzione di socializzare online, afferma danah, diventa ancora pi\u00f9 impellente quando il controllo dei genitori e degli adulti in genere, preoccupati per la sicurezza dei propri figli, si spinge fino a limitare le tradizionali uscite di casa da soli e le visite a casa di amici e compagni di classe (si veda nel box un estratto di una delle interviste realizzate con i teenagers dalla ricercatrice americana).<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Amy (16, Seattle): <\/em>My mom doesn&#8217;t let me out of the house very often, so that&#8217;s pretty much all I do, is I sit on MySpace and talk to people and text and talk on the phone, cause my mom&#8217;s always got some crazy reason to keep me in the house.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Jordan (15, Austin): <\/em>See, I&#8217;m not [allowed outside] so much. My mom&#8217;s from Mexico and like \u2013 it&#8217;s like completely like different.<br \/>\n<em>danah: <\/em>Why?<br \/>\n<em>Jordan:<\/em> I don&#8217;t know. It&#8217;s just like she thinks I&#8217;ll get kidnapped.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">(boyd, danah. 2008. <a href=\"http:\/\/www.danah.org\/papers\/talks\/MacArthur2008.html\" target=\"_blank\">&#8220;Teen Socialization Practices in Networked Publics.&#8221;<\/a> MacAthur Forum, Palo Alto, California, April 23.)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">La percezione di essere fra amici che offrono i SNSs \u00e8 piuttosto forte. Il paragone che viene pi\u00f9 facilmente in mente \u00e8 quello con una classica homepage personale o un blog. Se dal punto di vista teorico \u00e8 piuttosto chiaro che i contenuti pubblicati su Internet sono esposti ad un <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2008\/09\/19\/whats-next-3-%E2%80%9Cfarsi-media-mezzi-di-comunicazione-di-massa-per-le-masse%E2%80%9D\/\" target=\"_blank\">pubblico indistinto<\/a>, non \u00e8 altrettanto chiaro quanto questa percezione di essere esposti ad un pubblico sconosciuto ed inconoscibile sia diffusa fra chi pubblica contenuti sul web (in particolare fra i giovani che lo fanno pi\u00f9 spesso ed in modo sistematico).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">L\u2019ipotesi che ho formulato come corollario a quanto affermato da danah boyd \u00e8 che in una fase iniziale di domesticazione dell\u2019uso del web la percezione di avere fra le mani un \u201cmezzo di comunicazione di massa per le masse\u201d sia molto labile. In pratica la stragrande maggioranza di chi pubblica in rete i propri contenuti non ha una chiara sensazione di quanto questi contenuti siano pubblici. Si tratta di una fase di domesticazione che \u00e8, nel caso specifico del web, sociale ed individuale al tempo stesso. Per la prima volta nella storia siamo infatti di fronte ad una generazione di adulti (genitori ed insegnanti) che, a causa della rapidit\u00e0 dello sviluppo tecnologico, non appare in grado di accompagnare i giovani verso un uso maturo del mezzo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">In questo scenario l\u2019apprendimento sull\u2019uso maturo della rete avviene essenzialmente fra pari e spesso si basa su prove ed errori che grazie alla natura potenzialmente epidemica della diffusione dell&#8217;informazione sul web passo rapidamente da esperienze personali a &#8220;coscienza collettiva generazionale&#8221;. Lo shock di scoprire che un adulto (genitori, insegnanti, capo, media o uomini di marketing &#8211;\u00a0 per non parlare dei malintenzionati) pu\u00f2 accedere facilmente al tuo blog e alla tue fotografie provoca una forma di apprendimento istantanea della nozione di\u00a0 pubblico indistinto nello spazio mediato di rete.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Capire che pubblicare in rete (in siti non protetti da password) i propri contenuti significa esporli ad un pubblico imprevedibile \u00e8 uno degli skills fondamentali della new media literacy.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ma cosa avviene quando il bisogno di socializzare fra pari nello spazio mediato di rete si accompagna a questa consapevolezza?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Si cercano spazi dove pubblicare i propri contenuti restringendo l\u2019accesso solo ai propri amici. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Spazi come MySpace e Facebook e gli altri SNSs.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Pensate a quanto \u00e8 evocativo in questo senso il nome MySpace (il MIO spazio) o all\u2019importanza che hanno le impostazione per la gestione della privacy sui contenuti del proprio profilo nella nuova interfaccia di Facebook.