{"id":190,"date":"2006-04-05T20:15:00","date_gmt":"2006-04-05T18:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/wordpress\/?p=190"},"modified":"2006-04-05T20:15:00","modified_gmt":"2006-04-05T18:15:00","slug":"isie-second-day","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=190","title":{"rendered":"ISIE second day"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/files\/2006\/04\/IMAGE_00010.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/files\/2006\/04\/IMAGE_000101.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" \/><\/a><br \/>\nSeconda giornata parecchio interessante con finale a sorpresa di presentazione di tutti i poster in tre minuti nell\u2019ambito della cos\u00ec detta poster madness che adesso sappiamo a cosa fa riferimento. Dopo la solita sontuosa colazione nella Great Hall oggi il tutto \u00e8 iniziato alle 9:45. Dopo una breve introduzione di Richard Harper e Tom Rodden \u00e8 salito sul palco come previsto Donald Norman. Il vecchietto \u00e8 stato molto bravo nella esposizione ed ha raccontato in perfetto stile Norman tutta una serie di incidenti piccoli e grandi causati dal cattivo design degli oggetti. La tesi di fondo e che gli ambienti intelligenti non possono esistere perch\u00e9 non vi \u00e8 una condizione essenziale che Norman chiama Common Ground. Un gruppo di artefatti possono avere un common ground cos\u00ec come un gruppo di persone ma un gruppo misto manca di questa caratteristica fondamentale. Interessante una delle domande (posta da <a href=\"https:\/\/wiki.medien.ifi.lmu.de\/view\/Main\/LuciaTerrenghi\">Lucia Terrenghi<\/a> &#8211;  a smart girl) che ha messo in dubbio questa distinzione netta sottolineando come gli artefatti siano ormai da tempo immemorabile parte del Common Ground umano di cui Norman parla. Ho visto in guru vacillare un po\u2019 anche se poi ha spiegato che lui parla di artefatti intelligenti e non sono di artefatti.<\/p>\n<p>Lo speech di Don Norman (un tipo tranquillissimo che si \u00e8 fermato tutto il giorno rispondendo alle domande di chiunque) \u00e8 stato seguito da una sessione denominata Concepts in human computer interaction. Molto teorico ma degno di nota l\u2019ultimo dei tre interventi svolto da Alex Taylor di Microsoft Research che ha era teso ad evidenziare l\u2019importanza del contesto per l\u2019idea di intelligenza. Quello che \u00e8 pi\u00f9 interessante \u00e8 il modo in cui questo ricercatore ha dimostrato la sua tesi ovvero mostrando una serie di filmati tratti da una ricerca di sfondo di stampo molto etnografico che \u00e8 consistita nell\u2019installare telecamere multiple in alcune auto-vetture per riprendere cosa accade durante gli spostamenti della vita quotidiana. Molto ben fatto e soprattutto molto visual sociology.<\/p>\n<p>Del secondo panel sulle smart homes, denominato Technological and social infrastructure for the home segnalo l\u2019ultimo intervento sempre di un gruppo di ricercatori di Microsoft Research che hanno condotto anche essi una estesa ricerca etnografica per studiare i comportamenti all\u2019interno di un nucleo famigliare con specifico riferimento alla comunicazione e al posizionamento degli oggetti. Ne sono venuti fuori due prototipi. Il primo \u00e8 una specie di schermo con supporto della scrittura (dotato di connessione GSM) al quale \u00e8 possibile inviare messaggi SMS e sul quale \u00e8 possibile scrivere con la penna sia note che risposte ai messaggi. Il prototipo, a differenza della maggioranza di roba che si vede qui, \u00e8 stato effettivamente sperimentato nella vita di un certo numero di famiglie. Molto interessante la possibilit\u00e0 di svolgere analisi di queste comunicazioni per comprendere meglio le dinamiche di comunicazione e costruzione dell\u2019identit\u00e0 in un ambito familiare. Il secondo prototipo mostrato riguardava una sorta di bowl (una grossa scodella porta oggetti) dove era possibile posizionare tutta una serie di device tecnologici (come si fa di norma con una serie di oggetti casuali). La scodella mostrata \u00e8 in grado di catturare i file (foto ed immagini) presenti in questi device (cellulari, macchine fotografiche, etc.) e mostrarli sulla scodella stessa (nella parte interna). Le foto possono inoltre essere manipolate come se se la superficie della scodella fosse un touch screen. Fra le poche cose  viste che possono far affermare wow dal punto di vista tecnologico.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 stata la poster madness dove il valoroso Luca ha difeso il nostro poster nel migliore dei modi possibili considerando il tempo a disposizione (3 minuti), l\u2019audience non proprio avvezza a sentire parlare di ambiente dei sistemi sociali (e neanche di sistemi sociali) ed non ultimo il fatto di aver saputo 10 minuti prima le regole della cosa. Ho girato <a href=\"http:\/\/ia310334.eu.archive.org\/3\/items\/IE_Symposium_06\/IE_Symposium.mov\">un piccolo video dell\u2019evento<\/a>. L\u2019audio \u00e8 penoso ed il video anche ma ve pubblico lo stesso per dimostrare che Luca si \u00e8 guadagnato la pagnotta.<\/p>\n<p>Ultimo speech della giornata \u00e8 stato il giapponese Ryohei Nakatsu che ha parlato del ruolo dei robot in un ambiente intelligente. Lui \u00e8 sembrato un po\u2019 suonato ma l\u2019intervento \u00e8 stato a tratti esilarante (vedere robottini che fanno il tai-chi non \u00e8 cosa da tutti i giorni).<\/p>\n<p>UPDATE: Il <a href=\"http:\/\/ia310334.eu.archive.org\/3\/items\/IE_Symposium_06\/IE_Symposium.mov\">filmato di Luca <\/a>che presenta il nostro poster \u00e8 adesso online a quattro metri da Donald Norman.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda giornata parecchio interessante con finale a sorpresa di presentazione di tutti i poster in tre minuti nell\u2019ambito della cos\u00ec detta poster madness che adesso sappiamo a cosa fa riferimento. Dopo la solita sontuosa colazione nella Great Hall oggi il tutto \u00e8 iniziato alle 9:45. 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