{"id":2416,"date":"2012-03-02T10:19:24","date_gmt":"2012-03-02T09:19:24","guid":{"rendered":"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/?p=2416"},"modified":"2012-03-02T10:19:24","modified_gmt":"2012-03-02T09:19:24","slug":"uloop-come-motivare-la-cooperazione-degli-utenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=2416","title":{"rendered":"ULOOP: come motivare la cooperazione degli utenti?"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Terzo articolo della <a href=\"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/taxonomy\/tags\/sociocybernetics\/nextmedia\/uloop\/\" target=\"_blank\">serie dedicata al progetto ULOOP<\/a> a cura di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linkedin.com\/in\/ericagiambitt0\" target=\"_blank\">Erica Giambitto<\/a>.<br \/>\nLe ricerche sul capitale sociale, sulla sostenibilit\u00e0 sociale e la nostra attivit\u00e0 nell&#8217;ambito di ULOOP hanno una domanda in comune: <strong>quali sono le motivazioni che spingono le persone appartenenti ad una stessa comunit\u00e0 a mettere a disposizione degli altri le proprio risorse e ad impegnarsi in prima persona per il bene collettivo?<\/strong><br \/>\n<strong><\/strong>In questo articolo cercheremo di capire come in ULOOP si \u00e8 cercato di motivare la cooperazione degli utenti. L\u2019innovazione di ULOOP si basa su due elementi chiave: considerare l\u2019utente come una componente chiave dei servizi di rete e la creazione di wireless local loop <em>on-the-fly. <\/em>Questi sono realizzabili solo implementando meccanismi di gestione della fiducia e di incentivazione alla cooperazione (AA.VV. <em><a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/aigaion\/index.php\/attachments\/single\/9\" target=\"_blank\">D.1.1: ULOOP User-Centric Wireless Local Loop<\/a>, <\/em>2010).<br \/>\nAnnche Yochai Benkler (<em>Berkman Professor of Entrepreneurial Legal Studies, Harvard Law School, faculty co-director, Berkman Center for Internet and Society<\/em>) riflette su come\u00a0 creare sistemi basati su modelli cooperativi. Secondo Benkler l\u2019utente deve essere considerato in tutte le sue sfaccettature, \u00e8 importante, quindi, implementare nei sistemi cooperativi non solo incentivi di tipo <em>materiale<\/em> come premi e punizioni, ma anche di tipo <em>sociale<\/em> come empatia e solidariet\u00e0 (Benkler, Y. <a href=\"http:\/\/www.randomhouse.com\/book\/11367\/the-penguin-and-the-leviathan-by-yochai-benkler\">The Penguin and The Leviathan<\/a>, Crown Business, New York 2011).<br \/>\nLe caratteristiche chiave di ULOOP sono un valore che gli stessi utenti aggiungono al sistema, attraverso la loro partecipazione. Cos\u00ec la sostenibilit\u00e0 socio-economica di ULOOP dipende dalla densit\u00e0 di nodi presenti in un local loop (AA.VV. <a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ULOOP-D2.2-final.pdf\"><em>D2.2: ULOOP. Socio-economic sustainability report<\/em><\/a> 2011) e dalla capacit\u00e0 del sistema di inserire gli utenti nella catena del valore. Per questo gli utenti sono stati divisi in categorie e, a seconda degli effetti positivi, negativi e trascurabili di cui fanno esperienza, sono stati previsti incentivi specifici per stimolarne la cooperazione. Questo tipo di incentivi sono principalmente di tipo <em>materiale<\/em>, fanno cio\u00e8 leva su vantaggi e svantaggi derivanti da una data situazione.<br \/>\nNel <a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP01_OverallSpec_ULHT.pdf\">primo White Paper<\/a> dedicato a ULOOP viene sollevata una questione importante: la cooperazione dipende dalla volont\u00e0 dei nodi (utenti) di partecipare, ma anche da elementi percepiti come negativi che disincentivano la partecipazione, tra cui la percezione della scarsit\u00e0 delle risorse e la mancanza di fiducia tra gli utenti.<br \/>\n<em>Scarsit\u00e0 di risorse disponibili nel nodo<\/em>.<br \/>\n<strong>L\u2019idea di condividere una risorsa finita<\/strong>, ad esempio l\u2019ampiezza di banda o la capacit\u00e0 di processing del device, <strong>potrebbe disincentivare la cooperazione<\/strong>. Per questo\u00a0 ULOOP incentiva lo scambio di risorse tra utenti permettendo loro di contribuire con la risorsa che hanno maggiormente a disposizione, o che in quel momento usano meno. Cos\u00ec <strong>l\u2019utente che contribuisce, guadagna il diritto di ricevere la risorsa di cui ha bisogno nel momento pi\u00f9 adatto alle sue esigenze<\/strong>. La risorsa che ricever\u00e0 in cambio \u00e8 stata condivisa da un altro utente, dunque \u00e8 frutto di un\u2019altra scelta individuale. <strong>Lo scambio non \u00e8 negoziato autonomamente dai due utenti ma \u00e8 gestito automaticamente dal sistema ULOOP. Gli utenti fanno dunque affidamento sul suo funzionamento<\/strong> <strong>come garante<\/strong> dello scambio. Chi tiene un comportamento scorretto viene, mediante il meccanismo della social trust, identificato e sanzionato, ad esempio con una riduzione delle possibilit\u00e0 di accesso o una riduzione di banda.