{"id":2207,"date":"2011-10-28T14:40:28","date_gmt":"2011-10-28T12:40:28","guid":{"rendered":"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/?p=2207"},"modified":"2011-10-28T14:40:28","modified_gmt":"2011-10-28T12:40:28","slug":"un-primo-sguardo-a-uloop-alcuni-spunti-per-formulare-le-domande-di-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=2207","title":{"rendered":"Un primo sguardo a ULOOP: alcuni spunti per formulare le domande di ricerca"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><span style=\"text-decoration: underline;\">Questo post \u00e8 il primo di una serie di articoli curati da <a href=\"http:\/\/www.linkedin.com\/in\/ericagiambitt0\" target=\"_blank\">Erica Giambitto<\/a> e dedicati al progetto ULOOP.<\/span><br \/>\nInizia \u00a0il nostro lavoro di ricerca nell\u2019ambito del progetto ULOOP (User-centric Wireless Local Loop), che sar\u00e0 principalmente orientato all\u2019analisi della sostenibilit\u00e0 socio-economica di questa nuova tecnologia, e pi\u00f9 in generale, ai suoi possibili impatti sociali.<br \/>\nULOOP \u00e8 un progetto triennale finanziato dall\u2019Unione Europea nell\u2019ambito del settimo programma quadro. Per l&#8217;Universit\u00e0 di Urbino coordina il team interdisciplinare che lavora al progetto il Prof.\u00a0<a href=\"http:\/\/blog.neutralaccess.net\/\" target=\"_blank\">Alessandro Bogliolo<\/a>.<br \/>\n<span style=\"color: #333333;\"><em>Che cos&#8217;\u00e8 ULOOP<\/em><\/span><br \/>\n<em><\/em>Come suggerisce il nome \u201c<a href=\"http:\/\/cordis.europa.eu\/fetch?CALLER=PROJ_ICT&amp;ACTION=D&amp;CAT=PROJ&amp;RCN=95374\" target=\"_blank\">User-centric Wireless Local Loop<\/a>\u201d ULOOP \u00e8 una tecnologia che coinvolge l\u2019utente nella creazione di reti. L\u2019idea principale \u00e8 quella di sfruttare l\u2019alta densit\u00e0 di reti wireless disponibili sviluppando dei meccanismi di condivisione virtuosa che permettano una gestione delle risorse dinamiche volte a creare un\u2019architettura che si auto-organizzi in base al contesto. Una volta realizzata, consentir\u00e0 agli utenti di generare una rete wireless attraverso i loro dispositivi ULOOP permettendo da un lato di accedere ad Internet sostituendosi all\u2019\u201dultimo miglio\u201d e dall\u2019altro di offrire e usufruire vicendevolmente di servizi attraverso i propri device, come ad esempio un local-loop attivato in base a ci\u00f2 che una comunit\u00e0 di individui (utenti finali) desidera condividere (informazioni, dati, periferiche). Collaborazione sospinta da incentivi alla cooperazione e buone regole di comportamento il sui supporto sar\u00e0 integrato direttamente al livello della piattaforma.<br \/>\nGli usi previsti di ULOOP sono stati ipotizzati e raccolti\u00a0<a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ULOOP-D2.2-final.pdf\" target=\"_blank\">in due casi d\u2019uso specifici<\/a>, ciascuno dei quali prevede degli Scenari rappresentativi che illustrano, in modo dettagliato, il modo in cui funzioner\u00e0 questa tecnologia.\u00a0 Il primo caso d\u2019uso, da qui ULOOP1, riguarda in particolare gli aspetti legati alle potenzialit\u00e0 della tecnologia come ad esempio l\u2019estensione della copertura offerta dal wireless e lo scambio di servizi e di dati tra utenti equipaggiati con dispositivi ULOOP. Il secondo caso d\u2019uso, da qui ULOOP2,\u00a0 si basa sulle caratteristiche del primo e prevede lo sviluppo di una connessione locale, legata alla compresenza degli utenti in un\u2019area definita, in grado di adattarsi al contesto e alle necessit\u00e0 degli utenti stessi, fornendo cos\u00ec una piattaforma di scambio di dati e informazioni basata su un modello collaborativo.<br \/>\nVediamo brevemente le scene rappresentative di ogni caso d\u2019uso:<br \/>\nULOOP 1<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario\u00a0<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">1.1\u00a0Estensione della copertura a banda larga<\/span>:<br \/>\nInterfacciando i dispositivi U-Loop gli utenti saranno in grado di configurarsi come nodi connessione alla rete espandendone la copertura o di sfruttare la disponibilit\u00e0 offerta in questo senso da un altro utente.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.2\u00a0Offloading 3G<\/span><em>:<\/em><em>\u00a0<\/em><br \/>\nSecondo lo stesso principio parte del traffico che normalmente viene consumato sulla rete 3G potr\u00e0 essere trasferito e smaltito attraverso U-Loop.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scena<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">rio1.3\u00a0Comun<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">icazioni intra-U-Loo<\/span><em>p<\/em>: In uno spazio definito,\u00a0 gli utenti possono creare reti ad-hoc per condividere informazioni internamente senza utilizzare la connessione ad internet, risparmiando batteria e costi di connessione;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1.<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">4\u00a0Bilanciamento e adattamento del carico:<br \/>\n<\/span>sovraccarichi della rete in termini di numeri d\u2019accesso saranno gestiti dal sistema in modo da consentire una velocit\u00e0 di connessione ottimale per ogni utente;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.5\u00a0Contr<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ollo d\u2019accesso basato sulla fiducia<\/span>:<br \/>\nI permessi di aggancio tra un device e l\u2019altro verranno gestiti automaticamente dal sistema in base alle \u201ccredenziali\u201d degli utenti, tracciate anche attraverso le relazioni stabilite sui social network. Questo potr\u00e0 essere un meccanismo auto-regolatore del comportamento: feedback positivi renderanno pi\u00f9 facile l\u2019accesso ad altri device mentre feedback negativi renderanno pi\u00f9 difficile la connessione;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1.6<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0Supporto di responsabilit\u00e0<\/span>:<br \/>\nControllo della responsabilit\u00e0 delle azioni connesse, consentendo l\u2019accesso ai servizi attraverso il proprio device si avr\u00e0 la certezza che azioni scorrette compiute da altri non saranno attribuite a chi ha permesso la connessione.<br \/>\nULOOP 2<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.1\u00a0Mo<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">nitoraggio collaborativo:<\/span><br \/>\ngli utenti collaborano nella raccolta e ri-diffusione di dati e informazioni riguardo all\u2019ambiente, realizzando cos\u00ec un monitoraggio collaborativo di situazioni contingenti (pericoli, attivit\u00e0);<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.2\u00a0Advertising di prossimit\u00e0:\u00a0<\/span><br \/>\ninvio e ricezione di comunicazioni commerciali riferite al contesto;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.3\u00a0Servizi turistici di comunit\u00e0:<\/span><em><br \/>\n<\/em>condivisione di informazioni turistiche sui luoghi in cui ci si trova;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scen<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ario 2.4\u00a0Individuazione collaborativa di attacchi<\/span>:<em><br \/>\n<\/em>comportamenti anormali o dannosi di altri utenti possono essere tracciati e individuati attraverso azioni collaborative;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.5\u00a0Coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo:<\/span><br \/>\nche non necessitano di una connessione ad internet, e che avvengono in quel momento. Si pensi a come ad esempio flash mob, eventi, lavori di gruppo;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.6\u00a0Condivisione di device:<\/span><em><br \/>\n<\/em>come ad esempio stampanti, possono essere rese disponibili da alcuni utenti ad altri membri della community.<br \/>\n<strong>Il nostro compito sar\u00e0 quello di occuparci degli aspetti connessi alla sostenibilit\u00e0 sociale.\u00a0<\/strong><br \/>\nQuesto progetto si propone dunque di esplorare il potenziale di un local-loop wireless basato su un modello centrato sull\u2019utente, ed \u00e8 sviluppato grazie ad una collaborazione interdisciplinare volta ad approfondirne gli impatti da diverse prospettive: tecnico, di business, legislativo e sociale.<br \/>\nAbbiamo deciso di partire da una domanda, implicitamente parte del programma di ricerca affidatoci, che orientasse la nostra attivit\u00e0: <strong>ULOOP \u00e8 una tecnologia che ha una sostenibilit\u00e0 sociale? <\/strong>Si tratta di una domanda non facile che necessita, prima ancora di una risposta, di alcuni chiarimenti preliminari. Dobbiamo perci\u00f2 innanzitutto chiederci\u00a0<strong>cosa intendiamo con sostenibilit\u00e0 sociale di una tecnologia<\/strong>.<br \/>\n<em>Sostenibilit\u00e0 sociale come mantenimento dell\u2019equilibrio di un sistema<\/em><br \/>\nIn una prima concettualizzazione di sostenibilit\u00e0 sociale ci \u00e8 stata utile la tesi di laurea di Serena Canu \u201c<a href=\"http:\/\/justgreener.files.wordpress.com\/2011\/07\/tesi_finale_discussione.pdf\" target=\"_blank\">Just Greener. Teoria e pratica degli eventi sostenibili in italia<\/a>\u201d la quale presenta diverse prospettive sulla sostenibilit\u00e0. L\u2019idea di sostenibilit\u00e0 che emerge unisce due concetti: la prima definizione di sviluppo sostenibile data nel 1987 dal rapporto\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rapporto_Brundtland\" target=\"_blank\">Brundtland<\/a>\u00a0(WCED, Brundtland G.H , Mansour\u00a0 K.,\u00a0 1987\u00a0<em>common future<\/em>,\u00a0 Oxford University Press, Oxford, GB), e cio\u00e8 di uno sviluppo incentrato non solo sulla crescita economica ma anche su un\u00a0<strong>aumento del benessere generale<\/strong>, e l\u2019idea di sostenibilit\u00e0 sviluppata da Alessandro Lanza (<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8815115110\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8815115110\" target=\"_blank\">Lanza Alessandro,\u00a0<em>Lo sviluppo sostenibile<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1997<\/a> ) che vede come necessaria una\u00a0<strong>gestione delle risorse che sia compatibile con le capacit\u00e0 di riproduzione delle stesse<\/strong>. Dunque come\u00a0<strong>prima idea di sostenibilit\u00e0 possiamo considerare uno sviluppo inteso come aumento del benessere collettivo organizzato sulla base di una gestione delle risorse che non porti a sprechi n\u00e9 ad un esaurimento delle stesse.<\/strong><br \/>\nUn secondo concetto che pu\u00f2 tornarci utile \u00e8 quello di\u00a0<em>impronta ecologica<\/em>\u00a0secondo cui\u00a0<strong>il comportamento di ognuno ha un impatto sull\u2019ambiente ed \u00e8 perci\u00f2 responsabilit\u00e0 del singolo regolare il proprio modo di agire per rendere il suo impatto inquinante il pi\u00f9 basso possibile<\/strong>.<br \/>\nInfine, un ulteriore punto di vista ci \u00e8 offerto, sempre facendo riferimento alla tesi di Canu, da\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serge_Latouche\" target=\"_blank\">Serge Latouche<\/a>\u00a0il quale propone un modello basato sulla\u00a0<em><strong>decrescita<\/strong><\/em><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8833918696\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8833918696\" target=\"_blank\">Latouche Serge,\u00a0<em>Breve trattato sulla decrescita serena<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 2008<\/a>) e cio\u00e8 su una\u00a0<strong>diminuzione dei consumi e su una migliore gestione delle risorse<\/strong>. Su questa base Latouche rimodella anche il concetto di\u00a0<em>impronta ecologica<\/em>: descrivendola come un\u00a0<strong>adeguamento dei consumi<\/strong>\u00a0di ogni singolo individuo basato non pi\u00f9 sulla quantit\u00e0 di inquinamento prodotto, bens\u00ec\u00a0<strong>sulle risorse che l\u2019ambiente ha a disposizione per ognuno.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Questa nuova idea di sostenibilit\u00e0 ambientale pu\u00f2 essere sviluppata, secondo Latouche, in un percorso che prevede otto tappe di cambiamento tra loro interdipendenti.<br \/>\nPossiamo a questo punto chiederci se i modi di utilizzo previsti da ULOOP rispettino le caratteristiche di sostenibilit\u00e0 citate e tracciare cos\u00ec le\u00a0<strong>prime ipotesi sulla sostenibilit\u00e0 sociale di ULOOP<\/strong>.<br \/>\nCi\u00f2 che emerge dalla descrizione dei casi d\u2019uso di ULOOP \u00e8 l\u2019idea di\u00a0 una tecnologia il cui funzionamento si basa su una nuova concezione dell\u2019<strong>utente, visto come\u00a0nodo attivo della rete<\/strong> che contribuisce, mettendo a disposizione della collettivit\u00e0 il proprio dispositivo per migliorare la gestione di risorse quali l\u2019estensione di banda, la potenza di calcolo, l\u2019utilizzo di memoria o energia, a sviluppare un sistema dinamico che sia in grado di adattarsi alle esigenze degli individui in relazione al contesto<strong>\u00a0<\/strong>(luogo e momento di utilizzo).\u00a0<strong>Il punto di forza di ULOOP\u00a0 sta nella capacit\u00e0 del sistema di trasferire le risorse tra gli utenti in modo tale che, chi vuole, pu\u00f2 permettere ad altri di utilizzare risorse a lui non necessarie in quel momento.<\/strong><br \/>\nForse a qualcuno, leggendo questa descrizione, sar\u00e0 venuto in mente il progetto\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fon.com\/it\" target=\"_blank\">FON<\/a>. Siete sulla buona strada perch\u00e9 proprio FON \u00e8 uno dei <a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/about-uloop\/partners\" target=\"_blank\">partner<\/a> del progetto ULOOP.<br \/>\nPossiamo rintracciare in questa modalit\u00e0 di funzionamento un\u00a0<strong>sistema in grado di gestire le proprie risorse in maniera ottimale per il benessere della collettivit\u00e0. <\/strong>Un sistema\u00a0che ha forti similitudini con quegli aspetti dello sviluppo sostenibile sopra evidenziati dalle teorie della sostenibilit\u00e0.<br \/>\nAlcuni dei servizi offerti da ULOOP sembrano incarnare quelle tappe descritte da Latouche (ibidem). Un esempio \u00e8 quella che l\u2019autore chiama\u00a0<em>Rivalutazione:<\/em><em>\u00a0<\/em>\u00a0e cio\u00e8 la \u201crivalutazione di valori oggi sopraffatti\u201d\u00a0 come pu\u00f2 essere la condivisione di risorse senza scopo di lucro. Oppure la\u00a0<em>Riconcettualizzazione<\/em><em>\u00a0<\/em>e la<em>\u00a0<\/em><em>Ridistribuzione<\/em>:<em>\u00a0<\/em>tappe basate sulla \u201cristrutturazione dei rapporti sociali e ridistribuzione delle ricchezze\u201d, con ULOOP si pu\u00f2 infatti mettere a disposizione il contributo del proprio device e ottimizzare il consumo di banda o di batteria agendo anche in un\u2019ottica di\u00a0<em>Riduzione<\/em>\u00a0dei consumi. Ancora, possiamo considerare la\u00a0<em>Rilocalizzazione<\/em>: per cui \u201cmovimenti di merci e capitali devono essere limitati all\u2019indispensabile\u201d, ULOOP consente uno scambio di informazioni che riguardano l\u2019area in cui gli utenti si trovano in un determinato momento (ad esempio informazioni turistiche, di traffico o commerciali) \u00a0senza dover ricorrere ad una connessione ad internet.