{"id":512,"date":"2007-03-11T15:20:24","date_gmt":"2007-03-11T13:20:24","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2007\/03\/11\/un-commento-sulle-laws-of-form-di-spencer-brown\/"},"modified":"2007-03-11T15:20:24","modified_gmt":"2007-03-11T13:20:24","slug":"un-commento-sulle-laws-of-form-di-spencer-brown","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=512","title":{"rendered":"Un commento sulle Laws of Form di Spencer Brown"},"content":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8&nbsp;una traduzione. L&#8217;originale inglese \u00e8: <a href=\"http:\/\/www.lawsocietyblog.com\/archives\/349\">A Comment on Spencer Brown\u2019s Laws of Form<\/a> (Originally published on Sun, 14 Jan 2007 16:57:24 GMT by Hanno Kaiser)<\/p>\n<blockquote>\n<p>Le Laws of Form di George Spencer Brown sono spesso citate&nbsp;nel contesto di teorie che si occupano di processi auto-referenziali, autopoiesi e cibernetica di secondo ordine. Niklas Luhmann,&nbsp;in particolare, fa spesso riferimento a Spencer Brown &nbsp;ed una estensivamente la sua terminologia: law of calling, law of crossing, re-entry, etc. Non ho mai ben compreso perch\u00e8 si&nbsp;sia data&nbsp;tanta importanza a questi concetti forse perch\u00e8, essendo&nbsp;cresciuto con i computer,&nbsp;l&#8217;affermazione &#8220;paradossale&#8221; n= n + 1 non mi \u00e8 mai sembrata tanto paradossale.&nbsp;Espressioni auto-referenziali di questa natura sono ovviamente parte di&nbsp;un loop. In altre parole per la mia generazione, usare&nbsp;<em>il tempo<\/em>, <em>le interazioni<\/em>, o&nbsp;l&#8217;<em>operazionalizzazione<\/em>&nbsp;come un modo per risolvere i paradossi di cui Luhmann ed i suoi seguaci erano cos\u00ec innamorati,&nbsp;viene del tutto semplice e naturale. Allo stesso modo il tono quasi-mistico con il quale molti dei seguaci di Spencer Brown parlando della creazione di &#8220;qualcosa a partire dallo spazio vuoto&#8221; attraverso una distinzione iniziale, non ha effetto su di me. Certo ci vuole &#8220;una differenza che generi una differenza&#8221; perch\u00e8 un cerchio di colore bianco su un foglio bianco si confonde con lo sfondo. Mi sembra che la &#8220;law of calling&#8221;, la &#8220;law of crossing&#8221;, &#8220;condensation&#8221; e &#8220;cancellation&#8221; possono essere comprese molto semplicemente nei termini di un semplice robot (o una tartaruga nel logo) che si muova in un piano bianco. La tartaruga scansisce il colore del piano direttamete&nbsp;sotto di lei. Quando incontra un cambiamento (ad esempio perch\u00e8 attraversa una linea disegnata sul piano) inverte il suo stato interno. Se lo stato interno della tartaruga inizia con 0 l&#8217;attraversamento di una linea comporta il passaggio a 1, se lo stato iniziale era 1 allora l&#8217;attraversamento lo cambia in 1. Ora immaginate un cerchio disegnato su un piano.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c920070114124772.jpg\" atomicselection=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px\" height=\"84\" src=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c9200701141247-thumb52.jpg\" width=\"148\" border=\"0\"><\/a> <\/p>\n<p>La tartaruga attraversa dall&#8217;esterno (l'&#8221;unmarked state&#8221;) verso l&#8217;interno (il &#8220;marked state&#8221;)&nbsp;&nbsp;(0 \u2192 1) e, dopo un p\u00f2, dall&#8217;interno verso l&#8217;esterno&nbsp;(1 \u2192 0).