<br \/>\nQuesto tipo di incentivo sembra basato sul concetto di <strong>fiducia sistemica<\/strong> (Luhman 1979, cit. in <a href=\"http:\/\/www.francoangeli.it\/riviste\/Scheda_rivista.aspx?IDArticolo=39697\" target=\"_blank\">E. Keimolen, D. Broeders \u201c<em>Quando alcuni sono pi\u00f9 uguali degli altri&#8230; Fiducia, free riding e azione collettiva in una rete P2P<\/em>\u201d<\/a> in Sociologia della Comunicazione n. 40, Franco Angeli, 2009, p. 94-95). Quando calati in un sistema complesso, in cui si relazionano in collettivit\u00e0 ampie e con sconosciuti, <strong>gli utenti non godono di fiducia reciproca ma ripongono fiducia nelle capacit\u00e0 del sistema di gestire questi scambi e il rischio<\/strong> che altri non contribuiscano, li danneggino o abbandonino il sistema danneggiandolo. &lt;&lt;La fiducia sistemica viene allora costruita automaticamente attraverso continue esperienze positive (feedback)&gt;&gt; (ibidem).<br \/>\n<em>Mancanza di fiducia tra gli utenti.<\/em><br \/>\nLa cooperazione in un sistema di relazioni create <em>on-the-fly<\/em> tra utenti che non si conoscono personalmente, deve far fronte al <strong>problema della mancanza di fiducia a livello interpersonale<\/strong>. La mancanza di fiducia tra utenti dipende dalla loro scarsa conoscenza reciproca. ULOOP propone diversi incentivi per ovviare a questa mancanza, innanzitutto prevede un <strong>sistema di riconoscimento univoco dell\u2019user ID<\/strong>, tutelandone al tempo stesso la privacy. D\u00e0 la possibilit\u00e0 di creare<strong> legami tra utenti basati su interessi condivisi<\/strong> (stesse tipologie di file, stesse abitudini) e un <strong>sistema di valutazione reciproca collettiva<\/strong> (informazioni SNR, individuazione di <em>malicious users, Quality of Experience<\/em>).<br \/>\nQuesti incentivi richiamano ci\u00f2 che la letteratura sull\u2019azione collettiva definisce <strong><em>meccanismi regolativi<\/em> <\/strong>(ibidem, p. 93): l\u2019esclusione, la reputazione, la reciprocit\u00e0 (Becker, Clement 2006, cit. in ibidem, p. 103; R. Alexander <em>The biology of moral systems<\/em>, cit. in Benkler <em>The penguin and the leviathan<\/em>, Crown Business, New York 2011, p. 42).<br \/>\nDunque sembra che ULOOP gestisca le motivazioni alla cooperazione su due livelli. Un <strong>livello sistemico che crea fiducia nel funzionamento del sistema<\/strong> facendo leva sulle <em>motivazioni strumentali<\/em> alla cooperazione (Portes Alejandro,\u00a0<em>SOCIAL CAPITAL: Its Origins and Applications in Modern Sociology<\/em>\u00a0Annu. Rev. Sociol. 1998, pp.1-24). Si basano sulla <em>enforceable trust<\/em>, cio\u00e8 il senso di appartenenza ad una comunit\u00e0 la cui esistenza \u00e8 percepita come garanzia che il contributo dato verr\u00e0 ripagato. Un <strong>livello interpersonale<\/strong>, che fa leva sulle <em>motivazioni consumatorie<\/em> alla cooperazione basate sulla <em>bounded solidarity<\/em>, per cui un individuo agisce per il bene collettivo anche se ad un costo personale, perch\u00e9 <strong>si sente parte del gruppo e si identifica in esso<\/strong>.<br \/>\nSembra che anche Benkler lavori su questi due livelli, anche se non esplicitamente. Egli individua degli <strong>elementi chiave da implementare in un sistema perch\u00e9 sia cooperativo<\/strong>.<\/p>\n<ol>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Comunicazione<\/span>: nella costruzione di un sistema cooperativo \u00e8 fondamentale implementare la possibilit\u00e0 di comunicare tra gli utenti e, in maniera altrettanto importante, stimolare un processo di negoziazione e mediazione tra i punti di vista differenti. La <strong>comunicazione fa sviluppare empatia e fiducia<\/strong> negli altri, aiutando nella risoluzione di problemi.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Empatia e Solidariet\u00e0<\/span>: <strong>immedesimarsi in qualcun altro<\/strong>, provare le stesse emozioni e talvolta le stesse sensazioni (empatia) cos\u00ec come <strong>identificarsi in un gruppo <\/strong>(solidariet\u00e0), rende gli utenti disposti a sopportare un costo personale per il benessere del gruppo a cui sentono di appartenere. Per stimolare questo processo \u00e8 importante <strong>umanizzare le persone<\/strong>, permettere di sapere chi sono e perch\u00e9 necessitano dell\u2019aiuto o contributo di altri.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Framing<\/span>: <strong>creare un frame, un contesto<\/strong> che descriva il sistema come cooperativo, come una comunit\u00e0, orientando l\u2019interpretazione del sistema da parte degli utenti rendendoli maggiormente disposti alla cooperazione. Il frame, per\u00f2, funziona solo se costruito sulla verit\u00e0. Il sistema deve veramente essere progettato come cooperativo, altrimenti, non rispondendo alle aspettative degli utenti, si svuoterebbe dopo poco tempo.