<br \/>\n<em>ULOOP come comunit\u00e0 in cui emerge capitale sociale<\/em><br \/>\nLo scambio reciproco di risorse e servizi che avviene tra utenti, e tra utente e sistema, pu\u00f2 essere osservato anche attraverso il concetto di\u00a0<strong>capitale sociale<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>Come espresso da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.annualreviews.org\/doi\/abs\/10.1146\/annurev.soc.24.1.1\" target=\"_blank\">Portes<\/a>\u00a0(<a href=\"http:\/\/digicult.net\/moss_texts\/SOCIALCAPITAL_ItsOriginsandApplicationsinModernSociology.pdf\" target=\"_blank\">Portes Alejandro,\u00a0<em>SOCIAL CAPITAL: Its Origins and Applications in Modern Sociology<\/em>\u00a0<em>Annu. Rev. Sociol. 1998. p.1-24<\/em><\/a>) il capitale sociale \u00e8 la\u00a0<strong>capacit\u00e0 di ottenere vantaggi attraverso l\u2019appartenenza a reti e ad altre strutture sociali<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>per cui per<\/p>\n<blockquote><p>possedere capitale sociale una persona deve essere relazionata ad altre, e sono quegli\u00a0<em>altri<\/em>, e non lui stesso, a costituire la fonte di suoi vantaggi (ibidem, p.6).<\/p><\/blockquote>\n<p>Riportando la definizione di Bourdieu di capitale sociale e cio\u00e8<\/p>\n<blockquote><p>l\u2019aggregato delle risorse attuali e potenziali legate al possesso di una rete di relazioni di reciproca conoscenza (\u2026), in cui i vantaggi che derivano dall\u2019appartenenza ad un gruppo sono le basi della solidariet\u00e0 che lo rende possibile (<a href=\"http:\/\/econ.tau.ac.il\/papers\/publicf\/Zeltzer1.pdf\" target=\"_blank\">Bourdieu 1985<\/a>, p. 248)<\/p><\/blockquote>\n<p>l&#8217;autore evidenzia come il capitale sociale sia scomponibile in due elementi:\u00a0<strong>la relazione sociale che permette agli individui di ottenere l\u2019accesso alle risorse possedute da altri<\/strong>\u00a0e la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 delle\u00a0<strong>risorse in s\u00e9<\/strong>.<br \/>\nLe caratteristiche proprie di ULOOP lo rendono un luogo dinamico all\u2019interno del quale diversi attori interagiscono per usufruire di una rete di risorse e servizi, fornendo a loro volta un servizio.\u00a0<strong>ULOOP si configura, dunque, come una rete di relazioni da cui emerge capitale sociale<\/strong>.<br \/>\nIl lavoro di Portes ci aiuta anche nel tentativo di comprendere le\u00a0<strong>motivazioni<\/strong>\u00a0per cui i membri di ULOOP, dovrebbero rendere disponibili le proprie risorse a vantaggio di altri. Secondo l\u2019autore le motivazioni di chi, attraverso il proprio contributo, fornisce ad altri l\u2019accesso alle risorse possono essere distinte in due generi:\u00a0<em><strong>consumatorie<\/strong><\/em><em>\u00a0<\/em>e\u00a0<em><strong>strumentali<\/strong><\/em>.<br \/>\nLe prime riguardano gli individui che provano\u00a0<strong>senso di comunit\u00e0<\/strong>\u00a0e di appartenenza nei confronti dell\u2019ambiente in cui agiscono, per questo saranno\u00a0<strong>ben disposti nell\u2019aiutare gli altri membri della comunit\u00e0 e a rispettare le regole condivise<\/strong>.<br \/>\nLe seconde vedono gli individui affidarsi al\u00a0<strong>funzionamento della comunit\u00e0 come garanzia<\/strong>\u00a0del\u00a0<strong>fatto che saranno ripagati<\/strong>\u00a0del loro contributo, sia in termini di restituzione del servizio o della risorsa, sia in termini di acquisizione di uno status onorevole che riscuote approvazione dalla comunit\u00e0.<br \/>\nAlla base di questi meccanismi c\u2019\u00e8 la percezione di appartenenza ad una comunit\u00e0 sulla quale si struttura da un lato la <em>bounded solidarity<\/em> per cui l\u2019identificazione con il proprio gruppo spinge a contribuire al suo benessere favorendo l\u2019iniziativa reciproca, cortocircuitando il fenomeno del\u00a0<em>free riding<\/em>\u00a0(<a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=a4Dl8tiX4b8C&amp;printsec=frontcover&amp;dq=Foundations+of+Social+Theory&amp;hl=it&amp;ei=CJuqToLeFIzesgbs8I31Dw&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CC0Q6AEwAA#v=onepage&amp;q&amp;f=false\" target=\"_blank\">Coleman 1990<\/a>, pp.273; <a href=\"http:\/\/courses.washington.edu\/ppm504\/Portes_EmbeddIimmg.pdf\" target=\"_blank\">Portes &amp; Sensenbrenner 1993<\/a>); dall\u2019altro una\u00a0<em>enforceable trust<\/em>\u00a0secondo cui l\u2019appartenenza comune ad una stessa comunit\u00e0 \u00e8 garanzia che il proprio contributo verr\u00e0 ripagato con un riconoscimento da parte della comunit\u00e0 e che il debito verr\u00e0 ripagato.<br \/>\nQuesti concetti possono aiutarci ad approfondire l\u2019analisi gi\u00e0 intrapresa (<a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP03_SocioEconomics_UniUrb.pdf\" target=\"_blank\">ULOOP, White Paper 03<\/a>, p.5) sull\u2019inserimento degli utenti di ULOOP nella\u00a0<em>catena del valore<\/em>, per cui\u00a0<strong>ogni utente in essa coinvolto deve trarre vantaggio dall\u2019uso di ULOOP in modo da essere motivato alla partecipazione<\/strong>\u00a0supportandone cos\u00ec il funzionamento.<br \/>\nIn particolare l\u2019analisi evidenzia diverse forme di incentivi alla partecipazione e cio\u00e8: vantaggi immediati forniti dalla partecipazione ad uno scenario; il coinvolgimento nella catena del valore per cui gli attori coinvolti devono beneficiare da ULOOP in modo da essere motivati ad attivare e supportare le caratteristiche di ULOOP; il \u201c<em>role swapping<\/em>\u201d<em>\u00a0<\/em>per cui gli eventuali svantaggi sofferti in una situazione verranno ricompensati da vantaggi ottenuti in altre situazioni; l\u2019acquisizione di una reputazione basata sul comportamento tenuto in ULOOP e la possibilit\u00e0 di monetarizzazione, ovvero l\u2019accumulazione di crediti spendibili nella catena del valore.<br \/>\n<em>Sostenibilit\u00e0 sociale come raggiungimento di una massa critica<\/em><br \/>\nUn altro modo di interrogarci sulla sostenibilit\u00e0 sociale di ULOOP nella nostra ricerca ha a che fare con il raggiungimento della massa critica, e cio\u00e8 il raggiungimento di un numero di utenti tale da permettere alla rete ULOOP di autoalimentarsi e di sostenersi.<br \/>\n&lt;&lt; La sostenibilit\u00e0 socio-economica di una rete ULOOP dipende dalla diffusione dei devices abilitati ULOOP che, a sua volta, dipende dalla capacit\u00e0 del modello di attirare le persone. Cos\u00ec,\u00a0<strong>l\u2019analisi di sostenibilit\u00e0 deve cominciare dalle caratteristiche chiave di ULOOP, che possono essere percepite come valore aggiunto dai giocatori coinvolti nel modello<\/strong>&gt;&gt; (<a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/white-paper-on-uloop-socio-economics\" target=\"_blank\">White Paper on ULOOP Socio-Economics<\/a>).<br \/>\nLa diffusione dei device abilitati, al momento non \u00e8 quantificabile essendo ULOOP una tecnologia in fase di progettazione, ma viene ipotizzata analizzando i requisiti di penetrazione necessari al funzionamento del modello. Per ognuno dei casi d\u2019uso analizzati nel report sono stati individuati dei requisiti di penetrazione che ipotizzassero la quantit\u00e0 di minima, target (ottimale) e motivazionale (che stimoli la partecipazione e che invogli altri attori ad utilizzare ULOOP)\u00a0 di device raggiungibili da ogni nodo della rete, necessari al funzionamento del modello.<br \/>\nLa densit\u00e0 degli utenti che utilizzano ULOOP, dunque, influenza le sue possibilit\u00e0 di funzionamento e, di conseguenza, anche la sua qualit\u00e0. Il raggiungimento di una densit\u00e0 motivazionale, ad esempio, pu\u00f2 invogliare altri utenti ad attivarsi, aggiungendo cos\u00ec un nuovo nodo potenzialmente attivo alla rete. Inoltre, pi\u00f9 nodi potenzialmente attivi si aggiungono alla rete, pi\u00f9 il valore aggiunto percepito dagli utenti aumenta (si pensi a come cresce il valore di un social network con il crescere delle persone che lo utilizzano).<br \/>\nPossiamo cos\u00ec richiamare il concetto di\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Network_effect\" target=\"_blank\"><em>network effect<\/em><\/a><em>.<\/em><em>\u00a0<\/em>In particolare ci\u00f2 che ci interessa \u00e8 l\u2019accezione che ne d\u00e0 la legge di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge_di_metcalfe\" target=\"_blank\">Metcalfe<\/a> secondo cui il valore di una rete \u00e8 proporzionale al quadrato degli utenti della rete stessa. Il\u00a0<em>network effect<\/em>, per\u00f2, si sviluppa solo dopo che il numero di adesioni ha superato una certa soglia, detta massa critica.<br \/>\nIn questo senso un\u2019altra domanda di ricerca potrebbe essere:\u00a0<strong>quali tecnologie hanno raggiunto una massa critica<\/strong>?\u00a0<strong>Quali sono le caratteristiche che hanno in comune e hanno consentito loro di raggiungere una massa critica<\/strong>? E\u2019 possibile rintracciare queste caratteristiche anche in ULOOP?<br \/>\nUna delle tecnologie prese in considerazione \u00e8 la\u00a0<em>connessione ad internet da mobile<\/em>. Secondo l\u2019analisi di Nielsen Media (<em><a href=\"http:\/\/nl.nielsen.com\/site\/documents\/nielsenmobile.pdf\" target=\"_blank\">Critical Mass, The Worldwide state of the Mobile web<\/a><\/em>, Nielsen Mobile, 2008), l\u2019utilizzo di Internet da dispositivo mobile ha raggiunto una massa critica di utenti attraverso una confluenza di fattori che hanno portato ad un\u00a0\u00a0<strong>miglioramento dell\u2019esperienza di Internet<\/strong>\u00a0da parte degli utenti, fattori\u00a0 tra cui spiccano\u00a0 la\u00a0<strong>velocit\u00e0 delle reti<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>disponibilit\u00e0 dei contenuti<\/strong>\u00a0.<br \/>\nUn altro confronto utile potrebbe rivelarsi quello con Apple iPhone. Lo stesso studio di Nielsen rivela che sebbene nell\u2019anno in cui \u00e8 stato svolto lo studio iPhone fosse ancora agli esordi, l\u201982% di possessori di iPhone lo utilizzavano per collegarsi ad Internet. Il rapporto degli utenti con iPhone ha\u00a0<strong>migliorato l\u2019esperienza degli utenti con i device mobili<\/strong>, creando\u00a0<strong>nuove aspettative di esperienza<\/strong>\u00a0nell\u2019uso di un device per collegarsi alla rete in merito alla sua usabilit\u00e0 e alla<strong>possibilit\u00e0 di condividere informazioni<\/strong>\u00a0<strong>geolocalizzate<\/strong>\u00a0e in\u00a0<strong>tempo reale<\/strong>.<br \/>\nMiglioramento dell\u2019esperienza nei confronti e grazie alla tecnologia, velocit\u00e0, mobilit\u00e0, disponibilit\u00e0 di contenuti e di informazioni sensibili al contesto. Caratteristiche queste che sono alla base del funzionamento dei dispositivi ULOOP: garantisce un trasferimento di dati veloce in quanto sfrutta tutte le risorse disponibili per la condivisione dei dati; consente, attraverso il bilanciamento del carico di traffico, di evitare eventuali sovraccarichi di rete e, dunque, rallentamenti; si adatta al contesto nel funzionamento in generale, nella reperibilit\u00e0 di servizi e nella raccolta e diffusione di informazioni.<br \/>\nQueste considerazioni fanno emergere un altro interrogativo per la nostra ricerca: perch\u00e9<strong>\u00a0<\/strong><strong>si dovrebbe usare una tecnologia come ULOOP dal momento che ne esistano gi\u00e0 di simili largamente usate?<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Quali sono le caratteristiche che potrebbero spingere gli utenti all\u2019utilizzo di ULOOP?<br \/>\nULOOP\u00a0<strong>si differenzia da tutte le altre tecnologie nella possibilit\u00e0 offerta agli utenti di sviluppare local loop wireless in maniera autonoma e semplice<\/strong>. Come introdotto nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP01_OverallSpec_ULHT.pdf\" target=\"_blank\">White Paper 01<\/a>, la tecnologia di ULOOP sfrutta il recente successo di tecnologie come il Wi-Fi ponendosi come anello di passaggio nella diffusione della rete dal Wi-Fi all\u2019utente finale.\u00a0 La flessibilit\u00e0 del Wi-Fi sta dando nuove possibilit\u00e0 di connessione alla rete internet, soprattutto nello sviluppo di tecnologie che permettono all\u2019utente di diventare un nodo attivo nella catena di distribuzione della connettivit\u00e0 (vedi appunto FON).<br \/>\nAttraverso i device abilitati ULOOP gli utenti possono\u00a0<strong>creare delle reti collegandosi tra di loro, anche in maniera indipendente dalla rete Internet<\/strong>;\u00a0 oppure legate ad essa agendo come suo diretto\u00a0<strong>punto di espansione della portata<\/strong>. Questo consente da un lato una maggiore fluidit\u00e0 e semplicit\u00e0 nello scambio di dati e informazioni e dall\u2019altro un\u2019estensione della\u00a0 portata della rete ad un costo ridotto.<br \/>\nLa flessibilit\u00e0 e la libert\u00e0 offerte nella creazione di reti mettono in evidenza un altro tratto unico di ULOOP e cio\u00e8 la<strong>possibilit\u00e0 di sviluppare una architettura di rete \u201cFai-Da-Te\u201d<\/strong>, caratterizzata da una\u00a0<strong>infrastruttura altamente dinamica e adattabile al contesto d\u2019uso.<\/strong><br \/>\nAnalizzando a fondo le scene rappresentative dei casi d\u2019uso e confrontandole con tecnologie gi\u00e0 esistenti che offrono servizi simili potremmo comprendere meglio l\u2019unicit\u00e0 e l\u2019attrattivit\u00e0 di ULOOP dal punto di vista dell\u2019utente. Per fare questo ci concentreremo in particolare sul caso d\u2019uso ULOOP2 in quanto descrive effettivi comportamenti di utilizzo di ULOOP tra utenti che possono essere riscontrate anche in altre tecnologie.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.1\u00a0<em>Collaborative monitoring<\/em><\/span>:<br \/>\nattraverso ULOOP si pu\u00f2 sviluppare un controllo sull\u2019ambiente in tempo reale e collaborativo, in modo da fornire ad altri utenti informazioni il pi\u00f9 possibile dettagliate. Questa caratteristica pu\u00f2 essere confrontata con applicazioni iPhone, o pi\u00f9 in generale per smartphone, per il controllo del traffico in tempo reale come ad esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/itunes.apple.com\/it\/app\/wikango\/id308022362?mt=8\" target=\"_blank\">Wikango<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/it.waze.com\/\">Waze<\/a>.