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ben inteso che la fuga verso i SNSs non risolve di per s\u00e9 il problema\/possibilit\u00e0 del pubblico indistinto. Nelle impostazioni iniziali di un profilo di Facebook, ad esempio, i contenuti pubblicati sono accessibili tanto ai propri amici, quanto al Network<span> <\/span>di cui si sceglie di essere parte (anche se inizialmente non si \u00e8 parte di alcun network). Al tempo stesso \u00e8 evidente che tutti i livelli di privacy disponibili in questi siti offrono, a patto di comprenderne l\u2019utilizzo e sulla carta, un elevato grado di protezione dei propri contenuti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Al tempo stesso non va dimenticato che il pubblico indistinto \u00e8 anche a fondamento delle capacit\u00e0 trasformative del web. Le band emergenti che usano MySpace per promuovere i propri brani, ad esempio, sfruttano proprio le potenzialit\u00e0 connesse al pubblico indistinto ed ai \u201cmezzi di comunicazione di massa per le masse\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ma esporsi ad un pubblico indistinto pu\u00f2 anche suscitare un certo fascino. Limitando l\u2019accesso al proprio profilo alle sole persone che si conoscono gi\u00e0, ci si preclude per scelta la possibilit\u00e0 che qualcuno che non ci conosce possa interessarsi a noi per via delle informazioni disponibili sul nostro profilo. Questo pu\u00f2 valere tanto nel campo lavorativo quanto in quello del dating. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Non esiste dunque una ricetta unica. Quello che appare invece necessario \u00e8 comprendere l\u2019esistenza del pubblico indistinto e sulla base di questa consapevolezza e dei propri obiettivi scegliere, eventualmente caso per caso e SNS per SNS, il grado di esposizione al pubblico indistinto che si desidera.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ancora una volta il mezzo in s\u00e9 non risolve problemi se non se ne fa un uso consapevole.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">A ulteriore corollario di questa ipotesi letta in relazione alla situazione italiana ho formulato alcune considerazioni sulle differenze di approccio ai problemi della privacy che avrebbero gli utenti italiani di Facebook e Badoo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">A questo scopo ho costruito un breve questionario per validare o meno la mia idea.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Il questionario \u00e8 stato gi\u00e0 compilato in pochissimi giorni da oltre cento persone. Mi piacerebbe arrivare a 2000 possibilmente equamente distribuiti fra utenti di Facebook e Badoo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">So che non \u00e8 facile e per questo vi chiedo di collaborare attivamente alla diffusione del questionario attraverso i vostri blog e reti sociali.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ci sono un paio di modi per farlo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">1) Pop up code (da inserire sul vostro blog):<\/p>\n<p><textarea cols=\"50\" rows=\"3\">&lt;mce:script src=&#8221;http:\/\/www.surveymonkey.com\/jsPop.aspx?sm=WKDVTU8h7ZODRMzLswi75g_3d_3d&#8221; mce_src=&#8221;http:\/\/www.surveymonkey.com\/jsPop.aspx?sm=WKDVTU8h7ZODRMzLswi75g_3d_3d&#8221;&gt;&lt;!&#8211;   \/\/ &#8211;&gt;&lt;\/mce:script&gt;<\/textarea><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">2) Facendo circolare attraverso Facebook, Twitter o qualsiasi altro social network il seguente link: <a href=\"http:\/\/www.surveymonkey.com\/s.aspx?sm=SBft_2bRdjLsy2zE6W140Qaw_3d_3d\">http:\/\/www.surveymonkey.com\/s.aspx?sm=SBft_2bRdjLsy2zE6W140Qaw_3d_3d<\/a>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Vi ringrazio in anticipo per la collaborazione. Il prossimo appuntamento con What&#8217;s next #6 sar\u00e0 venerd\u00ec 10 ottobre. Con alcuni amici poi ci vediamo lo stesso giorno anche di persona per il <a href=\"http:\/\/www.festivaldeiblog.it\" target=\"_self\">Festival dei Blog<\/a>. Se non potete aspettare fino al 10 potete sempre dare uno sguardo di tanto in tanto a <a href=\"http:\/\/friendfeed.com\/fabiogiglietto\" target=\"_blank\">friendfeed<\/a>.<\/p>\n<p><!--:--><!--:zh--><\/p>\n<p>Nel corso del mese di settembre gli italiani su Facebook sono pi\u00f9 che raddoppiati passando dai 600.000 di fine agosto a oltre 1.200.000 (alla data di stesura di questo articolo).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Sul successo globale dei siti di social network esistono alcune ipotesi ed alcune credenze popolari (ovvero del <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2007\/11\/23\/facciamo-uno-scherzo-al-myspace-per-adulti%E2%84%A2\/\" target=\"_blank\">MySpace per adulti<\/a><\/span>\u2122<span class=\"entry-content\">). Fra le pi\u00f9 note c\u2019\u00e8 l\u2019ipotesi formulata pi\u00f9 volte da danah boyd che spiegherebbe il perch\u00e9 i teenager americani hanno aperto in massa una pagina su MySpace (per poi migrare verso Facebook).