{"id":265,"date":"2006-07-08T14:41:10","date_gmt":"2006-07-08T12:41:10","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/2006\/07\/08\/sullamoralita-del-web-20\/"},"modified":"2006-07-08T14:41:10","modified_gmt":"2006-07-08T12:41:10","slug":"sullamoralita-del-web-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=265","title":{"rendered":"Sull&apos;amoralit\u00e0 del web 2.0"},"content":{"rendered":"<p>Come al solito <a href=\"http:\/\/www.roughtype.com\/\">Nicholas Carr<\/a> (quello di <a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/gp\/product\/1591394449\/103-7839507-5071019?n=283155\">Does it matter?<\/a>) ha la capacit\u00e0 di trovare titoli straordinariamente accattivanti che di solito lasciano intendere una posizione dell&#8217;autore che nel contenuto del post viene sostanzialmente smentita o fortemente depotenziata.<br \/>\nDopo una serie di argomentazioni a mio avviso tutt&#8217;altro che forti Carr conclude cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p>Like it or not, Web 2.0, like Web 1.0, is amoral. It&#8217;s a set of<br \/>\ntechnologies &#8211; a machine, not a Machine &#8211; that alters the forms and<br \/>\neconomics of production and consumption. It doesn&#8217;t care whether its<br \/>\nconsequences are good or bad. It doesn&#8217;t care whether it brings us to a<br \/>\nhigher consciousness or a lower one. It doesn&#8217;t care whether it<br \/>\nburnishes our culture or dulls it. It doesn&#8217;t care whether it leads us<br \/>\ninto a golden age or a dark one. So let&#8217;s can the millenialist rhetoric<br \/>\nand see the thing for what it is, not what we wish it would be.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ora dire che un computer come un sasso o come le tecnologie del Web 2.0 non siano morali \u00e8 una considerazione piuttosto banale. Si tratta dell&#8217;ennesima versione del vecchio adagio di McLuhan secondo cui le tecnologie non sono n\u00e8 buone, n\u00e8 cattive, n\u00e8 neutre.<br \/>\nQuesta forma di &#8220;neutralit\u00e0 etica&#8221; delle tecnologie supporta la forma di morale tipica delle societ\u00e0 differenziate per funzioni.  Non una morale, ma tante morali che dipendono dal punto vista dal quale si osserva.<br \/>\nOra si potrebbe obiettare che una morale \u00e8 una o non \u00e8. Dunque che le societ\u00e0 differenziate per fuzioni siano prive di morale. In realt\u00e0 nella definizione stessa di morale non esiste nessun riferimento al fatto che debba essere unica. O meglio esiste un riferimento del tutto implicito all&#8217;unicit\u00e0 della morale per un osservatore in un certo momento. Se non assumesse questa forma stabile ed univoca essa sarebbe del tutto inutilizzabile. Dunque la morale \u00e8 una&#8230; per ciascun osservatore.<br \/>\nEd \u00e8 in questa specifica forma di supporto alla doppia natura della morale contemporanea (necessariamente una ma molteplice) che la tecnologia si configura come un&#8217;alleato strategico della forma di societ\u00e0 differenziata per funzioni.<br \/>\nIn questo senso il web 2.0 \u00e8 una straordinaria piattaforma per lo sviluppo di questa forma di moralit\u00e0 cibern-etica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come al solito Nicholas Carr (quello di Does it matter?) ha la capacit\u00e0 di trovare titoli straordinariamente accattivanti che di solito lasciano intendere una posizione dell&#8217;autore che nel contenuto del post viene sostanzialmente smentita o fortemente depotenziata. 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