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.2\u00a0<em>Advertising di Prossimit\u00e0<\/em><\/span><em>:<\/em><em><span style=\"text-decoration: underline;\"><br \/>\n<\/span><em>\u00a0<\/em><\/em>e le sue potenzialit\u00e0 possono essere confrontate\u00a0 con i check-in di\u00a0<a href=\"https:\/\/foursquare.com\/\">foursquare<\/a>\u00a0oppure i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/blog.php?post=446183422130\">facebookdeals<\/a>.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.3\u00a0<em>Servizi turistici alla comunit\u00e0<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>prevede una condivisione di informazioni turistiche all\u2019interno della rete creata ad hoc da turisti che si trovano in una stessa zona o dagli abitanti locali per agevolare la presenza dei turisti nel territorio. Questo tipo di funzionalit\u00e0 pu\u00f2 essere paragonato con applicazioni per smartphone come ad esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/www.tripwolf.com\/it\/\">TripWolf\u00a0<\/a>che consente di avere informazioni contestualizzate in base alla propria localizzazione e permette di scaricarle per poterle consultare offline in modo da non consumare tropo traffico in roaming nel caso di un viaggio all\u2019estero;<br \/>\nGi\u00e0 a questo punto si pu\u00f2 delineare una prima fondamentale differenza:\u00a0<strong>tutti questi servizi sono offerti oggi attraverso delle applicazioni realizzate appositamente da diversi soggetti, che devono essere ricercate e installate sul proprio dispositivo, mentre su un dispositivo ULOOP sono delle funzionalit\u00e0 integrate nel modo di funzionamento della tecnologia stessa.<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.4\u00a0<em>Individuazione di attacchi alla rete attraverso la cooperazione<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>per comprendere come questi meccanismi sociali lavorano e come potrebbero funzionare su ULOOP si \u00e8 pensato di analizzare e confrontarli con i sistemi che si sviluppano negli ambienti peer-to-peer, come ad esempio Wikipedia, dove il gruppo punisce e isola quei soggetti che sfruttano il sistema senza contribuire o che addirittura lo danneggiano. Parte di questa analisi \u00e8 stata gi\u00e0 sviluppata attraverso l\u2019analisi della catena di valore e dei meccanismi di incentivo che emergono nei modelli di interazione tra i soggetti ULOOP.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.5\u00a0<em>Coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>questa Scenario rappresentativo racchiude in realt\u00e0 molte possibilit\u00e0 di utilizzo. A partire da attivit\u00e0 di gruppo di tipo lavorativo o di studio, fino ad attivit\u00e0 di social networking senza la necessit\u00e0 di una rete internet. L\u2019utilizzo pi\u00f9 interessante e stimolante \u00e8 per\u00f2 quello di poter creare un coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo\u00a0<em>just-in-time<\/em>\u00a0che sia indipendente dall\u2019accesso alla rete, in particolare per analizzare questa caratteristica prenderemo in considerazione il caso delle manifestazioni in Egitto e il problema dell\u2019accesso alla rete negato dalle autorit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.6\u00a0<em>Condivisione di Device<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>\u00a0Attraverso i dispositivi ULOOP sar\u00e0 pi\u00f9 semplice condividere dati e informazioni, ma anche periferiche. Penseremo alle difficolt\u00e0 che si riscontrano nel tentativo di una condivisione tra due pc connessi tramite wi-fi e vedremo in che modo i dispositivi ULOOP possono differenziarsi in questi utilizzi.<br \/>\n<em>Primi approcci teorici: alcuni chiarimenti<\/em><br \/>\nLa ricerca su ULOOP \u00e8 veramente complessa e sfaccettata, pertanto questi sono gli interrogativi iniziali che guideranno la nostra ricerca ma data la vastit\u00e0 degli argomenti toccati e delle possibilit\u00e0 offerte da questa nuova tecnologia sicuramente emergeranno nuovi interrogativi e nuove vie da esplorare.<br \/>\n\u00c8 necessario a questo punto fare una ulteriore considerazione. Lo sviluppo e l\u2019evoluzione e di una tecnologia possono essere ipotizzati e tracciati in base alle caratteristiche della tecnologia e alle ipotesi di utilizzo ma, come ci suggerisce l\u2019approccio del\u00a0<em><a href=\"http:\/\/citeseerx.ist.psu.edu\/viewdoc\/download?doi=10.1.1.115.1643&amp;rep=rep1&amp;type=pdf\">Social Shaping of Technologies<\/a><\/em><em>\u00a0<\/em>(Williams R., Edge D.\u00a0<em>The social shaping of technology,<\/em><em>\u00a0<\/em>in\u00a0<em>Research Policy\u00a0<\/em>vol. 25, 1996) \u00a0la natura delle tecnologie e la direzione del loro cambiamento non \u00e8 predeterminata in modo lineare, n\u00e9\u00a0 hanno necessariamente un \u201cimpatto\u201d determinato sulla vita sociale ed economica. L\u2019idea di fondo \u00a0\u00e8 che la creazione e l\u2019implementazione della tecnologia \u00e8 modellata da un ampio numero di fattori organizzativi, politici, economici e sociali.\u00a0<em>Il Social Shaping of Technologies<\/em><em>\u00a0<\/em>(SST) non \u00e8 un modello teorico unitario, ma un approccio emergente da diversi filoni di ricerca i quali condividono alcune idee di fondo, a partire dal concetto di tecnologia stesso. Secondo l\u2019approccio SST la tecnologia non \u00e8 una \u201cscatola nera inconoscibile\u201d n\u00e9 un \u201cequipaggiamento\u201d che viene progettato e creato in risposta ad una necessit\u00e0, collocato in un ambiente e poi spinto fino alla sua adozione da parte degli utenti.\u00a0<strong>La tecnologia, invece, incorpora modelli socio-economici che devono essere svelati e analizzati, sia nel contenuto sia nei suoi processi di evoluzione e innovazione.<\/strong><br \/>\nLa tecnologia \u00e8 vista come un &lt;&lt;<strong>fenomeno inclusivo<\/strong>&gt;&gt; (ibidem, p.868) il cui\u00a0<strong>processo di sviluppo procede grazie all\u2019interazione e alla tensione continua tra elementi tecnici e sociali<\/strong>. Per parlare di tecnologia e del suo sviluppo \u00e8 necessario, dunque, considerare tutte quelle istituzioni, assetti e organizzazioni all\u2019interno dei quali ha luogo l\u2019adozione, la configurazione e l\u2019utilizzo della tecnologia. In questo insieme di fattori devono essere incluse la conoscenza e l\u2019expertise che l\u2019hanno creata e che si incorporano in essa, e il processo di apprendimento e di esperienza che si sviluppa nell\u2019uso della tecnologia stessa.<br \/>\nQuesto approccio si concentra, inoltre, sul concetto di\u00a0<em>scelta<\/em>\u00a0che influenza tutti i passaggi nella creazione di una tecnologia dall\u2019ideazione, alla progettazione, alla commercializzazione all\u2019uso. Possiamo pensare alla tecnologia come un &lt;&lt;giardino di traiettorie che si biforcano&gt;&gt; (ibid. p857) e\u00a0<strong>ogni scelta compiuta da ogni attore sociale pu\u00f2 portare a diversi esiti e a diverse implicazioni per la societ\u00e0 e per i gruppi sociali che la usano nel suo processo di evoluzione<\/strong>. Questo apre a due questioni che riguardano la\u00a0<em>negoziabilit\u00e0<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>irreversibilit\u00e0<\/em>.<br \/>\n<strong>1<\/strong>. La\u00a0<strong>negoziabilit\u00e0 riguarda lo<\/strong>\u00a0<strong>scopo per cui alcuni gruppi sociali forzano la forma delle tecnologie per i loro fini<\/strong>\u00a0(si pensi alla nascita dell\u2019e-mail, in seguito alla trasformazione del modo d\u2019uso della tecnologia di connessione sviluppata da ARPANET).<br \/>\n<strong>2<\/strong>. L\u2019irreversibilit\u00e0 riguarda il\u00a0<strong>radicamento di certi usi che preclude la possibilit\u00e0 di sviluppi diversi o alternativi di quella tecnologia<\/strong>.<br \/>\nE\u2019 importante, inoltre, osservare il modo in cui la tecnologia si diffonde, obiettivo questo della \u201cTeoria della diffusione delle innovazioni\u201d (Si veda su questo il contributo di Leah A. Lievrouw,\u00a0<em>Progettazione e sviluppo dei new media: diffusione delle innovazioni e modellamento sociale della tecnologia <\/em>nell&#8217;edizione italiana del manuale <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8820333449\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8820333449\" target=\"_blank\">Capire i New Media. Culture, comunicazione, innovazione tecnologica e istituzioni sociali<\/a>\u00a0e anche le <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/Davide\/lievrouw-progettazione-e-sviluppo-dei-new-media\" target=\"_blank\">slide<\/a> realizzate da <a href=\"http:\/\/www.tecnoetica.it\/davide-bennato\/\" target=\"_blank\">Davide Bennato<\/a> sul tema) sviluppata da Rogers e che<\/p>\n<blockquote><p>pone particolare attenzione alle relazioni comunicative e ai flussi di informazione che promuovono l\u2019adozione e l\u2019implementazione di una tecnologia<\/p><\/blockquote>\n<p>Secondo questa teoria, infatti le reti di relazioni e i significati condivisi modellano l\u2019azione sociale, inclusa l\u2019adozione della tecnologia ed \u00e8 importante tenerne conto soprattutto in quelle tecnologie che si sviluppano su modelli informatici di comunicazione.<br \/>\nDal momento che U-Loop \u00e8 una tecnologia altamente flessibile e che offre innovativi modi di interazione tra utenti e tra utenti e ambiente, sar\u00e0 necessario un livello di analisi che vada oltre l\u2019idea di \u201cprevisione dell\u2019impatto sociale\u201d e che, piuttosto, ponga attenzione ai modi in cui la tecnologia evolve sia in fase di progettazione sia in fase di adozione, non per anticipare ma per comprenderne al meglio gli sviluppi possibili e futuri.<br \/>\nQuanto detto fin qui raccoglie le prime domande e le prime considerazioni che orienteranno la nostra attivit\u00e0 di ricerca su ULOOP.<br \/>\nPer le risposte dovrete attendere necessariamente i post successivi \ud83d\ude42<!--:--><!--:en-->Questo post \u00e8 il primo di una serie di articoli curati da <a href=\"http:\/\/www.linkedin.com\/in\/ericagiambitt0\" target=\"_blank\">Erica Giambitto<\/a> e dedicati al progetto ULOOP.<br \/>\nInizia \u00a0il nostro lavoro di ricerca nell\u2019ambito del progetto ULOOP (User-centric Wireless Local Loop), che sar\u00e0 principalmente orientato all\u2019analisi della sostenibilit\u00e0 socio-economica di questa nuova tecnologia, e pi\u00f9 in generale, ai suoi possibili impatti sociali.<br \/>\nULOOP \u00e8 un progetto triennale finanziato dall\u2019Unione Europea nell\u2019ambito del settimo programma quadro. Per l&#8217;Universit\u00e0 di Urbino coordina il team interdisciplinare che lavora al progetto il Prof.\u00a0<a href=\"http:\/\/blog.neutralaccess.net\/\" target=\"_blank\">Alessandro Bogliolo<\/a>.<br \/>\n<span style=\"color: #333333;\"><em>Che cos&#8217;\u00e8 ULOOP<\/em><\/span><br \/>\n<em><\/em>Come suggerisce il nome \u201c<a href=\"http:\/\/cordis.europa.eu\/fetch?CALLER=PROJ_ICT&amp;ACTION=D&amp;CAT=PROJ&amp;RCN=95374\" target=\"_blank\">User-centric Wireless Local Loop<\/a>\u201d ULOOP \u00e8 una tecnologia che coinvolge l\u2019utente nella creazione di reti. L\u2019idea principale \u00e8 quella di sfruttare l\u2019alta densit\u00e0 di reti wireless disponibili sviluppando dei meccanismi di condivisione virtuosa che permettano una gestione delle risorse dinamiche volte a creare un\u2019architettura che si auto-organizzi in base al contesto. Una volta realizzata, consentir\u00e0 agli utenti di generare una rete wireless attraverso i loro dispositivi ULOOP permettendo da un lato di accedere ad Internet sostituendosi all\u2019\u201dultimo miglio\u201d e dall\u2019altro di offrire e usufruire vicendevolmente di servizi attraverso i propri device, come ad esempio un local-loop attivato in base a ci\u00f2 che una comunit\u00e0 di individui (utenti finali) desidera condividere (informazioni, dati, periferiche). Collaborazione sospinta da incentivi alla cooperazione e buone regole di comportamento il sui supporto sar\u00e0 integrato direttamente al livello della piattaforma.<br \/>\nGli usi previsti di ULOOP sono stati ipotizzati e raccolti\u00a0<a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ULOOP-D2.2-final.pdf\" target=\"_blank\">in due casi d\u2019uso specifici<\/a>, ciascuno dei quali prevede degli Scenari rappresentativi che illustrano, in modo dettagliato, il modo in cui funzioner\u00e0 questa tecnologia.\u00a0 Il primo caso d\u2019uso, da qui ULOOP1, riguarda in particolare gli aspetti legati alle potenzialit\u00e0 della tecnologia come ad esempio l\u2019estensione della copertura offerta dal wireless e lo scambio di servizi e di dati tra utenti equipaggiati con dispositivi ULOOP. Il secondo caso d\u2019uso, da qui ULOOP2,\u00a0 si basa sulle caratteristiche del primo e prevede lo sviluppo di una connessione locale, legata alla compresenza degli utenti in un\u2019area definita, in grado di adattarsi al contesto e alle necessit\u00e0 degli utenti stessi, fornendo cos\u00ec una piattaforma di scambio di dati e informazioni basata su un modello collaborativo.<br \/>\nVediamo brevemente le scene rappresentative di ogni caso d\u2019uso:<br \/>\nULOOP 1<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario\u00a0<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">1.1\u00a0Estensione della copertura a banda larga<\/span>:<br \/>\nInterfacciando i dispositivi U-Loop gli utenti saranno in grado di configurarsi come nodi connessione alla rete espandendone la copertura o di sfruttare la disponibilit\u00e0 offerta in questo senso da un altro utente.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.2\u00a0Offloading 3G<\/span><em>:<\/em><em>\u00a0<\/em><br \/>\nSecondo lo stesso principio parte del traffico che normalmente viene consumato sulla rete 3G potr\u00e0 essere trasferito e smaltito attraverso U-Loop.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scena<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">rio1.3\u00a0Comun<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">icazioni intra-U-Loo<\/span><em>p<\/em>: In uno spazio definito,\u00a0 gli utenti possono creare reti ad-hoc per condividere informazioni internamente senza utilizzare la connessione ad internet, risparmiando batteria e costi di connessione;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1.