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Reputazione, trasparenza e reciprocit\u00e0<\/span>: i sistemi che si basano sulla reciprocit\u00e0, soprattutto quella indiretta, sono facilmente invasi da utenti che attingono al sistema senza contribuire, basta pensare al fenomeno dei <em>free riders<\/em> (Benkler 2011). <strong>La reputazione \u00e8 lo strumento pi\u00f9 importante che si ha per sostenere il sistema<\/strong> ma per essere veramente efficace necessita che l\u2019identit\u00e0 delle persone coinvolte sia visibile e trasparente, sempre nei limiti della privacy.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Equit\u00e0, moralit\u00e0, norme sociali<\/span>: se percepiamo il sistema in cui siamo inseriti come\u00a0 equo, siamo pi\u00f9 predisposti a cooperare. Basarsi solo su incentivi e punizioni pu\u00f2 essere controproducente, <strong>\u00e8 necessario pensare se e come il nostro sistema risulti equo<\/strong>. Moralit\u00e0: definire chiaramente i valori, discutendone, spiegandoli, evidenziando <strong>qual \u00e8 la cosa che si ritiene giusta da fare in ogni situazione<\/strong>. Social Norms: Le norme sociali sono un codice che orientano il comportamento ma non sono stabilite a priori, sono emergenti, per questo generalmente la maggior parte delle persone tende a seguirle. <strong>Rendere trasparente il comportamento degli altri<\/strong> nelle diverse situazioni <strong>permetter\u00e0 di conformarsi <\/strong>con ci\u00f2 che \u00e8 ritenuto \u201cnormale\u201d.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Modularit\u00e0<\/span>: cooperare ha un costo, \u00e8 come l\u2019impegno in una attivit\u00e0, una spesa economica per l\u2019accesso a un servizio, la rinuncia ad una risorsa a favore di qualcun altro. Dunque uno dei primi elementi da attivare per incentivare la cooperazione \u00e8 <strong>consentire la partecipazione per piccoli moduli di contribuito<\/strong>, permettendo a ciascuno di cooperare secondo le possibilit\u00e0 e disponibilit\u00e0 del momento.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Premi e punizioni<\/span>: siano essi materiali (ottenimento di vantaggi per il singolo), oppure sociali (raggiungimento di un benessere comune) ma sempre dati in base alle motivazioni degli utenti. Dare premi materiali a qualcuno che coopera alla comunit\u00e0 perch\u00e9 interessato al bene comune o, viceversa, premiare con la reputazione qualcuno interessato ad un aumento di risorse materiali, potrebbe causarne l\u2019allontanamento spontaneo dalla comunit\u00e0.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Flessibilit\u00e0<\/span>: \u00e8 necessario tenere presente i diversi profili motivazionali, anche quelli poco produttivi, perci\u00f2 i sistemi che si avvalgono della cooperazione devono essere flessibili e <strong>consentire una contribuzione asimmetrica<\/strong>, sfruttando il principio della coda lunga.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Anche gli elementi suggeriti da Benkler si possono raggruppare e implementare nei due livelli di motivazione alla cooperazione: sistemico e interpersonale.<br \/>\nComunicazione, empatia, solidariet\u00e0, reputazione, trasparenza, reciprocit\u00e0 e framing possono essere utili strumenti per costruire, a un livello interpersonale, la fiducia reciproca tra gli utenti, contribuendo a realizzare l\u2019identificazione nel gruppo e a rafforzare la <em>bounded solidarity<\/em>.<br \/>\nEquit\u00e0, moralit\u00e0, norme sociali, modularit\u00e0, premi, punizioni e flessibilit\u00e0 possono essere utili strumenti, a livello sistemico, per costruire la fiducia sistemica, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza alla comunit\u00e0 e la <em>enforceable trust<\/em>.<!--:--><!--:en-->Terzo articolo della <a href=\"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/taxonomy\/tags\/sociocybernetics\/nextmedia\/uloop\/\" target=\"_blank\">serie dedicata al progetto ULOOP<\/a> a cura di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linkedin.com\/in\/ericagiambitt0\" target=\"_blank\">Erica Giambitto<\/a>.<br \/>\nLe ricerche sul capitale sociale, sulla sostenibilit\u00e0 sociale e la nostra attivit\u00e0 nell&#8217;ambito di ULOOP hanno una domanda in comune: <strong>quali sono le motivazioni che spingono le persone appartenenti ad una stessa comunit\u00e0 a mettere a disposizione degli altri le proprio risorse e ad impegnarsi in prima persona per il bene collettivo?<\/strong><br \/>\n<strong><\/strong>In questo articolo cercheremo di capire come in ULOOP si \u00e8 cercato di motivare la cooperazione degli utenti. L\u2019innovazione di ULOOP si basa su due elementi chiave: considerare l\u2019utente come una componente chiave dei servizi di rete e la creazione di wireless local loop <em>on-the-fly. <\/em>Questi sono realizzabili solo implementando meccanismi di gestione della fiducia e di incentivazione alla cooperazione (AA.VV. <em><a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/aigaion\/index.php\/attachments\/single\/9\" target=\"_blank\">D.1.1: ULOOP User-Centric Wireless Local Loop<\/a>, <\/em>2010).