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\"> In pratica l\u2019idea \u00e8 che i siti di social network (SNSs) siano parte di una strategia, in parte inconsapevole, per assolvere il naturale bisogno dei ragazzi di socializzare fra pari sfuggendo al controllo dei genitori. L\u2019opzione di socializzare online, afferma danah, diventa ancora pi\u00f9 impellente quando il controllo dei genitori e degli adulti in genere, preoccupati per la sicurezza dei propri figli, si spinge fino a limitare le tradizionali uscite di casa da soli e le visite a casa di amici e compagni di classe (si veda nel box un estratto di una delle interviste realizzate con i teenagers dalla ricercatrice americana).<\/span><\/p>\n<blockquote>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Amy (16, Seattle): <\/em>My mom doesn&#8217;t let me out of the house very often, so that&#8217;s pretty much all I do, is I sit on MySpace and talk to people and text and talk on the phone, cause my mom&#8217;s always got some crazy reason to keep me in the house.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><em>Jordan (15, Austin): <\/em>See, I&#8217;m not [allowed outside] so much. My mom&#8217;s from Mexico and like \u2013 it&#8217;s like completely like different.<br \/>\n<em>danah: <\/em>Why?<br \/>\n<em>Jordan:<\/em> I don&#8217;t know. It&#8217;s just like she thinks I&#8217;ll get kidnapped.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">(boyd, danah. 2008. <a href=\"http:\/\/www.danah.org\/papers\/talks\/MacArthur2008.html\" target=\"_blank\">&#8220;Teen Socialization Practices in Networked Publics.&#8221;<\/a> MacAthur Forum, Palo Alto, California, April 23.)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">La percezione di essere fra amici che offrono i SNSs \u00e8 piuttosto forte. Il paragone che viene pi\u00f9 facilmente in mente \u00e8 quello con una classica homepage personale o un blog. Se dal punto di vista teorico \u00e8 piuttosto chiaro che i contenuti pubblicati su Internet sono esposti ad un <a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2008\/09\/19\/whats-next-3-%E2%80%9Cfarsi-media-mezzi-di-comunicazione-di-massa-per-le-masse%E2%80%9D\/\" target=\"_blank\">pubblico indistinto<\/a>, non \u00e8 altrettanto chiaro quanto questa percezione di essere esposti ad un pubblico sconosciuto ed inconoscibile sia diffusa fra chi pubblica contenuti sul web (in particolare fra i giovani che lo fanno pi\u00f9 spesso ed in modo sistematico).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">L\u2019ipotesi che ho formulato come corollario a quanto affermato da danah boyd \u00e8 che in una fase iniziale di domesticazione dell\u2019uso del web la percezione di avere fra le mani un \u201cmezzo di comunicazione di massa per le masse\u201d sia molto labile. In pratica la stragrande maggioranza di chi pubblica in rete i propri contenuti non ha una chiara sensazione di quanto questi contenuti siano pubblici. Si tratta di una fase di domesticazione che \u00e8, nel caso specifico del web, sociale ed individuale al tempo stesso. Per la prima volta nella storia siamo infatti di fronte ad una generazione di adulti (genitori ed insegnanti) che, a causa della rapidit\u00e0 dello sviluppo tecnologico, non appare in grado di accompagnare i giovani verso un uso maturo del mezzo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">In questo scenario l\u2019apprendimento sull\u2019uso maturo della rete avviene essenzialmente fra pari e spesso si basa su prove ed errori che grazie alla natura potenzialmente epidemica della diffusione dell&#8217;informazione sul web passo rapidamente da esperienze personali a &#8220;coscienza collettiva generazionale&#8221;. Lo shock di scoprire che un adulto (genitori, insegnanti, capo, media o uomini di marketing &#8211;\u00a0 per non parlare dei malintenzionati) pu\u00f2 accedere facilmente al tuo blog e alla tue fotografie provoca una forma di apprendimento istantanea della nozione di\u00a0 pubblico indistinto nello spazio mediato di rete.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Capire che pubblicare in rete (in siti non protetti da password) i propri contenuti significa esporli ad un pubblico imprevedibile \u00e8 uno degli skills fondamentali della new media literacy.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ma cosa avviene quando il bisogno di socializzare fra pari nello spazio mediato di rete si accompagna a questa consapevolezza?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Si cercano spazi dove pubblicare i propri contenuti restringendo l\u2019accesso solo ai propri amici. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Spazi come MySpace e Facebook e gli altri SNSs.