<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">4\u00a0Bilanciamento e adattamento del carico:<br \/>\n<\/span>sovraccarichi della rete in termini di numeri d\u2019accesso saranno gestiti dal sistema in modo da consentire una velocit\u00e0 di connessione ottimale per ogni utente;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.5\u00a0Contr<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ollo d\u2019accesso basato sulla fiducia<\/span>:<br \/>\nI permessi di aggancio tra un device e l\u2019altro verranno gestiti automaticamente dal sistema in base alle \u201ccredenziali\u201d degli utenti, tracciate anche attraverso le relazioni stabilite sui social network. Questo potr\u00e0 essere un meccanismo auto-regolatore del comportamento: feedback positivi renderanno pi\u00f9 facile l\u2019accesso ad altri device mentre feedback negativi renderanno pi\u00f9 difficile la connessione;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1.6<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0Supporto di responsabilit\u00e0<\/span>:<br \/>\nControllo della responsabilit\u00e0 delle azioni connesse, consentendo l\u2019accesso ai servizi attraverso il proprio device si avr\u00e0 la certezza che azioni scorrette compiute da altri non saranno attribuite a chi ha permesso la connessione.<br \/>\nULOOP 2<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.1\u00a0Mo<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">nitoraggio collaborativo:<\/span><br \/>\ngli utenti collaborano nella raccolta e ri-diffusione di dati e informazioni riguardo all\u2019ambiente, realizzando cos\u00ec un monitoraggio collaborativo di situazioni contingenti (pericoli, attivit\u00e0);<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.2\u00a0Advertising di prossimit\u00e0:\u00a0<\/span><br \/>\ninvio e ricezione di comunicazioni commerciali riferite al contesto;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.3\u00a0Servizi turistici di comunit\u00e0:<\/span><em><br \/>\n<\/em>condivisione di informazioni turistiche sui luoghi in cui ci si trova;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scen<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ario 2.4\u00a0Individuazione collaborativa di attacchi<\/span>:<em><br \/>\n<\/em>comportamenti anormali o dannosi di altri utenti possono essere tracciati e individuati attraverso azioni collaborative;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.5\u00a0Coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo:<\/span><br \/>\nche non necessitano di una connessione ad internet, e che avvengono in quel momento. Si pensi a come ad esempio flash mob, eventi, lavori di gruppo;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.6\u00a0Condivisione di device:<\/span><em><br \/>\n<\/em>come ad esempio stampanti, possono essere rese disponibili da alcuni utenti ad altri membri della community.<br \/>\n<strong>Il nostro compito sar\u00e0 quello di occuparci degli aspetti connessi alla sostenibilit\u00e0 sociale.\u00a0<\/strong><br \/>\nQuesto progetto si propone dunque di esplorare il potenziale di un local-loop wireless basato su un modello centrato sull\u2019utente, ed \u00e8 sviluppato grazie ad una collaborazione interdisciplinare volta ad approfondirne gli impatti da diverse prospettive: tecnico, di business, legislativo e sociale.<br \/>\nAbbiamo deciso di partire da una domanda, implicitamente parte del programma di ricerca affidatoci, che orientasse la nostra attivit\u00e0: <strong>ULOOP \u00e8 una tecnologia che ha una sostenibilit\u00e0 sociale? <\/strong>Si tratta di una domanda non facile che necessita, prima ancora di una risposta, di alcuni chiarimenti preliminari. Dobbiamo perci\u00f2 innanzitutto chiederci\u00a0<strong>cosa intendiamo con sostenibilit\u00e0 sociale di una tecnologia<\/strong>.<br \/>\n<em>Sostenibilit\u00e0 sociale come mantenimento dell\u2019equilibrio di un sistema<\/em><br \/>\nIn una prima concettualizzazione di sostenibilit\u00e0 sociale ci \u00e8 stata utile la tesi di laurea di Serena Canu \u201c<a href=\"http:\/\/justgreener.files.wordpress.com\/2011\/07\/tesi_finale_discussione.pdf\" target=\"_blank\">Just Greener. Teoria e pratica degli eventi sostenibili in italia<\/a>\u201d la quale presenta diverse prospettive sulla sostenibilit\u00e0. L\u2019idea di sostenibilit\u00e0 che emerge unisce due concetti: la prima definizione di sviluppo sostenibile data nel 1987 dal rapporto\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rapporto_Brundtland\" target=\"_blank\">Brundtland<\/a>\u00a0(WCED, Brundtland G.H , Mansour\u00a0 K.,\u00a0 1987\u00a0<em>common future<\/em>,\u00a0 Oxford University Press, Oxford, GB), e cio\u00e8 di uno sviluppo incentrato non solo sulla crescita economica ma anche su un\u00a0<strong>aumento del benessere generale<\/strong>, e l\u2019idea di sostenibilit\u00e0 sviluppata da Alessandro Lanza (<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8815115110\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8815115110\" target=\"_blank\">Lanza Alessandro,\u00a0<em>Lo sviluppo sostenibile<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1997<\/a> ) che vede come necessaria una\u00a0<strong>gestione delle risorse che sia compatibile con le capacit\u00e0 di riproduzione delle stesse<\/strong>. Dunque come\u00a0<strong>prima idea di sostenibilit\u00e0 possiamo considerare uno sviluppo inteso come aumento del benessere collettivo organizzato sulla base di una gestione delle risorse che non porti a sprechi n\u00e9 ad un esaurimento delle stesse.<\/strong><br \/>\nUn secondo concetto che pu\u00f2 tornarci utile \u00e8 quello di\u00a0<em>impronta ecologica<\/em>\u00a0secondo cui\u00a0<strong>il comportamento di ognuno ha un impatto sull\u2019ambiente ed \u00e8 perci\u00f2 responsabilit\u00e0 del singolo regolare il proprio modo di agire per rendere il suo impatto inquinante il pi\u00f9 basso possibile<\/strong>.<br \/>\nInfine, un ulteriore punto di vista ci \u00e8 offerto, sempre facendo riferimento alla tesi di Canu, da\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serge_Latouche\" target=\"_blank\">Serge Latouche<\/a>\u00a0il quale propone un modello basato sulla\u00a0<em><strong>decrescita<\/strong><\/em><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8833918696\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8833918696\" target=\"_blank\">Latouche Serge,\u00a0<em>Breve trattato sulla decrescita serena<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 2008<\/a>) e cio\u00e8 su una\u00a0<strong>diminuzione dei consumi e su una migliore gestione delle risorse<\/strong>. Su questa base Latouche rimodella anche il concetto di\u00a0<em>impronta ecologica<\/em>: descrivendola come un\u00a0<strong>adeguamento dei consumi<\/strong>\u00a0di ogni singolo individuo basato non pi\u00f9 sulla quantit\u00e0 di inquinamento prodotto, bens\u00ec\u00a0<strong>sulle risorse che l\u2019ambiente ha a disposizione per ognuno.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Questa nuova idea di sostenibilit\u00e0 ambientale pu\u00f2 essere sviluppata, secondo Latouche, in un percorso che prevede otto tappe di cambiamento tra loro interdipendenti.<br \/>\nPossiamo a questo punto chiederci se i modi di utilizzo previsti da ULOOP rispettino le caratteristiche di sostenibilit\u00e0 citate e tracciare cos\u00ec le\u00a0<strong>prime ipotesi sulla sostenibilit\u00e0 sociale di ULOOP<\/strong>.<br \/>\nCi\u00f2 che emerge dalla descrizione dei casi d\u2019uso di ULOOP \u00e8 l\u2019idea di\u00a0 una tecnologia il cui funzionamento si basa su una nuova concezione dell\u2019<strong>utente, visto come\u00a0nodo attivo della rete<\/strong> che contribuisce, mettendo a disposizione della collettivit\u00e0 il proprio dispositivo per migliorare la gestione di risorse quali l\u2019estensione di banda, la potenza di calcolo, l\u2019utilizzo di memoria o energia, a sviluppare un sistema dinamico che sia in grado di adattarsi alle esigenze degli individui in relazione al contesto<strong>\u00a0<\/strong>(luogo e momento di utilizzo).\u00a0<strong>Il punto di forza di ULOOP\u00a0 sta nella capacit\u00e0 del sistema di trasferire le risorse tra gli utenti in modo tale che, chi vuole, pu\u00f2 permettere ad altri di utilizzare risorse a lui non necessarie in quel momento.<\/strong><br \/>\nForse a qualcuno, leggendo questa descrizione, sar\u00e0 venuto in mente il progetto\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fon.com\/it\" target=\"_blank\">FON<\/a>. Siete sulla buona strada perch\u00e9 proprio FON \u00e8 uno dei <a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/about-uloop\/partners\" target=\"_blank\">partner<\/a> del progetto ULOOP.<br \/>\nPossiamo rintracciare in questa modalit\u00e0 di funzionamento un\u00a0<strong>sistema in grado di gestire le proprie risorse in maniera ottimale per il benessere della collettivit\u00e0. <\/strong>Un sistema\u00a0che ha forti similitudini con quegli aspetti dello sviluppo sostenibile sopra evidenziati dalle teorie della sostenibilit\u00e0.<br \/>\nAlcuni dei servizi offerti da ULOOP sembrano incarnare quelle tappe descritte da Latouche (ibidem). Un esempio \u00e8 quella che l\u2019autore chiama\u00a0<em>Rivalutazione:<\/em><em>\u00a0<\/em>\u00a0e cio\u00e8 la \u201crivalutazione di valori oggi sopraffatti\u201d\u00a0 come pu\u00f2 essere la condivisione di risorse senza scopo di lucro. Oppure la\u00a0<em>Riconcettualizzazione<\/em><em>\u00a0<\/em>e la<em>\u00a0<\/em><em>Ridistribuzione<\/em>:<em>\u00a0<\/em>tappe basate sulla \u201cristrutturazione dei rapporti sociali e ridistribuzione delle ricchezze\u201d, con ULOOP si pu\u00f2 infatti mettere a disposizione il contributo del proprio device e ottimizzare il consumo di banda o di batteria agendo anche in un\u2019ottica di\u00a0<em>Riduzione<\/em>\u00a0dei consumi. Ancora, possiamo considerare la\u00a0<em>Rilocalizzazione<\/em>: per cui \u201cmovimenti di merci e capitali devono essere limitati all\u2019indispensabile\u201d, ULOOP consente uno scambio di informazioni che riguardano l\u2019area in cui gli utenti si trovano in un determinato momento (ad esempio informazioni turistiche, di traffico o commerciali) \u00a0senza dover ricorrere ad una connessione ad internet.<br \/>\n<em>ULOOP come comunit\u00e0 in cui emerge capitale sociale<\/em><br \/>\nLo scambio reciproco di risorse e servizi che avviene tra utenti, e tra utente e sistema, pu\u00f2 essere osservato anche attraverso il concetto di\u00a0<strong>capitale sociale<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>Come espresso da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.annualreviews.org\/doi\/abs\/10.1146\/annurev.soc.24.1.1\" target=\"_blank\">Portes<\/a>\u00a0(<a href=\"http:\/\/digicult.net\/moss_texts\/SOCIALCAPITAL_ItsOriginsandApplicationsinModernSociology.pdf\" target=\"_blank\">Portes Alejandro,\u00a0<em>SOCIAL CAPITAL: Its Origins and Applications in Modern Sociology<\/em>\u00a0<em>Annu. Rev. Sociol. 1998. p.1-24<\/em><\/a>) il capitale sociale \u00e8 la\u00a0<strong>capacit\u00e0 di ottenere vantaggi attraverso l\u2019appartenenza a reti e ad altre strutture sociali<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>per cui per<\/p>\n<blockquote><p>possedere capitale sociale una persona deve essere relazionata ad altre, e sono quegli\u00a0<em>altri<\/em>, e non lui stesso, a costituire la fonte di suoi vantaggi (ibidem, p.6).<\/p><\/blockquote>\n<p>Riportando la definizione di Bourdieu di capitale sociale e cio\u00e8<\/p>\n<blockquote><p>l\u2019aggregato delle risorse attuali e potenziali legate al possesso di una rete di relazioni di reciproca conoscenza (\u2026), in cui i vantaggi che derivano dall\u2019appartenenza ad un gruppo sono le basi della solidariet\u00e0 che lo rende possibile (<a href=\"http:\/\/econ.tau.ac.il\/papers\/publicf\/Zeltzer1.pdf\" target=\"_blank\">Bourdieu 1985<\/a>, p. 248)<\/p><\/blockquote>\n<p>l&#8217;autore evidenzia come il capitale sociale sia scomponibile in due elementi:\u00a0<strong>la relazione sociale che permette agli individui di ottenere l\u2019accesso alle risorse possedute da altri<\/strong>\u00a0e la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 delle\u00a0<strong>risorse in s\u00e9<\/strong>.<br \/>\nLe caratteristiche proprie di ULOOP lo rendono un luogo dinamico all\u2019interno del quale diversi attori interagiscono per usufruire di una rete di risorse e servizi, fornendo a loro volta un servizio.\u00a0<strong>ULOOP si configura, dunque, come una rete di relazioni da cui emerge capitale sociale<\/strong>.<br \/>\nIl lavoro di Portes ci aiuta anche nel tentativo di comprendere le\u00a0<strong>motivazioni<\/strong>\u00a0per cui i membri di ULOOP, dovrebbero rendere disponibili le proprie risorse a vantaggio di altri. Secondo l\u2019autore le motivazioni di chi, attraverso il proprio contributo, fornisce ad altri l\u2019accesso alle risorse possono essere distinte in due generi:\u00a0<em><strong>consumatorie<\/strong><\/em><em>\u00a0<\/em>e\u00a0<em><strong>strumentali<\/strong><\/em>.<br \/>\nLe prime riguardano gli individui che provano\u00a0<strong>senso di comunit\u00e0<\/strong>\u00a0e di appartenenza nei confronti dell\u2019ambiente in cui agiscono, per questo saranno\u00a0<strong>ben disposti nell\u2019aiutare gli altri membri della comunit\u00e0 e a rispettare le regole condivise<\/strong>.<br \/>\nLe seconde vedono gli individui affidarsi al\u00a0<strong>funzionamento della comunit\u00e0 come garanzia<\/strong>\u00a0del\u00a0<strong>fatto che saranno ripagati<\/strong>\u00a0del loro contributo, sia in termini di restituzione del servizio o della risorsa, sia in termini di acquisizione di uno status onorevole che riscuote approvazione dalla comunit\u00e0.<br \/>\nAlla base di questi meccanismi c\u2019\u00e8 la percezione di appartenenza ad una comunit\u00e0 sulla quale si struttura da un lato la <em>bounded solidarity<\/em> per cui l\u2019identificazione con il proprio gruppo spinge a contribuire al suo benessere favorendo l\u2019iniziativa reciproca, cortocircuitando il fenomeno del\u00a0<em>free riding<\/em>\u00a0(<a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=a4Dl8tiX4b8C&amp;printsec=frontcover&amp;dq=Foundations+of+Social+Theory&amp;hl=it&amp;ei=CJuqToLeFIzesgbs8I31Dw&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CC0Q6AEwAA#v=onepage&amp;q&amp;f=false\" target=\"_blank\">Coleman 1990<\/a>, pp.273; <a href=\"http:\/\/courses.washington.edu\/ppm504\/Portes_EmbeddIimmg.pdf\" target=\"_blank\">Portes &amp; Sensenbrenner 1993<\/a>); dall\u2019altro una\u00a0<em>enforceable trust<\/em>\u00a0secondo cui l\u2019appartenenza comune ad una stessa comunit\u00e0 \u00e8 garanzia che il proprio contributo verr\u00e0 ripagato con un riconoscimento da parte della comunit\u00e0 e che il debito verr\u00e0 ripagato.