<br \/>\nAnnche Yochai Benkler (<em>Berkman Professor of Entrepreneurial Legal Studies, Harvard Law School, faculty co-director, Berkman Center for Internet and Society<\/em>) riflette su come\u00a0 creare sistemi basati su modelli cooperativi. Secondo Benkler l\u2019utente deve essere considerato in tutte le sue sfaccettature, \u00e8 importante, quindi, implementare nei sistemi cooperativi non solo incentivi di tipo <em>materiale<\/em> come premi e punizioni, ma anche di tipo <em>sociale<\/em> come empatia e solidariet\u00e0 (Benkler, Y. <a href=\"http:\/\/www.randomhouse.com\/book\/11367\/the-penguin-and-the-leviathan-by-yochai-benkler\">The Penguin and The Leviathan<\/a>, Crown Business, New York 2011).<br \/>\nLe caratteristiche chiave di ULOOP sono un valore che gli stessi utenti aggiungono al sistema, attraverso la loro partecipazione. Cos\u00ec la sostenibilit\u00e0 socio-economica di ULOOP dipende dalla densit\u00e0 di nodi presenti in un local loop (AA.VV. <a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ULOOP-D2.2-final.pdf\"><em>D2.2: ULOOP. Socio-economic sustainability report<\/em><\/a> 2011) e dalla capacit\u00e0 del sistema di inserire gli utenti nella catena del valore. Per questo gli utenti sono stati divisi in categorie e, a seconda degli effetti positivi, negativi e trascurabili di cui fanno esperienza, sono stati previsti incentivi specifici per stimolarne la cooperazione. Questo tipo di incentivi sono principalmente di tipo <em>materiale<\/em>, fanno cio\u00e8 leva su vantaggi e svantaggi derivanti da una data situazione.<br \/>\nNel <a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP01_OverallSpec_ULHT.pdf\">primo White Paper<\/a> dedicato a ULOOP viene sollevata una questione importante: la cooperazione dipende dalla volont\u00e0 dei nodi (utenti) di partecipare, ma anche da elementi percepiti come negativi che disincentivano la partecipazione, tra cui la percezione della scarsit\u00e0 delle risorse e la mancanza di fiducia tra gli utenti.<br \/>\n<em>Scarsit\u00e0 di risorse disponibili nel nodo<\/em>.<br \/>\n<strong>L\u2019idea di condividere una risorsa finita<\/strong>, ad esempio l\u2019ampiezza di banda o la capacit\u00e0 di processing del device, <strong>potrebbe disincentivare la cooperazione<\/strong>. Per questo\u00a0 ULOOP incentiva lo scambio di risorse tra utenti permettendo loro di contribuire con la risorsa che hanno maggiormente a disposizione, o che in quel momento usano meno. Cos\u00ec <strong>l\u2019utente che contribuisce, guadagna il diritto di ricevere la risorsa di cui ha bisogno nel momento pi\u00f9 adatto alle sue esigenze<\/strong>. La risorsa che ricever\u00e0 in cambio \u00e8 stata condivisa da un altro utente, dunque \u00e8 frutto di un\u2019altra scelta individuale. <strong>Lo scambio non \u00e8 negoziato autonomamente dai due utenti ma \u00e8 gestito automaticamente dal sistema ULOOP. Gli utenti fanno dunque affidamento sul suo funzionamento<\/strong> <strong>come garante<\/strong> dello scambio. Chi tiene un comportamento scorretto viene, mediante il meccanismo della social trust, identificato e sanzionato, ad esempio con una riduzione delle possibilit\u00e0 di accesso o una riduzione di banda.<br \/>\nQuesto tipo di incentivo sembra basato sul concetto di <strong>fiducia sistemica<\/strong> (Luhman 1979, cit. in <a href=\"http:\/\/www.francoangeli.it\/riviste\/Scheda_rivista.aspx?IDArticolo=39697\" target=\"_blank\">E. Keimolen, D. Broeders \u201c<em>Quando alcuni sono pi\u00f9 uguali degli altri&#8230; Fiducia, free riding e azione collettiva in una rete P2P<\/em>\u201d<\/a> in Sociologia della Comunicazione n. 40, Franco Angeli, 2009, p. 94-95). Quando calati in un sistema complesso, in cui si relazionano in collettivit\u00e0 ampie e con sconosciuti, <strong>gli utenti non godono di fiducia reciproca ma ripongono fiducia nelle capacit\u00e0 del sistema di gestire questi scambi e il rischio<\/strong> che altri non contribuiscano, li danneggino o abbandonino il sistema danneggiandolo. &lt;&lt;La fiducia sistemica viene allora costruita automaticamente attraverso continue esperienze positive (feedback)&gt;&gt; (ibidem).<br \/>\n<em>Mancanza di fiducia tra gli utenti.<\/em><br \/>\nLa cooperazione in un sistema di relazioni create <em>on-the-fly<\/em> tra utenti che non si conoscono personalmente, deve far fronte al <strong>problema della mancanza di fiducia a livello interpersonale<\/strong>. La mancanza di fiducia tra utenti dipende dalla loro scarsa conoscenza reciproca. ULOOP propone diversi incentivi per ovviare a questa mancanza, innanzitutto prevede un <strong>sistema di riconoscimento univoco dell\u2019user ID<\/strong>, tutelandone al tempo stesso la privacy. D\u00e0 la possibilit\u00e0 di creare<strong> legami tra utenti basati su interessi condivisi<\/strong> (stesse tipologie di file, stesse abitudini) e un <strong>sistema di valutazione reciproca collettiva<\/strong> (informazioni SNR, individuazione di <em>malicious users, Quality of Experience<\/em>).