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Pensate a quanto \u00e8 evocativo in questo senso il nome MySpace (il MIO spazio) o all\u2019importanza che hanno le impostazione per la gestione della privacy sui contenuti del proprio profilo nella nuova interfaccia di Facebook.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ben inteso che la fuga verso i SNSs non risolve di per s\u00e9 il problema\/possibilit\u00e0 del pubblico indistinto. Nelle impostazioni iniziali di un profilo di Facebook, ad esempio, i contenuti pubblicati sono accessibili tanto ai propri amici, quanto al Network<span> <\/span>di cui si sceglie di essere parte (anche se inizialmente non si \u00e8 parte di alcun network). Al tempo stesso \u00e8 evidente che tutti i livelli di privacy disponibili in questi siti offrono, a patto di comprenderne l\u2019utilizzo e sulla carta, un elevato grado di protezione dei propri contenuti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Al tempo stesso non va dimenticato che il pubblico indistinto \u00e8 anche a fondamento delle capacit\u00e0 trasformative del web. Le band emergenti che usano MySpace per promuovere i propri brani, ad esempio, sfruttano proprio le potenzialit\u00e0 connesse al pubblico indistinto ed ai \u201cmezzi di comunicazione di massa per le masse\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ma esporsi ad un pubblico indistinto pu\u00f2 anche suscitare un certo fascino. Limitando l\u2019accesso al proprio profilo alle sole persone che si conoscono gi\u00e0, ci si preclude per scelta la possibilit\u00e0 che qualcuno che non ci conosce possa interessarsi a noi per via delle informazioni disponibili sul nostro profilo. Questo pu\u00f2 valere tanto nel campo lavorativo quanto in quello del dating. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Non esiste dunque una ricetta unica. Quello che appare invece necessario \u00e8 comprendere l\u2019esistenza del pubblico indistinto e sulla base di questa consapevolezza e dei propri obiettivi scegliere, eventualmente caso per caso e SNS per SNS, il grado di esposizione al pubblico indistinto che si desidera.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Ancora una volta il mezzo in s\u00e9 non risolve problemi se non se ne fa un uso consapevole.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">A ulteriore corollario di questa ipotesi letta in relazione alla situazione italiana ho formulato alcune considerazioni sulle differenze di approccio ai problemi della privacy che avrebbero gli utenti italiani di Facebook e Badoo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">A questo scopo ho costruito un breve questionario per validare o meno la mia idea.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">Il questionario \u00e8 stato gi\u00e0 compilato in pochissimi giorni da oltre cento persone. Mi piacerebbe arrivare a 2000 possibilmente equamente distribuiti fra utenti di Facebook e Badoo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span class=\"entry-content\">So che non \u00e8 facile e per questo vi chiedo di collaborare attivamente alla diffusione del questionario attraverso i vostri blog e reti sociali.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ci sono un paio di modi per farlo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">1) Pop up code (da inserire sul vostro blog):<\/p>\n<p><textarea cols=\"50\" rows=\"3\">&lt;mce:script src=&#8221;http:\/\/www.surveymonkey.com\/jsPop.aspx?sm=WKDVTU8h7ZODRMzLswi75g_3d_3d&#8221; mce_src=&#8221;http:\/\/www.surveymonkey.com\/jsPop.aspx?sm=WKDVTU8h7ZODRMzLswi75g_3d_3d&#8221;&gt;&lt;!&#8211;   \/\/ &#8211;&gt;&lt;\/mce:script&gt;<\/textarea><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">2) Facendo circolare attraverso Facebook, Twitter o qualsiasi altro social network il seguente link: <a href=\"http:\/\/www.surveymonkey.com\/s.aspx?sm=SBft_2bRdjLsy2zE6W140Qaw_3d_3d\">http:\/\/www.surveymonkey.com\/s.aspx?sm=SBft_2bRdjLsy2zE6W140Qaw_3d_3d<\/a>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Vi ringrazio in anticipo per la collaborazione. Il prossimo appuntamento con What&#8217;s next #6 sar\u00e0 venerd\u00ec 10 ottobre. Con alcuni amici poi ci vediamo lo stesso giorno anche di persona per il <a href=\"http:\/\/www.festivaldeiblog.it\" target=\"_self\">Festival dei Blog<\/a>. Se non potete aspettare fino al 10 potete sempre dare uno sguardo di tanto in tanto a <a href=\"http:\/\/friendfeed.com\/fabiogiglietto\" target=\"_blank\">friendfeed<\/a>.<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->Molti giovani abbandonano i blog per i siti di social network alla ricerca di una paradossale privacy nello spazio mediato di rete. Ma \u00e8 veramente garantita la privacy su siti di social network come Badoo e Facebook?<!--:--><!--:en-->Molti giovani abbandonano i blog per i siti di social network alla ricerca di una paradossale privacy nello spazio mediato di rete. 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