<br \/>\nQuesti concetti possono aiutarci ad approfondire l\u2019analisi gi\u00e0 intrapresa (<a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP03_SocioEconomics_UniUrb.pdf\" target=\"_blank\">ULOOP, White Paper 03<\/a>, p.5) sull\u2019inserimento degli utenti di ULOOP nella\u00a0<em>catena del valore<\/em>, per cui\u00a0<strong>ogni utente in essa coinvolto deve trarre vantaggio dall\u2019uso di ULOOP in modo da essere motivato alla partecipazione<\/strong>\u00a0supportandone cos\u00ec il funzionamento.<br \/>\nIn particolare l\u2019analisi evidenzia diverse forme di incentivi alla partecipazione e cio\u00e8: vantaggi immediati forniti dalla partecipazione ad uno scenario; il coinvolgimento nella catena del valore per cui gli attori coinvolti devono beneficiare da ULOOP in modo da essere motivati ad attivare e supportare le caratteristiche di ULOOP; il \u201c<em>role swapping<\/em>\u201d<em>\u00a0<\/em>per cui gli eventuali svantaggi sofferti in una situazione verranno ricompensati da vantaggi ottenuti in altre situazioni; l\u2019acquisizione di una reputazione basata sul comportamento tenuto in ULOOP e la possibilit\u00e0 di monetarizzazione, ovvero l\u2019accumulazione di crediti spendibili nella catena del valore.<br \/>\n<em>Sostenibilit\u00e0 sociale come raggiungimento di una massa critica<\/em><br \/>\nUn altro modo di interrogarci sulla sostenibilit\u00e0 sociale di ULOOP nella nostra ricerca ha a che fare con il raggiungimento della massa critica, e cio\u00e8 il raggiungimento di un numero di utenti tale da permettere alla rete ULOOP di autoalimentarsi e di sostenersi.<br \/>\n&lt;&lt; La sostenibilit\u00e0 socio-economica di una rete ULOOP dipende dalla diffusione dei devices abilitati ULOOP che, a sua volta, dipende dalla capacit\u00e0 del modello di attirare le persone. Cos\u00ec,\u00a0<strong>l\u2019analisi di sostenibilit\u00e0 deve cominciare dalle caratteristiche chiave di ULOOP, che possono essere percepite come valore aggiunto dai giocatori coinvolti nel modello<\/strong>&gt;&gt; (<a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/white-paper-on-uloop-socio-economics\" target=\"_blank\">White Paper on ULOOP Socio-Economics<\/a>).<br \/>\nLa diffusione dei device abilitati, al momento non \u00e8 quantificabile essendo ULOOP una tecnologia in fase di progettazione, ma viene ipotizzata analizzando i requisiti di penetrazione necessari al funzionamento del modello. Per ognuno dei casi d\u2019uso analizzati nel report sono stati individuati dei requisiti di penetrazione che ipotizzassero la quantit\u00e0 di minima, target (ottimale) e motivazionale (che stimoli la partecipazione e che invogli altri attori ad utilizzare ULOOP)\u00a0 di device raggiungibili da ogni nodo della rete, necessari al funzionamento del modello.<br \/>\nLa densit\u00e0 degli utenti che utilizzano ULOOP, dunque, influenza le sue possibilit\u00e0 di funzionamento e, di conseguenza, anche la sua qualit\u00e0. Il raggiungimento di una densit\u00e0 motivazionale, ad esempio, pu\u00f2 invogliare altri utenti ad attivarsi, aggiungendo cos\u00ec un nuovo nodo potenzialmente attivo alla rete. Inoltre, pi\u00f9 nodi potenzialmente attivi si aggiungono alla rete, pi\u00f9 il valore aggiunto percepito dagli utenti aumenta (si pensi a come cresce il valore di un social network con il crescere delle persone che lo utilizzano).<br \/>\nPossiamo cos\u00ec richiamare il concetto di\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Network_effect\" target=\"_blank\"><em>network effect<\/em><\/a><em>.<\/em><em>\u00a0<\/em>In particolare ci\u00f2 che ci interessa \u00e8 l\u2019accezione che ne d\u00e0 la legge di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge_di_metcalfe\" target=\"_blank\">Metcalfe<\/a> secondo cui il valore di una rete \u00e8 proporzionale al quadrato degli utenti della rete stessa. Il\u00a0<em>network effect<\/em>, per\u00f2, si sviluppa solo dopo che il numero di adesioni ha superato una certa soglia, detta massa critica.<br \/>\nIn questo senso un\u2019altra domanda di ricerca potrebbe essere:\u00a0<strong>quali tecnologie hanno raggiunto una massa critica<\/strong>?\u00a0<strong>Quali sono le caratteristiche che hanno in comune e hanno consentito loro di raggiungere una massa critica<\/strong>? E\u2019 possibile rintracciare queste caratteristiche anche in ULOOP?<br \/>\nUna delle tecnologie prese in considerazione \u00e8 la\u00a0<em>connessione ad internet da mobile<\/em>. Secondo l\u2019analisi di Nielsen Media (<em><a href=\"http:\/\/nl.nielsen.com\/site\/documents\/nielsenmobile.pdf\" target=\"_blank\">Critical Mass, The Worldwide state of the Mobile web<\/a><\/em>, Nielsen Mobile, 2008), l\u2019utilizzo di Internet da dispositivo mobile ha raggiunto una massa critica di utenti attraverso una confluenza di fattori che hanno portato ad un\u00a0\u00a0<strong>miglioramento dell\u2019esperienza di Internet<\/strong>\u00a0da parte degli utenti, fattori\u00a0 tra cui spiccano\u00a0 la\u00a0<strong>velocit\u00e0 delle reti<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>disponibilit\u00e0 dei contenuti<\/strong>\u00a0.<br \/>\nUn altro confronto utile potrebbe rivelarsi quello con Apple iPhone. Lo stesso studio di Nielsen rivela che sebbene nell\u2019anno in cui \u00e8 stato svolto lo studio iPhone fosse ancora agli esordi, l\u201982% di possessori di iPhone lo utilizzavano per collegarsi ad Internet. Il rapporto degli utenti con iPhone ha\u00a0<strong>migliorato l\u2019esperienza degli utenti con i device mobili<\/strong>, creando\u00a0<strong>nuove aspettative di esperienza<\/strong>\u00a0nell\u2019uso di un device per collegarsi alla rete in merito alla sua usabilit\u00e0 e alla<strong>possibilit\u00e0 di condividere informazioni<\/strong>\u00a0<strong>geolocalizzate<\/strong>\u00a0e in\u00a0<strong>tempo reale<\/strong>.<br \/>\nMiglioramento dell\u2019esperienza nei confronti e grazie alla tecnologia, velocit\u00e0, mobilit\u00e0, disponibilit\u00e0 di contenuti e di informazioni sensibili al contesto. Caratteristiche queste che sono alla base del funzionamento dei dispositivi ULOOP: garantisce un trasferimento di dati veloce in quanto sfrutta tutte le risorse disponibili per la condivisione dei dati; consente, attraverso il bilanciamento del carico di traffico, di evitare eventuali sovraccarichi di rete e, dunque, rallentamenti; si adatta al contesto nel funzionamento in generale, nella reperibilit\u00e0 di servizi e nella raccolta e diffusione di informazioni.<br \/>\nQueste considerazioni fanno emergere un altro interrogativo per la nostra ricerca: perch\u00e9<strong>\u00a0<\/strong><strong>si dovrebbe usare una tecnologia come ULOOP dal momento che ne esistano gi\u00e0 di simili largamente usate?<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Quali sono le caratteristiche che potrebbero spingere gli utenti all\u2019utilizzo di ULOOP?<br \/>\nULOOP\u00a0<strong>si differenzia da tutte le altre tecnologie nella possibilit\u00e0 offerta agli utenti di sviluppare local loop wireless in maniera autonoma e semplice<\/strong>. Come introdotto nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP01_OverallSpec_ULHT.pdf\" target=\"_blank\">White Paper 01<\/a>, la tecnologia di ULOOP sfrutta il recente successo di tecnologie come il Wi-Fi ponendosi come anello di passaggio nella diffusione della rete dal Wi-Fi all\u2019utente finale.\u00a0 La flessibilit\u00e0 del Wi-Fi sta dando nuove possibilit\u00e0 di connessione alla rete internet, soprattutto nello sviluppo di tecnologie che permettono all\u2019utente di diventare un nodo attivo nella catena di distribuzione della connettivit\u00e0 (vedi appunto FON).<br \/>\nAttraverso i device abilitati ULOOP gli utenti possono\u00a0<strong>creare delle reti collegandosi tra di loro, anche in maniera indipendente dalla rete Internet<\/strong>;\u00a0 oppure legate ad essa agendo come suo diretto\u00a0<strong>punto di espansione della portata<\/strong>. Questo consente da un lato una maggiore fluidit\u00e0 e semplicit\u00e0 nello scambio di dati e informazioni e dall\u2019altro un\u2019estensione della\u00a0 portata della rete ad un costo ridotto.<br \/>\nLa flessibilit\u00e0 e la libert\u00e0 offerte nella creazione di reti mettono in evidenza un altro tratto unico di ULOOP e cio\u00e8 la<strong>possibilit\u00e0 di sviluppare una architettura di rete \u201cFai-Da-Te\u201d<\/strong>, caratterizzata da una\u00a0<strong>infrastruttura altamente dinamica e adattabile al contesto d\u2019uso.<\/strong><br \/>\nAnalizzando a fondo le scene rappresentative dei casi d\u2019uso e confrontandole con tecnologie gi\u00e0 esistenti che offrono servizi simili potremmo comprendere meglio l\u2019unicit\u00e0 e l\u2019attrattivit\u00e0 di ULOOP dal punto di vista dell\u2019utente. Per fare questo ci concentreremo in particolare sul caso d\u2019uso ULOOP2 in quanto descrive effettivi comportamenti di utilizzo di ULOOP tra utenti che possono essere riscontrate anche in altre tecnologie.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.1\u00a0<em>Collaborative monitoring<\/em><\/span>:<br \/>\nattraverso ULOOP si pu\u00f2 sviluppare un controllo sull\u2019ambiente in tempo reale e collaborativo, in modo da fornire ad altri utenti informazioni il pi\u00f9 possibile dettagliate. Questa caratteristica pu\u00f2 essere confrontata con applicazioni iPhone, o pi\u00f9 in generale per smartphone, per il controllo del traffico in tempo reale come ad esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/itunes.apple.com\/it\/app\/wikango\/id308022362?mt=8\" target=\"_blank\">Wikango<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/it.waze.com\/\">Waze<\/a>.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.2\u00a0<em>Advertising di Prossimit\u00e0<\/em><\/span><em>:<\/em><em><span style=\"text-decoration: underline;\"><br \/>\n<\/span><em>\u00a0<\/em><\/em>e le sue potenzialit\u00e0 possono essere confrontate\u00a0 con i check-in di\u00a0<a href=\"https:\/\/foursquare.com\/\">foursquare<\/a>\u00a0oppure i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/blog.php?post=446183422130\">facebookdeals<\/a>.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.3\u00a0<em>Servizi turistici alla comunit\u00e0<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>prevede una condivisione di informazioni turistiche all\u2019interno della rete creata ad hoc da turisti che si trovano in una stessa zona o dagli abitanti locali per agevolare la presenza dei turisti nel territorio. Questo tipo di funzionalit\u00e0 pu\u00f2 essere paragonato con applicazioni per smartphone come ad esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/www.tripwolf.com\/it\/\">TripWolf\u00a0<\/a>che consente di avere informazioni contestualizzate in base alla propria localizzazione e permette di scaricarle per poterle consultare offline in modo da non consumare tropo traffico in roaming nel caso di un viaggio all\u2019estero;<br \/>\nGi\u00e0 a questo punto si pu\u00f2 delineare una prima fondamentale differenza:\u00a0<strong>tutti questi servizi sono offerti oggi attraverso delle applicazioni realizzate appositamente da diversi soggetti, che devono essere ricercate e installate sul proprio dispositivo, mentre su un dispositivo ULOOP sono delle funzionalit\u00e0 integrate nel modo di funzionamento della tecnologia stessa.<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.4\u00a0<em>Individuazione di attacchi alla rete attraverso la cooperazione<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>per comprendere come questi meccanismi sociali lavorano e come potrebbero funzionare su ULOOP si \u00e8 pensato di analizzare e confrontarli con i sistemi che si sviluppano negli ambienti peer-to-peer, come ad esempio Wikipedia, dove il gruppo punisce e isola quei soggetti che sfruttano il sistema senza contribuire o che addirittura lo danneggiano. Parte di questa analisi \u00e8 stata gi\u00e0 sviluppata attraverso l\u2019analisi della catena di valore e dei meccanismi di incentivo che emergono nei modelli di interazione tra i soggetti ULOOP.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.5\u00a0<em>Coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>questa Scenario rappresentativo racchiude in realt\u00e0 molte possibilit\u00e0 di utilizzo. A partire da attivit\u00e0 di gruppo di tipo lavorativo o di studio, fino ad attivit\u00e0 di social networking senza la necessit\u00e0 di una rete internet. L\u2019utilizzo pi\u00f9 interessante e stimolante \u00e8 per\u00f2 quello di poter creare un coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo\u00a0<em>just-in-time<\/em>\u00a0che sia indipendente dall\u2019accesso alla rete, in particolare per analizzare questa caratteristica prenderemo in considerazione il caso delle manifestazioni in Egitto e il problema dell\u2019accesso alla rete negato dalle autorit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.6\u00a0<em>Condivisione di Device<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>\u00a0Attraverso i dispositivi ULOOP sar\u00e0 pi\u00f9 semplice condividere dati e informazioni, ma anche periferiche. Penseremo alle difficolt\u00e0 che si riscontrano nel tentativo di una condivisione tra due pc connessi tramite wi-fi e vedremo in che modo i dispositivi ULOOP possono differenziarsi in questi utilizzi.<br \/>\n<em>Primi approcci teorici: alcuni chiarimenti<\/em><br \/>\nLa ricerca su ULOOP \u00e8 veramente complessa e sfaccettata, pertanto questi sono gli interrogativi iniziali che guideranno la nostra ricerca ma data la vastit\u00e0 degli argomenti toccati e delle possibilit\u00e0 offerte da questa nuova tecnologia sicuramente emergeranno nuovi interrogativi e nuove vie da esplorare.<br \/>\n\u00c8 necessario a questo punto fare una ulteriore considerazione. Lo sviluppo e l\u2019evoluzione e di una tecnologia possono essere ipotizzati e tracciati in base alle caratteristiche della tecnologia e alle ipotesi di utilizzo ma, come ci suggerisce l\u2019approccio del\u00a0<em><a href=\"http:\/\/citeseerx.ist.psu.edu\/viewdoc\/download?doi=10.1.1.115.1643&amp;rep=rep1&amp;type=pdf\">Social Shaping of Technologies<\/a><\/em><em>\u00a0<\/em>(Williams R., Edge D.\u00a0<em>The social shaping of technology,<\/em><em>\u00a0<\/em>in\u00a0<em>Research Policy\u00a0<\/em>vol. 25, 1996) \u00a0la natura delle tecnologie e la direzione del loro cambiamento non \u00e8 predeterminata in modo lineare, n\u00e9\u00a0 hanno necessariamente un \u201cimpatto\u201d determinato sulla vita sociale ed economica. L\u2019idea di fondo \u00a0\u00e8 che la creazione e l\u2019implementazione della tecnologia \u00e8 modellata da un ampio numero di fattori organizzativi, politici, economici e sociali.