<br \/>\nQuesti incentivi richiamano ci\u00f2 che la letteratura sull\u2019azione collettiva definisce <strong><em>meccanismi regolativi<\/em> <\/strong>(ibidem, p. 93): l\u2019esclusione, la reputazione, la reciprocit\u00e0 (Becker, Clement 2006, cit. in ibidem, p. 103; R. Alexander <em>The biology of moral systems<\/em>, cit. in Benkler <em>The penguin and the leviathan<\/em>, Crown Business, New York 2011, p. 42).<br \/>\nDunque sembra che ULOOP gestisca le motivazioni alla cooperazione su due livelli. Un <strong>livello sistemico che crea fiducia nel funzionamento del sistema<\/strong> facendo leva sulle <em>motivazioni strumentali<\/em> alla cooperazione (Portes Alejandro,\u00a0<em>SOCIAL CAPITAL: Its Origins and Applications in Modern Sociology<\/em>\u00a0Annu. Rev. Sociol. 1998, pp.1-24). Si basano sulla <em>enforceable trust<\/em>, cio\u00e8 il senso di appartenenza ad una comunit\u00e0 la cui esistenza \u00e8 percepita come garanzia che il contributo dato verr\u00e0 ripagato. Un <strong>livello interpersonale<\/strong>, che fa leva sulle <em>motivazioni consumatorie<\/em> alla cooperazione basate sulla <em>bounded solidarity<\/em>, per cui un individuo agisce per il bene collettivo anche se ad un costo personale, perch\u00e9 <strong>si sente parte del gruppo e si identifica in esso<\/strong>.<br \/>\nSembra che anche Benkler lavori su questi due livelli, anche se non esplicitamente. Egli individua degli <strong>elementi chiave da implementare in un sistema perch\u00e9 sia cooperativo<\/strong>.<\/p>\n<ol>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Comunicazione<\/span>: nella costruzione di un sistema cooperativo \u00e8 fondamentale implementare la possibilit\u00e0 di comunicare tra gli utenti e, in maniera altrettanto importante, stimolare un processo di negoziazione e mediazione tra i punti di vista differenti. La <strong>comunicazione fa sviluppare empatia e fiducia<\/strong> negli altri, aiutando nella risoluzione di problemi.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Empatia e Solidariet\u00e0<\/span>: <strong>immedesimarsi in qualcun altro<\/strong>, provare le stesse emozioni e talvolta le stesse sensazioni (empatia) cos\u00ec come <strong>identificarsi in un gruppo <\/strong>(solidariet\u00e0), rende gli utenti disposti a sopportare un costo personale per il benessere del gruppo a cui sentono di appartenere. Per stimolare questo processo \u00e8 importante <strong>umanizzare le persone<\/strong>, permettere di sapere chi sono e perch\u00e9 necessitano dell\u2019aiuto o contributo di altri.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Framing<\/span>: <strong>creare un frame, un contesto<\/strong> che descriva il sistema come cooperativo, come una comunit\u00e0, orientando l\u2019interpretazione del sistema da parte degli utenti rendendoli maggiormente disposti alla cooperazione. Il frame, per\u00f2, funziona solo se costruito sulla verit\u00e0. Il sistema deve veramente essere progettato come cooperativo, altrimenti, non rispondendo alle aspettative degli utenti, si svuoterebbe dopo poco tempo.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Reputazione, trasparenza e reciprocit\u00e0<\/span>: i sistemi che si basano sulla reciprocit\u00e0, soprattutto quella indiretta, sono facilmente invasi da utenti che attingono al sistema senza contribuire, basta pensare al fenomeno dei <em>free riders<\/em> (Benkler 2011). <strong>La reputazione \u00e8 lo strumento pi\u00f9 importante che si ha per sostenere il sistema<\/strong> ma per essere veramente efficace necessita che l\u2019identit\u00e0 delle persone coinvolte sia visibile e trasparente, sempre nei limiti della privacy.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Equit\u00e0, moralit\u00e0, norme sociali<\/span>: se percepiamo il sistema in cui siamo inseriti come\u00a0 equo, siamo pi\u00f9 predisposti a cooperare. Basarsi solo su incentivi e punizioni pu\u00f2 essere controproducente, <strong>\u00e8 necessario pensare se e come il nostro sistema risulti equo<\/strong>. Moralit\u00e0: definire chiaramente i valori, discutendone, spiegandoli, evidenziando <strong>qual \u00e8 la cosa che si ritiene giusta da fare in ogni situazione<\/strong>. Social Norms: Le norme sociali sono un codice che orientano il comportamento ma non sono stabilite a priori, sono emergenti, per questo generalmente la maggior parte delle persone tende a seguirle. <strong>Rendere trasparente il comportamento degli altri<\/strong> nelle diverse situazioni <strong>permetter\u00e0 di conformarsi <\/strong>con ci\u00f2 che \u00e8 ritenuto \u201cnormale\u201d.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Modularit\u00e0<\/span>: cooperare ha un costo, \u00e8 come l\u2019impegno in una attivit\u00e0, una spesa economica per l\u2019accesso a un servizio, la rinuncia ad una risorsa a favore di qualcun altro. Dunque uno dei primi elementi da attivare per incentivare la cooperazione \u00e8 <strong>consentire la partecipazione per piccoli moduli di contribuito<\/strong>, permettendo a ciascuno di cooperare secondo le possibilit\u00e0 e disponibilit\u00e0 del momento.