{"id":189,"date":"2006-04-05T08:07:00","date_gmt":"2006-04-05T06:07:00","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/wordpress\/?p=189"},"modified":"2006-04-05T08:07:00","modified_gmt":"2006-04-05T06:07:00","slug":"play-create-learn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=189","title":{"rendered":"Play Create, Learn"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/files\/2006\/04\/IMAGE_00006.0.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/files\/2006\/04\/IMAGE_00006.01.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" \/><\/a><br \/>\nCome i lettori pi\u00f9 attenti di questo blog sapranno questa settimana io e <a href=\"http:\/\/rlredline.blogspot.com\/\">Luca Rossi<\/a> siamo a Cambridge UK per assistere e partecipare all&#8217;<a href=\"http:\/\/research.microsoft.com\/ero\/iep\/isie06.aspx\">International Symposium on Intelligent Environments<\/a> organizzato dal laboratorio di ricerca europeo di Microsoft. Il convegno inizia oggi ma ieri abbiamo assistito ad un evento chiamato Play For Learn decisamente interessante. Prima di entrare nei dettagli del contenuto di questa giornata racconto due cose su dove siamo e sull&#8217;organizzazione. La nostra ospitalit\u00e0 \u00e8 stata organizzata presso l&#8217;Homerton College di Cambridge. Se riuscite ad immaginarvi il tipico college inglese (di quelli visti in Harry Potter piuttosto che nell&#8217;Attimo Fuggente) dovreste avere un&#8217;idea piuttosto precisa del tipo di luogo di cui sto parlando. Per gli altri ho girato un <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=h6Ssp7Ilus8\">breve filmato<\/a>. La mattina facciamo colazione presso la cos\u00ec detta Great Hall che non pu\u00f2 essere descritta adeguatamente a parole (<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KY--sCdl5Ec\">vedi filmato<\/a>). Durante la giornata di ieri ci siamo trasferiti dall&#8217;Homerton College alla sede di Microsoft Research. Una serie di edifici di cui il principale si chiama William Gates Building. Suppongo che pi\u00f9 o meno tutto in questa zona di Cambridge sia stato finanziato di zio Bill. Nell&#8217;atrio dell&#8217;edificio dove si \u00e8 svolto il seminario ci sono dei quadri, diversi schermi al plasma, una reception ed un choisco dimostrativo di xbox 360 :-). Ovviamente accesso alla rete sicuro, badge, etc. L&#8217;orgaizzazione \u00e8 stata francamente impeccabile. Credo che Marco Combetto e tutto lo staff di Microsoft Research stia facendo un ottimo e non facile lavoro.<br \/>\nVenendo al contenuto c&#8217;\u00e8 da dire che raramente ho sentito nominare le parole sociologi e sociologia con tanta frequenza come oggi. La conferenza alla quale abbiamo assistito ieri era l&#8217;evento finale del programma omonimo durante il quale venivano presentati dai rispettivi gruppi di ricerca i principali risultati raggiunti dopo circa un anno di lavoro. Ogni gruppo aveva a disposizione un totale di 45 minuti comprensivi di dibattito. Durante il dibattito il progetto veniva realmente dissezionato ed analizzato nei minimi dettagli, venivano suggeriti miglioramenti possibili o prospettive di sviluppo per il futuro.<br \/>\nIl primo intervento cui abbiamo assistito ha riguardato un progetto denominato Messaging@Home. Ovvero un dispositivo basato su touch screen che possa supportare la comunicazione domestica sostitutendo o affiancando i metodo di comunicazione tradizionali come le scritte sul frigo o i post it lasciati per la casa. L&#8217;innovazione principale consisteva nella possibilit\u00e0 di inviare testi, immagini e brevi filmati a questa specie di lavagna attraverso i telefoni cellulari (via bluetooth, sms, mms). Interessante la parte di ricerca prettamente di stampo etnografico che ha preceduto la progettazione e lo sviluppo del sistema. Il prototipo dimostrato non \u00e8 sembrato sulla di particolarmente avveniristico. Da non sottovalutare tuttavia la possibilit\u00e0 implicite nello strumento di visualizzare e registrare questo tipo di comunicazione domestiche rendendo possibile una successiva analisi del contenuto e della tipologia dei messaggi scambiati (ovvero una sorta di semantica del sistema sociale famiglia).<br \/>\nIl secondo intervento ha riguardato un progetto a met\u00e0 fra la performance artistica e la ricerca sulle tecnologie. Il tutto \u00e8 ben descritto nel sito del progetto e dunque mi limito a dire che i ricercatori del progetto ed alcuni collaboratori hanno girato per le strade di Cambridge con un chiosco e 4 postazioni portatili chiedendo alle persone incontrare di inserire nel database uno dei loro rimpianti. In cambio il sistema offre la possibilit\u00e0 di visualizzare e stampare i 5 rimpianti che pi\u00f9 si avvicinano a quello immesso. Idea originale e carina. L&#8217;uso di tags invece di categorie descrittive rigide avrebbe consentito una possibilit\u00e0 di visualizzazione della tag clouds navigabile dei rimpianti. Come \u00e8 stato fatto notare in una domanda mentre all&#8217;atto dell&#8217;inserimento del rimpianto viene chiesta l&#8217;intensit\u00e0 dello stesso questa informazione non viene restituita in fase di output. Sarebbe stato forse utile vedere caratterizzato con un certo colore l&#8217;intensit\u00e0 del rimpianto. Ovviamente potrebbe essere anche interessante analizzare questi messaggi e rendere possibile l&#8217;invio di messaggi via sms.