\u00a0<em>Il Social Shaping of Technologies<\/em><em>\u00a0<\/em>(SST) non \u00e8 un modello teorico unitario, ma un approccio emergente da diversi filoni di ricerca i quali condividono alcune idee di fondo, a partire dal concetto di tecnologia stesso. Secondo l\u2019approccio SST la tecnologia non \u00e8 una \u201cscatola nera inconoscibile\u201d n\u00e9 un \u201cequipaggiamento\u201d che viene progettato e creato in risposta ad una necessit\u00e0, collocato in un ambiente e poi spinto fino alla sua adozione da parte degli utenti.\u00a0<strong>La tecnologia, invece, incorpora modelli socio-economici che devono essere svelati e analizzati, sia nel contenuto sia nei suoi processi di evoluzione e innovazione.<\/strong><br \/>\nLa tecnologia \u00e8 vista come un &lt;&lt;<strong>fenomeno inclusivo<\/strong>&gt;&gt; (ibidem, p.868) il cui\u00a0<strong>processo di sviluppo procede grazie all\u2019interazione e alla tensione continua tra elementi tecnici e sociali<\/strong>. Per parlare di tecnologia e del suo sviluppo \u00e8 necessario, dunque, considerare tutte quelle istituzioni, assetti e organizzazioni all\u2019interno dei quali ha luogo l\u2019adozione, la configurazione e l\u2019utilizzo della tecnologia. In questo insieme di fattori devono essere incluse la conoscenza e l\u2019expertise che l\u2019hanno creata e che si incorporano in essa, e il processo di apprendimento e di esperienza che si sviluppa nell\u2019uso della tecnologia stessa.<br \/>\nQuesto approccio si concentra, inoltre, sul concetto di\u00a0<em>scelta<\/em>\u00a0che influenza tutti i passaggi nella creazione di una tecnologia dall\u2019ideazione, alla progettazione, alla commercializzazione all\u2019uso. Possiamo pensare alla tecnologia come un &lt;&lt;giardino di traiettorie che si biforcano&gt;&gt; (ibid. p857) e\u00a0<strong>ogni scelta compiuta da ogni attore sociale pu\u00f2 portare a diversi esiti e a diverse implicazioni per la societ\u00e0 e per i gruppi sociali che la usano nel suo processo di evoluzione<\/strong>. Questo apre a due questioni che riguardano la\u00a0<em>negoziabilit\u00e0<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>irreversibilit\u00e0<\/em>.<br \/>\n<strong>1<\/strong>. La\u00a0<strong>negoziabilit\u00e0 riguarda lo<\/strong>\u00a0<strong>scopo per cui alcuni gruppi sociali forzano la forma delle tecnologie per i loro fini<\/strong>\u00a0(si pensi alla nascita dell\u2019e-mail, in seguito alla trasformazione del modo d\u2019uso della tecnologia di connessione sviluppata da ARPANET).<br \/>\n<strong>2<\/strong>. L\u2019irreversibilit\u00e0 riguarda il\u00a0<strong>radicamento di certi usi che preclude la possibilit\u00e0 di sviluppi diversi o alternativi di quella tecnologia<\/strong>.<br \/>\nE\u2019 importante, inoltre, osservare il modo in cui la tecnologia si diffonde, obiettivo questo della \u201cTeoria della diffusione delle innovazioni\u201d (Si veda su questo il contributo di Leah A. Lievrouw,\u00a0<em>Progettazione e sviluppo dei new media: diffusione delle innovazioni e modellamento sociale della tecnologia <\/em>nell&#8217;edizione italiana del manuale <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8820333449\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8820333449\" target=\"_blank\">Capire i New Media. Culture, comunicazione, innovazione tecnologica e istituzioni sociali<\/a>\u00a0e anche le <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/Davide\/lievrouw-progettazione-e-sviluppo-dei-new-media\" target=\"_blank\">slide<\/a> realizzate da <a href=\"http:\/\/www.tecnoetica.it\/davide-bennato\/\" target=\"_blank\">Davide Bennato<\/a> sul tema) sviluppata da Rogers e che<\/p>\n<blockquote><p>pone particolare attenzione alle relazioni comunicative e ai flussi di informazione che promuovono l\u2019adozione e l\u2019implementazione di una tecnologia<\/p><\/blockquote>\n<p>Secondo questa teoria, infatti le reti di relazioni e i significati condivisi modellano l\u2019azione sociale, inclusa l\u2019adozione della tecnologia ed \u00e8 importante tenerne conto soprattutto in quelle tecnologie che si sviluppano su modelli informatici di comunicazione.<br \/>\nDal momento che U-Loop \u00e8 una tecnologia altamente flessibile e che offre innovativi modi di interazione tra utenti e tra utenti e ambiente, sar\u00e0 necessario un livello di analisi che vada oltre l\u2019idea di \u201cprevisione dell\u2019impatto sociale\u201d e che, piuttosto, ponga attenzione ai modi in cui la tecnologia evolve sia in fase di progettazione sia in fase di adozione, non per anticipare ma per comprenderne al meglio gli sviluppi possibili e futuri.<br \/>\nQuanto detto fin qui raccoglie le prime domande e le prime considerazioni che orienteranno la nostra attivit\u00e0 di ricerca su ULOOP.<br \/>\nPer le risposte dovrete attendere necessariamente i post successivi \ud83d\ude42<!--:--><!--:zh-->Questo post \u00e8 il primo di una serie di articoli curati da <a href=\"http:\/\/www.linkedin.com\/in\/ericagiambitt0\" target=\"_blank\">Erica Giambitto<\/a> e dedicati al progetto ULOOP.<br \/>\nInizia \u00a0il nostro lavoro di ricerca nell\u2019ambito del progetto ULOOP (User-centric Wireless Local Loop), che sar\u00e0 principalmente orientato all\u2019analisi della sostenibilit\u00e0 socio-economica di questa nuova tecnologia, e pi\u00f9 in generale, ai suoi possibili impatti sociali.<br \/>\nULOOP \u00e8 un progetto triennale finanziato dall\u2019Unione Europea nell\u2019ambito del settimo programma quadro. Per l&#8217;Universit\u00e0 di Urbino coordina il team interdisciplinare che lavora al progetto il Prof.\u00a0<a href=\"http:\/\/blog.neutralaccess.net\/\" target=\"_blank\">Alessandro Bogliolo<\/a>.<br \/>\n<span style=\"color: #333333;\"><em>Che cos&#8217;\u00e8 ULOOP<\/em><\/span><br \/>\n<em><\/em>Come suggerisce il nome \u201c<a href=\"http:\/\/cordis.europa.eu\/fetch?CALLER=PROJ_ICT&amp;ACTION=D&amp;CAT=PROJ&amp;RCN=95374\" target=\"_blank\">User-centric Wireless Local Loop<\/a>\u201d ULOOP \u00e8 una tecnologia che coinvolge l\u2019utente nella creazione di reti. L\u2019idea principale \u00e8 quella di sfruttare l\u2019alta densit\u00e0 di reti wireless disponibili sviluppando dei meccanismi di condivisione virtuosa che permettano una gestione delle risorse dinamiche volte a creare un\u2019architettura che si auto-organizzi in base al contesto. Una volta realizzata, consentir\u00e0 agli utenti di generare una rete wireless attraverso i loro dispositivi ULOOP permettendo da un lato di accedere ad Internet sostituendosi all\u2019\u201dultimo miglio\u201d e dall\u2019altro di offrire e usufruire vicendevolmente di servizi attraverso i propri device, come ad esempio un local-loop attivato in base a ci\u00f2 che una comunit\u00e0 di individui (utenti finali) desidera condividere (informazioni, dati, periferiche). Collaborazione sospinta da incentivi alla cooperazione e buone regole di comportamento il sui supporto sar\u00e0 integrato direttamente al livello della piattaforma.<br \/>\nGli usi previsti di ULOOP sono stati ipotizzati e raccolti\u00a0<a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ULOOP-D2.2-final.pdf\" target=\"_blank\">in due casi d\u2019uso specifici<\/a>, ciascuno dei quali prevede degli Scenari rappresentativi che illustrano, in modo dettagliato, il modo in cui funzioner\u00e0 questa tecnologia.\u00a0 Il primo caso d\u2019uso, da qui ULOOP1, riguarda in particolare gli aspetti legati alle potenzialit\u00e0 della tecnologia come ad esempio l\u2019estensione della copertura offerta dal wireless e lo scambio di servizi e di dati tra utenti equipaggiati con dispositivi ULOOP. Il secondo caso d\u2019uso, da qui ULOOP2,\u00a0 si basa sulle caratteristiche del primo e prevede lo sviluppo di una connessione locale, legata alla compresenza degli utenti in un\u2019area definita, in grado di adattarsi al contesto e alle necessit\u00e0 degli utenti stessi, fornendo cos\u00ec una piattaforma di scambio di dati e informazioni basata su un modello collaborativo.<br \/>\nVediamo brevemente le scene rappresentative di ogni caso d\u2019uso:<br \/>\nULOOP 1<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario\u00a0<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">1.1\u00a0Estensione della copertura a banda larga<\/span>:<br \/>\nInterfacciando i dispositivi U-Loop gli utenti saranno in grado di configurarsi come nodi connessione alla rete espandendone la copertura o di sfruttare la disponibilit\u00e0 offerta in questo senso da un altro utente.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.2\u00a0Offloading 3G<\/span><em>:<\/em><em>\u00a0<\/em><br \/>\nSecondo lo stesso principio parte del traffico che normalmente viene consumato sulla rete 3G potr\u00e0 essere trasferito e smaltito attraverso U-Loop.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scena<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">rio1.3\u00a0Comun<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">icazioni intra-U-Loo<\/span><em>p<\/em>: In uno spazio definito,\u00a0 gli utenti possono creare reti ad-hoc per condividere informazioni internamente senza utilizzare la connessione ad internet, risparmiando batteria e costi di connessione;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1.<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">4\u00a0Bilanciamento e adattamento del carico:<br \/>\n<\/span>sovraccarichi della rete in termini di numeri d\u2019accesso saranno gestiti dal sistema in modo da consentire una velocit\u00e0 di connessione ottimale per ogni utente;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.5\u00a0Contr<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ollo d\u2019accesso basato sulla fiducia<\/span>:<br \/>\nI permessi di aggancio tra un device e l\u2019altro verranno gestiti automaticamente dal sistema in base alle \u201ccredenziali\u201d degli utenti, tracciate anche attraverso le relazioni stabilite sui social network. Questo potr\u00e0 essere un meccanismo auto-regolatore del comportamento: feedback positivi renderanno pi\u00f9 facile l\u2019accesso ad altri device mentre feedback negativi renderanno pi\u00f9 difficile la connessione;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario1.6<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0Supporto di responsabilit\u00e0<\/span>:<br \/>\nControllo della responsabilit\u00e0 delle azioni connesse, consentendo l\u2019accesso ai servizi attraverso il proprio device si avr\u00e0 la certezza che azioni scorrette compiute da altri non saranno attribuite a chi ha permesso la connessione.<br \/>\nULOOP 2<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">.1\u00a0Mo<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">nitoraggio collaborativo:<\/span><br \/>\ngli utenti collaborano nella raccolta e ri-diffusione di dati e informazioni riguardo all\u2019ambiente, realizzando cos\u00ec un monitoraggio collaborativo di situazioni contingenti (pericoli, attivit\u00e0);<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.2\u00a0Advertising di prossimit\u00e0:\u00a0<\/span><br \/>\ninvio e ricezione di comunicazioni commerciali riferite al contesto;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.3\u00a0Servizi turistici di comunit\u00e0:<\/span><em><br \/>\n<\/em>condivisione di informazioni turistiche sui luoghi in cui ci si trova;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scen<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">ario 2.4\u00a0Individuazione collaborativa di attacchi<\/span>:<em><br \/>\n<\/em>comportamenti anormali o dannosi di altri utenti possono essere tracciati e individuati attraverso azioni collaborative;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.5\u00a0Coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo:<\/span><br \/>\nche non necessitano di una connessione ad internet, e che avvengono in quel momento. Si pensi a come ad esempio flash mob, eventi, lavori di gruppo;<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario <\/span><span style=\"text-decoration: underline;\">2.6\u00a0Condivisione di device:<\/span><em><br \/>\n<\/em>come ad esempio stampanti, possono essere rese disponibili da alcuni utenti ad altri membri della community.<br \/>\n<strong>Il nostro compito sar\u00e0 quello di occuparci degli aspetti connessi alla sostenibilit\u00e0 sociale.\u00a0<\/strong><br \/>\nQuesto progetto si propone dunque di esplorare il potenziale di un local-loop wireless basato su un modello centrato sull\u2019utente, ed \u00e8 sviluppato grazie ad una collaborazione interdisciplinare volta ad approfondirne gli impatti da diverse prospettive: tecnico, di business, legislativo e sociale.<br \/>\nAbbiamo deciso di partire da una domanda, implicitamente parte del programma di ricerca affidatoci, che orientasse la nostra attivit\u00e0: <strong>ULOOP \u00e8 una tecnologia che ha una sostenibilit\u00e0 sociale? <\/strong>Si tratta di una domanda non facile che necessita, prima ancora di una risposta, di alcuni chiarimenti preliminari. Dobbiamo perci\u00f2 innanzitutto chiederci\u00a0<strong>cosa intendiamo con sostenibilit\u00e0 sociale di una tecnologia<\/strong>.<br \/>\n<em>Sostenibilit\u00e0 sociale come mantenimento dell\u2019equilibrio di un sistema<\/em><br \/>\nIn una prima concettualizzazione di sostenibilit\u00e0 sociale ci \u00e8 stata utile la tesi di laurea di Serena Canu \u201c<a href=\"http:\/\/justgreener.files.wordpress.com\/2011\/07\/tesi_finale_discussione.pdf\" target=\"_blank\">Just Greener. Teoria e pratica degli eventi sostenibili in italia<\/a>\u201d la quale presenta diverse prospettive sulla sostenibilit\u00e0. L\u2019idea di sostenibilit\u00e0 che emerge unisce due concetti: la prima definizione di sviluppo sostenibile data nel 1987 dal rapporto\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rapporto_Brundtland\" target=\"_blank\">Brundtland<\/a>\u00a0(WCED, Brundtland G.H , Mansour\u00a0 K.,\u00a0 1987\u00a0<em>common future<\/em>,\u00a0 Oxford University Press, Oxford, GB), e cio\u00e8 di uno sviluppo incentrato non solo sulla crescita economica ma anche su un\u00a0<strong>aumento del benessere generale<\/strong>, e l\u2019idea di sostenibilit\u00e0 sviluppata da Alessandro Lanza (<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8815115110\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8815115110\" target=\"_blank\">Lanza Alessandro,\u00a0<em>Lo sviluppo sostenibile<\/em>, Il Mulino, Bologna, 1997<\/a> ) che vede come necessaria una\u00a0<strong>gestione delle risorse che sia compatibile con le capacit\u00e0 di riproduzione delle stesse<\/strong>. Dunque come\u00a0<strong>prima idea di sostenibilit\u00e0 possiamo considerare uno sviluppo inteso come aumento del benessere collettivo organizzato sulla base di una gestione delle risorse che non porti a sprechi n\u00e9 ad un esaurimento delle stesse.