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Premi e punizioni<\/span>: siano essi materiali (ottenimento di vantaggi per il singolo), oppure sociali (raggiungimento di un benessere comune) ma sempre dati in base alle motivazioni degli utenti. Dare premi materiali a qualcuno che coopera alla comunit\u00e0 perch\u00e9 interessato al bene comune o, viceversa, premiare con la reputazione qualcuno interessato ad un aumento di risorse materiali, potrebbe causarne l\u2019allontanamento spontaneo dalla comunit\u00e0.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Flessibilit\u00e0<\/span>: \u00e8 necessario tenere presente i diversi profili motivazionali, anche quelli poco produttivi, perci\u00f2 i sistemi che si avvalgono della cooperazione devono essere flessibili e <strong>consentire una contribuzione asimmetrica<\/strong>, sfruttando il principio della coda lunga.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Anche gli elementi suggeriti da Benkler si possono raggruppare e implementare nei due livelli di motivazione alla cooperazione: sistemico e interpersonale.<br \/>\nComunicazione, empatia, solidariet\u00e0, reputazione, trasparenza, reciprocit\u00e0 e framing possono essere utili strumenti per costruire, a un livello interpersonale, la fiducia reciproca tra gli utenti, contribuendo a realizzare l\u2019identificazione nel gruppo e a rafforzare la <em>bounded solidarity<\/em>.<br \/>\nEquit\u00e0, moralit\u00e0, norme sociali, modularit\u00e0, premi, punizioni e flessibilit\u00e0 possono essere utili strumenti, a livello sistemico, per costruire la fiducia sistemica, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza alla comunit\u00e0 e la <em>enforceable trust<\/em>.<!--:--><!--:zh-->Terzo articolo della <a href=\"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/taxonomy\/tags\/sociocybernetics\/nextmedia\/uloop\/\" target=\"_blank\">serie dedicata al progetto ULOOP<\/a> a cura di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linkedin.com\/in\/ericagiambitt0\" target=\"_blank\">Erica Giambitto<\/a>.<br \/>\nLe ricerche sul capitale sociale, sulla sostenibilit\u00e0 sociale e la nostra attivit\u00e0 nell&#8217;ambito di ULOOP hanno una domanda in comune: <strong>quali sono le motivazioni che spingono le persone appartenenti ad una stessa comunit\u00e0 a mettere a disposizione degli altri le proprio risorse e ad impegnarsi in prima persona per il bene collettivo?<\/strong><br \/>\n<strong><\/strong>In questo articolo cercheremo di capire come in ULOOP si \u00e8 cercato di motivare la cooperazione degli utenti. L\u2019innovazione di ULOOP si basa su due elementi chiave: considerare l\u2019utente come una componente chiave dei servizi di rete e la creazione di wireless local loop <em>on-the-fly. <\/em>Questi sono realizzabili solo implementando meccanismi di gestione della fiducia e di incentivazione alla cooperazione (AA.VV. <em><a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/aigaion\/index.php\/attachments\/single\/9\" target=\"_blank\">D.1.1: ULOOP User-Centric Wireless Local Loop<\/a>, <\/em>2010).<br \/>\nAnnche Yochai Benkler (<em>Berkman Professor of Entrepreneurial Legal Studies, Harvard Law School, faculty co-director, Berkman Center for Internet and Society<\/em>) riflette su come\u00a0 creare sistemi basati su modelli cooperativi. Secondo Benkler l\u2019utente deve essere considerato in tutte le sue sfaccettature, \u00e8 importante, quindi, implementare nei sistemi cooperativi non solo incentivi di tipo <em>materiale<\/em> come premi e punizioni, ma anche di tipo <em>sociale<\/em> come empatia e solidariet\u00e0 (Benkler, Y. <a href=\"http:\/\/www.randomhouse.com\/book\/11367\/the-penguin-and-the-leviathan-by-yochai-benkler\">The Penguin and The Leviathan<\/a>, Crown Business, New York 2011).<br \/>\nLe caratteristiche chiave di ULOOP sono un valore che gli stessi utenti aggiungono al sistema, attraverso la loro partecipazione. Cos\u00ec la sostenibilit\u00e0 socio-economica di ULOOP dipende dalla densit\u00e0 di nodi presenti in un local loop (AA.VV. <a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ULOOP-D2.2-final.pdf\"><em>D2.2: ULOOP. Socio-economic sustainability report<\/em><\/a> 2011) e dalla capacit\u00e0 del sistema di inserire gli utenti nella catena del valore. Per questo gli utenti sono stati divisi in categorie e, a seconda degli effetti positivi, negativi e trascurabili di cui fanno esperienza, sono stati previsti incentivi specifici per stimolarne la cooperazione. Questo tipo di incentivi sono principalmente di tipo <em>materiale<\/em>, fanno cio\u00e8 leva su vantaggi e svantaggi derivanti da una data situazione.<br \/>\nNel <a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP01_OverallSpec_ULHT.pdf\">primo White Paper<\/a> dedicato a ULOOP viene sollevata una questione importante: la cooperazione dipende dalla volont\u00e0 dei nodi (utenti) di partecipare, ma anche da elementi percepiti come negativi che disincentivano la partecipazione, tra cui la percezione della scarsit\u00e0 delle risorse e la mancanza di fiducia tra gli utenti.<br \/>\n<em>Scarsit\u00e0 di risorse disponibili nel nodo<\/em>.