<br \/>\nIl terzo progetto \u00e8 stato particolarmente interessante e riguardava lo sviluppo di un videogame specifico per l&#8217;utilizzo da parte dei bambini sui sedili posteriori dell&#8217;auto durante lunghi viaggi. Anche questo progetto \u00e8 molto ben descritto dal <a href=\"http:\/\/www.tii.se\/mobility\/Backseat\/backseatgames.htm\">sito web<\/a> e non mi dilungo dunque ulteriormente. Dal punto di vista dell&#8217;originalit\u00e0 dell&#8217;idea e della complessit\u00e0 di quanto visto funzionare si tratta decisamente di uno dei progetti che ha raggiunto i risultati pi\u00f9 interessanti e che non mi sorprenderei di vedere un giorno in commercio.<br \/>\nAnche il quarto progetto presentato \u00e8 stato particolarmente interessante. Il titolo era Affective Diary e riguardava lo sviluppo di un software che consenta di visualizzare la propria storia personale basata sulle registrazioni di un certo numero di device che portiamo con noi. In particolare alcuni di questi sensori erano realizzati ah hoc e misuravano tutta una serie di parametri corporei (il sudore, la temperatura esterna, etc.). Sulla base di questi parametri viene generata un&#8217;icona pi\u00f9 o meno in piedi, pi\u00f9 o meno rossa a seconda di questi parametri. Su questa timeline vengono inoltre mostrati gli sms ricevuti ed inviati ed eventualmente la presenza di device bluetooth nei dintorni. Il risultato \u00e8 stato estremamente interessante ed esteticamente molto ben fatto. L&#8217;idea \u00e8 che poi ciascun utente possa visualizzare e modificare queste immagini in modo da riflettere sui momenti di stress e di calma nella propria vita quotidiana. Da non sottovalutare inoltre la possibilit\u00e0 di condividere questi tracciati con altri (pensate ad una coppia che analizza la propria relazione sulla base di questi parametri &#8220;E certo che ti ho risposto male&#8230; guarda come ero rossa qui!&#8221;). Molto interessante.<br \/>\nIl quinto progetto, denominato e-coology riguarda un ambiente di augmented reality studiato appositamente per l&#8217;apprendimento dei principi dell&#8217;ecologia da parte dei bambini. La realizzazione tecnica \u00e8 interessante (molto ben fatta tutta la parte di animazione dei modelli 3d) ma nel complesso il progetto non mi ha convinto molto. Necessit\u00e0 di apparecchiature costose e non mi sembra cos\u00ec immediata la possibilit\u00e0 di passare da un corso ad un altro senza andare in contro ad un lungo periodo di sviluppo.<br \/>\nIl sesto ed ultimo progetto \u00e8 stato presentato da un gruppo italiano del politecnico di Milano. L&#8217;idea di base \u00e8 quella di realizzare un dispositivo di navigazione in vasti repertori musicali con performance migliori rispetto a quelle degli attuali sistemi presenti nei diversi lettori MP3 in commercio. La metafora utilizzata \u00e8 quella della manopola della radio. In pratica tutte le canzoni vengono mappate automaticamente sulla base di una serie di parametri calcolabili quantitativamente (come il tonal strenght o il tick) su uno spazio bidimensionale. L&#8217;utente con una trackball pu\u00f2 esplorare questo spazio alla ricerca della canzone che preferisce ascoltare in quel momento. I ricercatori hanno anche svolto alcuni test comparativi a riguardo. I risultati, per quanto presentati come positivi, non credo siano stati eccezionali. Per\u00f2 anche questa idea \u00e8 piuttosto smart.<br \/>\nMolto utile anche il summary finale realizzato dagli organizzatori. In particolare in una slide sono stati messi in evidenza i tratti comuni di questi progetti che sono:<br \/>\n1) Augmented\/Mixed Reality<br \/>\n2) Self reflection, story telling, emotion, memory<br \/>\n3) Social oriented applications<br \/>\n4) Enabling people to communicate<br \/>\n5) Mobile Life support<br \/>\nTutto estremamente interessante. Alla fine un piccolo rinfresco a base di vino o capirgna. Poi ieri sera buffet in un sala splendida dell&#8217;Homerton con pianista e camerieri in livrea. A un certo punto vedo un vecchietto&#8230; leggo il badge&#8230; Don Norman&#8230; E fra un p\u00f2 si ricomincia proprio da lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come i lettori pi\u00f9 attenti di questo blog sapranno questa settimana io e Luca Rossi siamo a Cambridge UK per assistere e partecipare all&#8217;International Symposium on Intelligent Environments organizzato dal laboratorio di ricerca europeo di Microsoft. Il convegno inizia oggi ma ieri abbiamo assistito ad un evento chiamato Play For Learn decisamente interessante. 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