<\/strong><br \/>\nUn secondo concetto che pu\u00f2 tornarci utile \u00e8 quello di\u00a0<em>impronta ecologica<\/em>\u00a0secondo cui\u00a0<strong>il comportamento di ognuno ha un impatto sull\u2019ambiente ed \u00e8 perci\u00f2 responsabilit\u00e0 del singolo regolare il proprio modo di agire per rendere il suo impatto inquinante il pi\u00f9 basso possibile<\/strong>.<br \/>\nInfine, un ulteriore punto di vista ci \u00e8 offerto, sempre facendo riferimento alla tesi di Canu, da\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Serge_Latouche\" target=\"_blank\">Serge Latouche<\/a>\u00a0il quale propone un modello basato sulla\u00a0<em><strong>decrescita<\/strong><\/em><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>(<a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8833918696\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8833918696\" target=\"_blank\">Latouche Serge,\u00a0<em>Breve trattato sulla decrescita serena<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 2008<\/a>) e cio\u00e8 su una\u00a0<strong>diminuzione dei consumi e su una migliore gestione delle risorse<\/strong>. Su questa base Latouche rimodella anche il concetto di\u00a0<em>impronta ecologica<\/em>: descrivendola come un\u00a0<strong>adeguamento dei consumi<\/strong>\u00a0di ogni singolo individuo basato non pi\u00f9 sulla quantit\u00e0 di inquinamento prodotto, bens\u00ec\u00a0<strong>sulle risorse che l\u2019ambiente ha a disposizione per ognuno.<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Questa nuova idea di sostenibilit\u00e0 ambientale pu\u00f2 essere sviluppata, secondo Latouche, in un percorso che prevede otto tappe di cambiamento tra loro interdipendenti.<br \/>\nPossiamo a questo punto chiederci se i modi di utilizzo previsti da ULOOP rispettino le caratteristiche di sostenibilit\u00e0 citate e tracciare cos\u00ec le\u00a0<strong>prime ipotesi sulla sostenibilit\u00e0 sociale di ULOOP<\/strong>.<br \/>\nCi\u00f2 che emerge dalla descrizione dei casi d\u2019uso di ULOOP \u00e8 l\u2019idea di\u00a0 una tecnologia il cui funzionamento si basa su una nuova concezione dell\u2019<strong>utente, visto come\u00a0nodo attivo della rete<\/strong> che contribuisce, mettendo a disposizione della collettivit\u00e0 il proprio dispositivo per migliorare la gestione di risorse quali l\u2019estensione di banda, la potenza di calcolo, l\u2019utilizzo di memoria o energia, a sviluppare un sistema dinamico che sia in grado di adattarsi alle esigenze degli individui in relazione al contesto<strong>\u00a0<\/strong>(luogo e momento di utilizzo).\u00a0<strong>Il punto di forza di ULOOP\u00a0 sta nella capacit\u00e0 del sistema di trasferire le risorse tra gli utenti in modo tale che, chi vuole, pu\u00f2 permettere ad altri di utilizzare risorse a lui non necessarie in quel momento.<\/strong><br \/>\nForse a qualcuno, leggendo questa descrizione, sar\u00e0 venuto in mente il progetto\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fon.com\/it\" target=\"_blank\">FON<\/a>. Siete sulla buona strada perch\u00e9 proprio FON \u00e8 uno dei <a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/about-uloop\/partners\" target=\"_blank\">partner<\/a> del progetto ULOOP.<br \/>\nPossiamo rintracciare in questa modalit\u00e0 di funzionamento un\u00a0<strong>sistema in grado di gestire le proprie risorse in maniera ottimale per il benessere della collettivit\u00e0. <\/strong>Un sistema\u00a0che ha forti similitudini con quegli aspetti dello sviluppo sostenibile sopra evidenziati dalle teorie della sostenibilit\u00e0.<br \/>\nAlcuni dei servizi offerti da ULOOP sembrano incarnare quelle tappe descritte da Latouche (ibidem). Un esempio \u00e8 quella che l\u2019autore chiama\u00a0<em>Rivalutazione:<\/em><em>\u00a0<\/em>\u00a0e cio\u00e8 la \u201crivalutazione di valori oggi sopraffatti\u201d\u00a0 come pu\u00f2 essere la condivisione di risorse senza scopo di lucro. Oppure la\u00a0<em>Riconcettualizzazione<\/em><em>\u00a0<\/em>e la<em>\u00a0<\/em><em>Ridistribuzione<\/em>:<em>\u00a0<\/em>tappe basate sulla \u201cristrutturazione dei rapporti sociali e ridistribuzione delle ricchezze\u201d, con ULOOP si pu\u00f2 infatti mettere a disposizione il contributo del proprio device e ottimizzare il consumo di banda o di batteria agendo anche in un\u2019ottica di\u00a0<em>Riduzione<\/em>\u00a0dei consumi. Ancora, possiamo considerare la\u00a0<em>Rilocalizzazione<\/em>: per cui \u201cmovimenti di merci e capitali devono essere limitati all\u2019indispensabile\u201d, ULOOP consente uno scambio di informazioni che riguardano l\u2019area in cui gli utenti si trovano in un determinato momento (ad esempio informazioni turistiche, di traffico o commerciali) \u00a0senza dover ricorrere ad una connessione ad internet.<br \/>\n<em>ULOOP come comunit\u00e0 in cui emerge capitale sociale<\/em><br \/>\nLo scambio reciproco di risorse e servizi che avviene tra utenti, e tra utente e sistema, pu\u00f2 essere osservato anche attraverso il concetto di\u00a0<strong>capitale sociale<\/strong>.<strong>\u00a0<\/strong>Come espresso da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.annualreviews.org\/doi\/abs\/10.1146\/annurev.soc.24.1.1\" target=\"_blank\">Portes<\/a>\u00a0(<a href=\"http:\/\/digicult.net\/moss_texts\/SOCIALCAPITAL_ItsOriginsandApplicationsinModernSociology.pdf\" target=\"_blank\">Portes Alejandro,\u00a0<em>SOCIAL CAPITAL: Its Origins and Applications in Modern Sociology<\/em>\u00a0<em>Annu. Rev. Sociol. 1998. p.1-24<\/em><\/a>) il capitale sociale \u00e8 la\u00a0<strong>capacit\u00e0 di ottenere vantaggi attraverso l\u2019appartenenza a reti e ad altre strutture sociali<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>per cui per<\/p>\n<blockquote><p>possedere capitale sociale una persona deve essere relazionata ad altre, e sono quegli\u00a0<em>altri<\/em>, e non lui stesso, a costituire la fonte di suoi vantaggi (ibidem, p.6).<\/p><\/blockquote>\n<p>Riportando la definizione di Bourdieu di capitale sociale e cio\u00e8<\/p>\n<blockquote><p>l\u2019aggregato delle risorse attuali e potenziali legate al possesso di una rete di relazioni di reciproca conoscenza (\u2026), in cui i vantaggi che derivano dall\u2019appartenenza ad un gruppo sono le basi della solidariet\u00e0 che lo rende possibile (<a href=\"http:\/\/econ.tau.ac.il\/papers\/publicf\/Zeltzer1.pdf\" target=\"_blank\">Bourdieu 1985<\/a>, p. 248)<\/p><\/blockquote>\n<p>l&#8217;autore evidenzia come il capitale sociale sia scomponibile in due elementi:\u00a0<strong>la relazione sociale che permette agli individui di ottenere l\u2019accesso alle risorse possedute da altri<\/strong>\u00a0e la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 delle\u00a0<strong>risorse in s\u00e9<\/strong>.<br \/>\nLe caratteristiche proprie di ULOOP lo rendono un luogo dinamico all\u2019interno del quale diversi attori interagiscono per usufruire di una rete di risorse e servizi, fornendo a loro volta un servizio.\u00a0<strong>ULOOP si configura, dunque, come una rete di relazioni da cui emerge capitale sociale<\/strong>.<br \/>\nIl lavoro di Portes ci aiuta anche nel tentativo di comprendere le\u00a0<strong>motivazioni<\/strong>\u00a0per cui i membri di ULOOP, dovrebbero rendere disponibili le proprie risorse a vantaggio di altri. Secondo l\u2019autore le motivazioni di chi, attraverso il proprio contributo, fornisce ad altri l\u2019accesso alle risorse possono essere distinte in due generi:\u00a0<em><strong>consumatorie<\/strong><\/em><em>\u00a0<\/em>e\u00a0<em><strong>strumentali<\/strong><\/em>.<br \/>\nLe prime riguardano gli individui che provano\u00a0<strong>senso di comunit\u00e0<\/strong>\u00a0e di appartenenza nei confronti dell\u2019ambiente in cui agiscono, per questo saranno\u00a0<strong>ben disposti nell\u2019aiutare gli altri membri della comunit\u00e0 e a rispettare le regole condivise<\/strong>.<br \/>\nLe seconde vedono gli individui affidarsi al\u00a0<strong>funzionamento della comunit\u00e0 come garanzia<\/strong>\u00a0del\u00a0<strong>fatto che saranno ripagati<\/strong>\u00a0del loro contributo, sia in termini di restituzione del servizio o della risorsa, sia in termini di acquisizione di uno status onorevole che riscuote approvazione dalla comunit\u00e0.<br \/>\nAlla base di questi meccanismi c\u2019\u00e8 la percezione di appartenenza ad una comunit\u00e0 sulla quale si struttura da un lato la <em>bounded solidarity<\/em> per cui l\u2019identificazione con il proprio gruppo spinge a contribuire al suo benessere favorendo l\u2019iniziativa reciproca, cortocircuitando il fenomeno del\u00a0<em>free riding<\/em>\u00a0(<a href=\"http:\/\/books.google.com\/books?id=a4Dl8tiX4b8C&amp;printsec=frontcover&amp;dq=Foundations+of+Social+Theory&amp;hl=it&amp;ei=CJuqToLeFIzesgbs8I31Dw&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=1&amp;ved=0CC0Q6AEwAA#v=onepage&amp;q&amp;f=false\" target=\"_blank\">Coleman 1990<\/a>, pp.273; <a href=\"http:\/\/courses.washington.edu\/ppm504\/Portes_EmbeddIimmg.pdf\" target=\"_blank\">Portes &amp; Sensenbrenner 1993<\/a>); dall\u2019altro una\u00a0<em>enforceable trust<\/em>\u00a0secondo cui l\u2019appartenenza comune ad una stessa comunit\u00e0 \u00e8 garanzia che il proprio contributo verr\u00e0 ripagato con un riconoscimento da parte della comunit\u00e0 e che il debito verr\u00e0 ripagato.<br \/>\nQuesti concetti possono aiutarci ad approfondire l\u2019analisi gi\u00e0 intrapresa (<a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP03_SocioEconomics_UniUrb.pdf\" target=\"_blank\">ULOOP, White Paper 03<\/a>, p.5) sull\u2019inserimento degli utenti di ULOOP nella\u00a0<em>catena del valore<\/em>, per cui\u00a0<strong>ogni utente in essa coinvolto deve trarre vantaggio dall\u2019uso di ULOOP in modo da essere motivato alla partecipazione<\/strong>\u00a0supportandone cos\u00ec il funzionamento.<br \/>\nIn particolare l\u2019analisi evidenzia diverse forme di incentivi alla partecipazione e cio\u00e8: vantaggi immediati forniti dalla partecipazione ad uno scenario; il coinvolgimento nella catena del valore per cui gli attori coinvolti devono beneficiare da ULOOP in modo da essere motivati ad attivare e supportare le caratteristiche di ULOOP; il \u201c<em>role swapping<\/em>\u201d<em>\u00a0<\/em>per cui gli eventuali svantaggi sofferti in una situazione verranno ricompensati da vantaggi ottenuti in altre situazioni; l\u2019acquisizione di una reputazione basata sul comportamento tenuto in ULOOP e la possibilit\u00e0 di monetarizzazione, ovvero l\u2019accumulazione di crediti spendibili nella catena del valore.<br \/>\n<em>Sostenibilit\u00e0 sociale come raggiungimento di una massa critica<\/em><br \/>\nUn altro modo di interrogarci sulla sostenibilit\u00e0 sociale di ULOOP nella nostra ricerca ha a che fare con il raggiungimento della massa critica, e cio\u00e8 il raggiungimento di un numero di utenti tale da permettere alla rete ULOOP di autoalimentarsi e di sostenersi.<br \/>\n&lt;&lt; La sostenibilit\u00e0 socio-economica di una rete ULOOP dipende dalla diffusione dei devices abilitati ULOOP che, a sua volta, dipende dalla capacit\u00e0 del modello di attirare le persone. Cos\u00ec,\u00a0<strong>l\u2019analisi di sostenibilit\u00e0 deve cominciare dalle caratteristiche chiave di ULOOP, che possono essere percepite come valore aggiunto dai giocatori coinvolti nel modello<\/strong>&gt;&gt; (<a href=\"http:\/\/siti.ulusofona.pt\/~uloop\/white-paper-on-uloop-socio-economics\" target=\"_blank\">White Paper on ULOOP Socio-Economics<\/a>).<br \/>\nLa diffusione dei device abilitati, al momento non \u00e8 quantificabile essendo ULOOP una tecnologia in fase di progettazione, ma viene ipotizzata analizzando i requisiti di penetrazione necessari al funzionamento del modello. Per ognuno dei casi d\u2019uso analizzati nel report sono stati individuati dei requisiti di penetrazione che ipotizzassero la quantit\u00e0 di minima, target (ottimale) e motivazionale (che stimoli la partecipazione e che invogli altri attori ad utilizzare ULOOP)\u00a0 di device raggiungibili da ogni nodo della rete, necessari al funzionamento del modello.<br \/>\nLa densit\u00e0 degli utenti che utilizzano ULOOP, dunque, influenza le sue possibilit\u00e0 di funzionamento e, di conseguenza, anche la sua qualit\u00e0. Il raggiungimento di una densit\u00e0 motivazionale, ad esempio, pu\u00f2 invogliare altri utenti ad attivarsi, aggiungendo cos\u00ec un nuovo nodo potenzialmente attivo alla rete. Inoltre, pi\u00f9 nodi potenzialmente attivi si aggiungono alla rete, pi\u00f9 il valore aggiunto percepito dagli utenti aumenta (si pensi a come cresce il valore di un social network con il crescere delle persone che lo utilizzano).<br \/>\nPossiamo cos\u00ec richiamare il concetto di\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Network_effect\" target=\"_blank\"><em>network effect<\/em><\/a><em>.<\/em><em>\u00a0<\/em>In particolare ci\u00f2 che ci interessa \u00e8 l\u2019accezione che ne d\u00e0 la legge di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge_di_metcalfe\" target=\"_blank\">Metcalfe<\/a> secondo cui il valore di una rete \u00e8 proporzionale al quadrato degli utenti della rete stessa. Il\u00a0<em>network effect<\/em>, per\u00f2, si sviluppa solo dopo che il numero di adesioni ha superato una certa soglia, detta massa critica.<br \/>\nIn questo senso un\u2019altra domanda di ricerca potrebbe essere:\u00a0<strong>quali tecnologie hanno raggiunto una massa critica<\/strong>?\u00a0<strong>Quali sono le caratteristiche che hanno in comune e hanno consentito loro di raggiungere una massa critica<\/strong>? E\u2019 possibile rintracciare queste caratteristiche anche in ULOOP?<br \/>\nUna delle tecnologie prese in considerazione \u00e8 la\u00a0<em>connessione ad internet da mobile<\/em>. Secondo l\u2019analisi di Nielsen Media (<em><a href=\"http:\/\/nl.nielsen.com\/site\/documents\/nielsenmobile.pdf\" target=\"_blank\">Critical Mass, The Worldwide state of the Mobile web<\/a><\/em>, Nielsen Mobile, 2008), l\u2019utilizzo di Internet da dispositivo mobile ha raggiunto una massa critica di utenti attraverso una confluenza di fattori che hanno portato ad un\u00a0\u00a0<strong>miglioramento dell\u2019esperienza di Internet<\/strong>\u00a0da parte degli utenti, fattori\u00a0 tra cui spiccano\u00a0 la\u00a0<strong>velocit\u00e0 delle reti<\/strong>\u00a0e la\u00a0<strong>disponibilit\u00e0 dei contenuti<\/strong>\u00a0.