<br \/>\n<strong>L\u2019idea di condividere una risorsa finita<\/strong>, ad esempio l\u2019ampiezza di banda o la capacit\u00e0 di processing del device, <strong>potrebbe disincentivare la cooperazione<\/strong>. Per questo\u00a0 ULOOP incentiva lo scambio di risorse tra utenti permettendo loro di contribuire con la risorsa che hanno maggiormente a disposizione, o che in quel momento usano meno. Cos\u00ec <strong>l\u2019utente che contribuisce, guadagna il diritto di ricevere la risorsa di cui ha bisogno nel momento pi\u00f9 adatto alle sue esigenze<\/strong>. La risorsa che ricever\u00e0 in cambio \u00e8 stata condivisa da un altro utente, dunque \u00e8 frutto di un\u2019altra scelta individuale. <strong>Lo scambio non \u00e8 negoziato autonomamente dai due utenti ma \u00e8 gestito automaticamente dal sistema ULOOP. Gli utenti fanno dunque affidamento sul suo funzionamento<\/strong> <strong>come garante<\/strong> dello scambio. Chi tiene un comportamento scorretto viene, mediante il meccanismo della social trust, identificato e sanzionato, ad esempio con una riduzione delle possibilit\u00e0 di accesso o una riduzione di banda.<br \/>\nQuesto tipo di incentivo sembra basato sul concetto di <strong>fiducia sistemica<\/strong> (Luhman 1979, cit. in <a href=\"http:\/\/www.francoangeli.it\/riviste\/Scheda_rivista.aspx?IDArticolo=39697\" target=\"_blank\">E. Keimolen, D. Broeders \u201c<em>Quando alcuni sono pi\u00f9 uguali degli altri&#8230; Fiducia, free riding e azione collettiva in una rete P2P<\/em>\u201d<\/a> in Sociologia della Comunicazione n. 40, Franco Angeli, 2009, p. 94-95). Quando calati in un sistema complesso, in cui si relazionano in collettivit\u00e0 ampie e con sconosciuti, <strong>gli utenti non godono di fiducia reciproca ma ripongono fiducia nelle capacit\u00e0 del sistema di gestire questi scambi e il rischio<\/strong> che altri non contribuiscano, li danneggino o abbandonino il sistema danneggiandolo. &lt;&lt;La fiducia sistemica viene allora costruita automaticamente attraverso continue esperienze positive (feedback)&gt;&gt; (ibidem).<br \/>\n<em>Mancanza di fiducia tra gli utenti.<\/em><br \/>\nLa cooperazione in un sistema di relazioni create <em>on-the-fly<\/em> tra utenti che non si conoscono personalmente, deve far fronte al <strong>problema della mancanza di fiducia a livello interpersonale<\/strong>. La mancanza di fiducia tra utenti dipende dalla loro scarsa conoscenza reciproca. ULOOP propone diversi incentivi per ovviare a questa mancanza, innanzitutto prevede un <strong>sistema di riconoscimento univoco dell\u2019user ID<\/strong>, tutelandone al tempo stesso la privacy. D\u00e0 la possibilit\u00e0 di creare<strong> legami tra utenti basati su interessi condivisi<\/strong> (stesse tipologie di file, stesse abitudini) e un <strong>sistema di valutazione reciproca collettiva<\/strong> (informazioni SNR, individuazione di <em>malicious users, Quality of Experience<\/em>).<br \/>\nQuesti incentivi richiamano ci\u00f2 che la letteratura sull\u2019azione collettiva definisce <strong><em>meccanismi regolativi<\/em> <\/strong>(ibidem, p. 93): l\u2019esclusione, la reputazione, la reciprocit\u00e0 (Becker, Clement 2006, cit. in ibidem, p. 103; R. Alexander <em>The biology of moral systems<\/em>, cit. in Benkler <em>The penguin and the leviathan<\/em>, Crown Business, New York 2011, p. 42).<br \/>\nDunque sembra che ULOOP gestisca le motivazioni alla cooperazione su due livelli. Un <strong>livello sistemico che crea fiducia nel funzionamento del sistema<\/strong> facendo leva sulle <em>motivazioni strumentali<\/em> alla cooperazione (Portes Alejandro,\u00a0<em>SOCIAL CAPITAL: Its Origins and Applications in Modern Sociology<\/em>\u00a0Annu. Rev. Sociol. 1998, pp.1-24). Si basano sulla <em>enforceable trust<\/em>, cio\u00e8 il senso di appartenenza ad una comunit\u00e0 la cui esistenza \u00e8 percepita come garanzia che il contributo dato verr\u00e0 ripagato. Un <strong>livello interpersonale<\/strong>, che fa leva sulle <em>motivazioni consumatorie<\/em> alla cooperazione basate sulla <em>bounded solidarity<\/em>, per cui un individuo agisce per il bene collettivo anche se ad un costo personale, perch\u00e9 <strong>si sente parte del gruppo e si identifica in esso<\/strong>.<br \/>\nSembra che anche Benkler lavori su questi due livelli, anche se non esplicitamente. Egli individua degli <strong>elementi chiave da implementare in un sistema perch\u00e9 sia cooperativo<\/strong>.<\/p>\n<ol>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Comunicazione<\/span>: nella costruzione di un sistema cooperativo \u00e8 fondamentale implementare la possibilit\u00e0 di comunicare tra gli utenti e, in maniera altrettanto importante, stimolare un processo di negoziazione e mediazione tra i punti di vista differenti. La <strong>comunicazione fa sviluppare empatia e fiducia<\/strong> negli altri, aiutando nella risoluzione di problemi.