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c920070114124822.jpg\" atomicselection=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px\" height=\"94\" src=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c9200701141248-thumb2.jpg\" width=\"254\" border=\"0\"><\/a>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<p>Il comportamento fondamentale della tartaruga quando entra o esce da una forma (0 \u2192 1 \u2192 0; or 1 \u2192 0 \u2192 1) non cambia indipendentemente da quanti cerchi che non si sovrappongono ci siano sul piano. Da qui la &#8220;form of condensation&#8221;, dove <tt>{}{} = {}<\/tt>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c920070114124922.jpg\" atomicselection=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px\" height=\"77\" src=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c9200701141249-thumb2.jpg\" width=\"159\" border=\"0\"><\/a> <\/p>\n<p>Ma cosa accade se un cerchio \u00e8 dentro un secondo cerchio? Il primo attraversamento inverte lo stato della tartaruga e lo stesso avviene per il secondo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c920070114125022.jpg\" atomicselection=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px\" height=\"84\" src=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c9200701141250-thumb2.jpg\" width=\"156\" border=\"0\"><\/a> <\/p>\n<p>Di consequenza lo stato interno della tartaruga quando \u00e8 dentro il secondo cerchio \u00e8 identico a quando essa \u00e8 fuori dal primo cerchio, il che risulta nella &#8220;form of cancellation&#8221;&nbsp; <tt>{{}} = _<\/tt>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c920070114125018.jpg\" atomicselection=\"true\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px\" height=\"157\" src=\"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/wp-content\/uploads\/2007\/03\/windowslivewriteruncommentosullelawsofformdispencerbrown-c9c92007011412501-thumb6.jpg\" width=\"347\" border=\"0\"><\/a> <\/p>\n<p>La storia diventa in un certo senso pi\u00f9 interessante quando ci si sposta dall&#8217;artimetica all&#8217;algebra dove A \u00e8 una variabile che pu\u00f2 assumere il valore {} and _ (mark and no mark). Quindi si possono costruire espressioni come:<\/p>\n<p>(1) A = {{A}}.<\/p>\n<p>Per A = {} l&#8217;espressione si legge {} = {{{}}} che applicando la form of condensation si risolve in {} = {}. Per A = _&nbsp;l&#8217;espressione equivale a _ = {{}} che si risove in _ = _, E fin qui tutto bene ma cosa accade con questo:<\/p>\n<p>(2) A = {A}.<\/p>\n<p>Per A = {} l&#8217;espressione diventa {}&nbsp;= {{}}&nbsp;che applicando la forma della cancellazione di risolve in {} = _. Per A = _ l&#8217;espressione diventa invece _ = {}. In altri termini se A \u00e8 un mark allora il valore della funzione \u00e8 un non mark e se A non \u00e8 un mark allora il valore della funzione \u00e8 un mark. Se ne evince che A = {A} descrive un <em>oscillatore<\/em>.<\/p>\n<p>Per Spencer Brown ed i suoi seguaci questo altro non \u00e8 che la creazione del tempo attraverso la forma il che pu\u00f2 essere giusto ma (almeno a me) sembre in qualche modo pi\u00f9 grandioso di quanto l&#8217;opeazione stessa sia. Per chi desideri familiarizzare con le Laws of Form di Spencer Brown senza dover leggere l&#8217;originale (e non posso non comprendervi) consiglio Robertson, <a href=\"http:\/\/www.angelfire.com\/super\/magicrobin\/lof.htm\">Some-thing from No-thing<\/a>: G. Spencer-Brown\u2019s Laws of Form, Cybernetics &amp; Human Knowing, Vol.6, no.4, 1999, pp. 43\u201355.<\/p>\n<\/blockquote>\n<div class=\"wlWriterSmartContent\" id=\"0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:d6c432ea-d688-43f6-a3f8-d0225c89a0e4\" contenteditable=\"false\" style=\"padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; float: none; padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-top: 0px\">Technorati tags: <a href=\"http:\/\/technorati.com\/tags\/laws%20of%20form\" rel=\"tag\">laws of form<\/a>, <a href=\"http:\/\/technorati.com\/tags\/spencer%20brown\" rel=\"tag\">spencer brown<\/a>, <a href=\"http:\/\/technorati.com\/tags\/luhmann\" rel=\"tag\">luhmann<\/a>, <a href=\"http:\/\/technorati.com\/tags\/Hanno%20Kaiser\" rel=\"tag\">Hanno Kaiser<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8&nbsp;una traduzione. 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