<br \/>\nUn altro confronto utile potrebbe rivelarsi quello con Apple iPhone. Lo stesso studio di Nielsen rivela che sebbene nell\u2019anno in cui \u00e8 stato svolto lo studio iPhone fosse ancora agli esordi, l\u201982% di possessori di iPhone lo utilizzavano per collegarsi ad Internet. Il rapporto degli utenti con iPhone ha\u00a0<strong>migliorato l\u2019esperienza degli utenti con i device mobili<\/strong>, creando\u00a0<strong>nuove aspettative di esperienza<\/strong>\u00a0nell\u2019uso di un device per collegarsi alla rete in merito alla sua usabilit\u00e0 e alla<strong>possibilit\u00e0 di condividere informazioni<\/strong>\u00a0<strong>geolocalizzate<\/strong>\u00a0e in\u00a0<strong>tempo reale<\/strong>.<br \/>\nMiglioramento dell\u2019esperienza nei confronti e grazie alla tecnologia, velocit\u00e0, mobilit\u00e0, disponibilit\u00e0 di contenuti e di informazioni sensibili al contesto. Caratteristiche queste che sono alla base del funzionamento dei dispositivi ULOOP: garantisce un trasferimento di dati veloce in quanto sfrutta tutte le risorse disponibili per la condivisione dei dati; consente, attraverso il bilanciamento del carico di traffico, di evitare eventuali sovraccarichi di rete e, dunque, rallentamenti; si adatta al contesto nel funzionamento in generale, nella reperibilit\u00e0 di servizi e nella raccolta e diffusione di informazioni.<br \/>\nQueste considerazioni fanno emergere un altro interrogativo per la nostra ricerca: perch\u00e9<strong>\u00a0<\/strong><strong>si dovrebbe usare una tecnologia come ULOOP dal momento che ne esistano gi\u00e0 di simili largamente usate?<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Quali sono le caratteristiche che potrebbero spingere gli utenti all\u2019utilizzo di ULOOP?<br \/>\nULOOP\u00a0<strong>si differenzia da tutte le altre tecnologie nella possibilit\u00e0 offerta agli utenti di sviluppare local loop wireless in maniera autonoma e semplice<\/strong>. Come introdotto nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.uloop.eu\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/ULOOP_WP01_OverallSpec_ULHT.pdf\" target=\"_blank\">White Paper 01<\/a>, la tecnologia di ULOOP sfrutta il recente successo di tecnologie come il Wi-Fi ponendosi come anello di passaggio nella diffusione della rete dal Wi-Fi all\u2019utente finale.\u00a0 La flessibilit\u00e0 del Wi-Fi sta dando nuove possibilit\u00e0 di connessione alla rete internet, soprattutto nello sviluppo di tecnologie che permettono all\u2019utente di diventare un nodo attivo nella catena di distribuzione della connettivit\u00e0 (vedi appunto FON).<br \/>\nAttraverso i device abilitati ULOOP gli utenti possono\u00a0<strong>creare delle reti collegandosi tra di loro, anche in maniera indipendente dalla rete Internet<\/strong>;\u00a0 oppure legate ad essa agendo come suo diretto\u00a0<strong>punto di espansione della portata<\/strong>. Questo consente da un lato una maggiore fluidit\u00e0 e semplicit\u00e0 nello scambio di dati e informazioni e dall\u2019altro un\u2019estensione della\u00a0 portata della rete ad un costo ridotto.<br \/>\nLa flessibilit\u00e0 e la libert\u00e0 offerte nella creazione di reti mettono in evidenza un altro tratto unico di ULOOP e cio\u00e8 la<strong>possibilit\u00e0 di sviluppare una architettura di rete \u201cFai-Da-Te\u201d<\/strong>, caratterizzata da una\u00a0<strong>infrastruttura altamente dinamica e adattabile al contesto d\u2019uso.<\/strong><br \/>\nAnalizzando a fondo le scene rappresentative dei casi d\u2019uso e confrontandole con tecnologie gi\u00e0 esistenti che offrono servizi simili potremmo comprendere meglio l\u2019unicit\u00e0 e l\u2019attrattivit\u00e0 di ULOOP dal punto di vista dell\u2019utente. Per fare questo ci concentreremo in particolare sul caso d\u2019uso ULOOP2 in quanto descrive effettivi comportamenti di utilizzo di ULOOP tra utenti che possono essere riscontrate anche in altre tecnologie.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.1\u00a0<em>Collaborative monitoring<\/em><\/span>:<br \/>\nattraverso ULOOP si pu\u00f2 sviluppare un controllo sull\u2019ambiente in tempo reale e collaborativo, in modo da fornire ad altri utenti informazioni il pi\u00f9 possibile dettagliate. Questa caratteristica pu\u00f2 essere confrontata con applicazioni iPhone, o pi\u00f9 in generale per smartphone, per il controllo del traffico in tempo reale come ad esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/itunes.apple.com\/it\/app\/wikango\/id308022362?mt=8\" target=\"_blank\">Wikango<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"http:\/\/it.waze.com\/\">Waze<\/a>.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.2\u00a0<em>Advertising di Prossimit\u00e0<\/em><\/span><em>:<\/em><em><span style=\"text-decoration: underline;\"><br \/>\n<\/span><em>\u00a0<\/em><\/em>e le sue potenzialit\u00e0 possono essere confrontate\u00a0 con i check-in di\u00a0<a href=\"https:\/\/foursquare.com\/\">foursquare<\/a>\u00a0oppure i\u00a0<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/blog.php?post=446183422130\">facebookdeals<\/a>.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.3\u00a0<em>Servizi turistici alla comunit\u00e0<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>prevede una condivisione di informazioni turistiche all\u2019interno della rete creata ad hoc da turisti che si trovano in una stessa zona o dagli abitanti locali per agevolare la presenza dei turisti nel territorio. Questo tipo di funzionalit\u00e0 pu\u00f2 essere paragonato con applicazioni per smartphone come ad esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/www.tripwolf.com\/it\/\">TripWolf\u00a0<\/a>che consente di avere informazioni contestualizzate in base alla propria localizzazione e permette di scaricarle per poterle consultare offline in modo da non consumare tropo traffico in roaming nel caso di un viaggio all\u2019estero;<br \/>\nGi\u00e0 a questo punto si pu\u00f2 delineare una prima fondamentale differenza:\u00a0<strong>tutti questi servizi sono offerti oggi attraverso delle applicazioni realizzate appositamente da diversi soggetti, che devono essere ricercate e installate sul proprio dispositivo, mentre su un dispositivo ULOOP sono delle funzionalit\u00e0 integrate nel modo di funzionamento della tecnologia stessa.<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.4\u00a0<em>Individuazione di attacchi alla rete attraverso la cooperazione<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>per comprendere come questi meccanismi sociali lavorano e come potrebbero funzionare su ULOOP si \u00e8 pensato di analizzare e confrontarli con i sistemi che si sviluppano negli ambienti peer-to-peer, come ad esempio Wikipedia, dove il gruppo punisce e isola quei soggetti che sfruttano il sistema senza contribuire o che addirittura lo danneggiano. Parte di questa analisi \u00e8 stata gi\u00e0 sviluppata attraverso l\u2019analisi della catena di valore e dei meccanismi di incentivo che emergono nei modelli di interazione tra i soggetti ULOOP.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.5\u00a0<em>Coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>questa Scenario rappresentativo racchiude in realt\u00e0 molte possibilit\u00e0 di utilizzo. A partire da attivit\u00e0 di gruppo di tipo lavorativo o di studio, fino ad attivit\u00e0 di social networking senza la necessit\u00e0 di una rete internet. L\u2019utilizzo pi\u00f9 interessante e stimolante \u00e8 per\u00f2 quello di poter creare un coordinamento di attivit\u00e0 di gruppo\u00a0<em>just-in-time<\/em>\u00a0che sia indipendente dall\u2019accesso alla rete, in particolare per analizzare questa caratteristica prenderemo in considerazione il caso delle manifestazioni in Egitto e il problema dell\u2019accesso alla rete negato dalle autorit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Scenario 2.6\u00a0<em>Condivisione di Device<\/em><\/span><em>:<\/em><em><br \/>\n<\/em>\u00a0Attraverso i dispositivi ULOOP sar\u00e0 pi\u00f9 semplice condividere dati e informazioni, ma anche periferiche. Penseremo alle difficolt\u00e0 che si riscontrano nel tentativo di una condivisione tra due pc connessi tramite wi-fi e vedremo in che modo i dispositivi ULOOP possono differenziarsi in questi utilizzi.<br \/>\n<em>Primi approcci teorici: alcuni chiarimenti<\/em><br \/>\nLa ricerca su ULOOP \u00e8 veramente complessa e sfaccettata, pertanto questi sono gli interrogativi iniziali che guideranno la nostra ricerca ma data la vastit\u00e0 degli argomenti toccati e delle possibilit\u00e0 offerte da questa nuova tecnologia sicuramente emergeranno nuovi interrogativi e nuove vie da esplorare.<br \/>\n\u00c8 necessario a questo punto fare una ulteriore considerazione. Lo sviluppo e l\u2019evoluzione e di una tecnologia possono essere ipotizzati e tracciati in base alle caratteristiche della tecnologia e alle ipotesi di utilizzo ma, come ci suggerisce l\u2019approccio del\u00a0<em><a href=\"http:\/\/citeseerx.ist.psu.edu\/viewdoc\/download?doi=10.1.1.115.1643&amp;rep=rep1&amp;type=pdf\">Social Shaping of Technologies<\/a><\/em><em>\u00a0<\/em>(Williams R., Edge D.\u00a0<em>The social shaping of technology,<\/em><em>\u00a0<\/em>in\u00a0<em>Research Policy\u00a0<\/em>vol. 25, 1996) \u00a0la natura delle tecnologie e la direzione del loro cambiamento non \u00e8 predeterminata in modo lineare, n\u00e9\u00a0 hanno necessariamente un \u201cimpatto\u201d determinato sulla vita sociale ed economica. L\u2019idea di fondo \u00a0\u00e8 che la creazione e l\u2019implementazione della tecnologia \u00e8 modellata da un ampio numero di fattori organizzativi, politici, economici e sociali.\u00a0<em>Il Social Shaping of Technologies<\/em><em>\u00a0<\/em>(SST) non \u00e8 un modello teorico unitario, ma un approccio emergente da diversi filoni di ricerca i quali condividono alcune idee di fondo, a partire dal concetto di tecnologia stesso. Secondo l\u2019approccio SST la tecnologia non \u00e8 una \u201cscatola nera inconoscibile\u201d n\u00e9 un \u201cequipaggiamento\u201d che viene progettato e creato in risposta ad una necessit\u00e0, collocato in un ambiente e poi spinto fino alla sua adozione da parte degli utenti.\u00a0<strong>La tecnologia, invece, incorpora modelli socio-economici che devono essere svelati e analizzati, sia nel contenuto sia nei suoi processi di evoluzione e innovazione.<\/strong><br \/>\nLa tecnologia \u00e8 vista come un &lt;&lt;<strong>fenomeno inclusivo<\/strong>&gt;&gt; (ibidem, p.868) il cui\u00a0<strong>processo di sviluppo procede grazie all\u2019interazione e alla tensione continua tra elementi tecnici e sociali<\/strong>. Per parlare di tecnologia e del suo sviluppo \u00e8 necessario, dunque, considerare tutte quelle istituzioni, assetti e organizzazioni all\u2019interno dei quali ha luogo l\u2019adozione, la configurazione e l\u2019utilizzo della tecnologia. In questo insieme di fattori devono essere incluse la conoscenza e l\u2019expertise che l\u2019hanno creata e che si incorporano in essa, e il processo di apprendimento e di esperienza che si sviluppa nell\u2019uso della tecnologia stessa.<br \/>\nQuesto approccio si concentra, inoltre, sul concetto di\u00a0<em>scelta<\/em>\u00a0che influenza tutti i passaggi nella creazione di una tecnologia dall\u2019ideazione, alla progettazione, alla commercializzazione all\u2019uso. Possiamo pensare alla tecnologia come un &lt;&lt;giardino di traiettorie che si biforcano&gt;&gt; (ibid. p857) e\u00a0<strong>ogni scelta compiuta da ogni attore sociale pu\u00f2 portare a diversi esiti e a diverse implicazioni per la societ\u00e0 e per i gruppi sociali che la usano nel suo processo di evoluzione<\/strong>. Questo apre a due questioni che riguardano la\u00a0<em>negoziabilit\u00e0<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>irreversibilit\u00e0<\/em>.<br \/>\n<strong>1<\/strong>. La\u00a0<strong>negoziabilit\u00e0 riguarda lo<\/strong>\u00a0<strong>scopo per cui alcuni gruppi sociali forzano la forma delle tecnologie per i loro fini<\/strong>\u00a0(si pensi alla nascita dell\u2019e-mail, in seguito alla trasformazione del modo d\u2019uso della tecnologia di connessione sviluppata da ARPANET).<br \/>\n<strong>2<\/strong>. L\u2019irreversibilit\u00e0 riguarda il\u00a0<strong>radicamento di certi usi che preclude la possibilit\u00e0 di sviluppi diversi o alternativi di quella tecnologia<\/strong>.<br \/>\nE\u2019 importante, inoltre, osservare il modo in cui la tecnologia si diffonde, obiettivo questo della \u201cTeoria della diffusione delle innovazioni\u201d (Si veda su questo il contributo di Leah A. Lievrouw,\u00a0<em>Progettazione e sviluppo dei new media: diffusione delle innovazioni e modellamento sociale della tecnologia <\/em>nell&#8217;edizione italiana del manuale <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8820333449\/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=fgonnextmed0d-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8820333449\" target=\"_blank\">Capire i New Media. Culture, comunicazione, innovazione tecnologica e istituzioni sociali<\/a>\u00a0e anche le <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/Davide\/lievrouw-progettazione-e-sviluppo-dei-new-media\" target=\"_blank\">slide<\/a> realizzate da <a href=\"http:\/\/www.tecnoetica.it\/davide-bennato\/\" target=\"_blank\">Davide Bennato<\/a> sul tema) sviluppata da Rogers e che<\/p>\n<blockquote><p>pone particolare attenzione alle relazioni comunicative e ai flussi di informazione che promuovono l\u2019adozione e l\u2019implementazione di una tecnologia<\/p><\/blockquote>\n<p>Secondo questa teoria, infatti le reti di relazioni e i significati condivisi modellano l\u2019azione sociale, inclusa l\u2019adozione della tecnologia ed \u00e8 importante tenerne conto soprattutto in quelle tecnologie che si sviluppano su modelli informatici di comunicazione.<br \/>\nDal momento che U-Loop \u00e8 una tecnologia altamente flessibile e che offre innovativi modi di interazione tra utenti e tra utenti e ambiente, sar\u00e0 necessario un livello di analisi che vada oltre l\u2019idea di \u201cprevisione dell\u2019impatto sociale\u201d e che, piuttosto, ponga attenzione ai modi in cui la tecnologia evolve sia in fase di progettazione sia in fase di adozione, non per anticipare ma per comprenderne al meglio gli sviluppi possibili e futuri.<br \/>\nQuanto detto fin qui raccoglie le prime domande e le prime considerazioni che orienteranno la nostra attivit\u00e0 di ricerca su ULOOP.<br \/>\nPer le risposte dovrete attendere necessariamente i post successivi \ud83d\ude42<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->Sulla sostenibilit\u00e0 sociale di una nuova tecnologia<!--:--><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,234],"tags":[230,231,232,233,166],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2207"}],"collection":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2207\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}