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Empatia e Solidariet\u00e0<\/span>: <strong>immedesimarsi in qualcun altro<\/strong>, provare le stesse emozioni e talvolta le stesse sensazioni (empatia) cos\u00ec come <strong>identificarsi in un gruppo <\/strong>(solidariet\u00e0), rende gli utenti disposti a sopportare un costo personale per il benessere del gruppo a cui sentono di appartenere. Per stimolare questo processo \u00e8 importante <strong>umanizzare le persone<\/strong>, permettere di sapere chi sono e perch\u00e9 necessitano dell\u2019aiuto o contributo di altri.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Framing<\/span>: <strong>creare un frame, un contesto<\/strong> che descriva il sistema come cooperativo, come una comunit\u00e0, orientando l\u2019interpretazione del sistema da parte degli utenti rendendoli maggiormente disposti alla cooperazione. Il frame, per\u00f2, funziona solo se costruito sulla verit\u00e0. Il sistema deve veramente essere progettato come cooperativo, altrimenti, non rispondendo alle aspettative degli utenti, si svuoterebbe dopo poco tempo.<\/li>\n<li><em><\/em><span style=\"text-decoration: underline;\">Reputazione, trasparenza e reciprocit\u00e0<\/span>: i sistemi che si basano sulla reciprocit\u00e0, soprattutto quella indiretta, sono facilmente invasi da utenti che attingono al sistema senza contribuire, basta pensare al fenomeno dei <em>free riders<\/em> (Benkler 2011). <strong>La reputazione \u00e8 lo strumento pi\u00f9 importante che si ha per sostenere il sistema<\/strong> ma per essere veramente efficace necessita che l\u2019identit\u00e0 delle persone coinvolte sia visibile e trasparente, sempre nei limiti della privacy.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Equit\u00e0, moralit\u00e0, norme sociali<\/span>: se percepiamo il sistema in cui siamo inseriti come\u00a0 equo, siamo pi\u00f9 predisposti a cooperare. Basarsi solo su incentivi e punizioni pu\u00f2 essere controproducente, <strong>\u00e8 necessario pensare se e come il nostro sistema risulti equo<\/strong>. Moralit\u00e0: definire chiaramente i valori, discutendone, spiegandoli, evidenziando <strong>qual \u00e8 la cosa che si ritiene giusta da fare in ogni situazione<\/strong>. Social Norms: Le norme sociali sono un codice che orientano il comportamento ma non sono stabilite a priori, sono emergenti, per questo generalmente la maggior parte delle persone tende a seguirle. <strong>Rendere trasparente il comportamento degli altri<\/strong> nelle diverse situazioni <strong>permetter\u00e0 di conformarsi <\/strong>con ci\u00f2 che \u00e8 ritenuto \u201cnormale\u201d.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Modularit\u00e0<\/span>: cooperare ha un costo, \u00e8 come l\u2019impegno in una attivit\u00e0, una spesa economica per l\u2019accesso a un servizio, la rinuncia ad una risorsa a favore di qualcun altro. Dunque uno dei primi elementi da attivare per incentivare la cooperazione \u00e8 <strong>consentire la partecipazione per piccoli moduli di contribuito<\/strong>, permettendo a ciascuno di cooperare secondo le possibilit\u00e0 e disponibilit\u00e0 del momento.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Premi e punizioni<\/span>: siano essi materiali (ottenimento di vantaggi per il singolo), oppure sociali (raggiungimento di un benessere comune) ma sempre dati in base alle motivazioni degli utenti. Dare premi materiali a qualcuno che coopera alla comunit\u00e0 perch\u00e9 interessato al bene comune o, viceversa, premiare con la reputazione qualcuno interessato ad un aumento di risorse materiali, potrebbe causarne l\u2019allontanamento spontaneo dalla comunit\u00e0.<\/li>\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Flessibilit\u00e0<\/span>: \u00e8 necessario tenere presente i diversi profili motivazionali, anche quelli poco produttivi, perci\u00f2 i sistemi che si avvalgono della cooperazione devono essere flessibili e <strong>consentire una contribuzione asimmetrica<\/strong>, sfruttando il principio della coda lunga.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Anche gli elementi suggeriti da Benkler si possono raggruppare e implementare nei due livelli di motivazione alla cooperazione: sistemico e interpersonale.<br \/>\nComunicazione, empatia, solidariet\u00e0, reputazione, trasparenza, reciprocit\u00e0 e framing possono essere utili strumenti per costruire, a un livello interpersonale, la fiducia reciproca tra gli utenti, contribuendo a realizzare l\u2019identificazione nel gruppo e a rafforzare la <em>bounded solidarity<\/em>.<br \/>\nEquit\u00e0, moralit\u00e0, norme sociali, modularit\u00e0, premi, punizioni e flessibilit\u00e0 possono essere utili strumenti, a livello sistemico, per costruire la fiducia sistemica, contribuendo a rafforzare il senso di appartenenza alla comunit\u00e0 e la <em>enforceable trust<\/em>.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->Sviluppare una tecnologia come ULOOP significa anche comprendere quali aspetti guidano il modellamento di una comunit\u00e0 e le motivazioni che spingono gli individui ad agire a favore di essa. 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