{"id":1715,"date":"2011-01-28T16:03:28","date_gmt":"2011-01-28T15:03:28","guid":{"rendered":"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/?p=1715"},"modified":"2011-01-28T16:03:28","modified_gmt":"2011-01-28T15:03:28","slug":"e-una-rivolta-no-sire-e-una-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=1715","title":{"rendered":"\u00ab\u00c8 una rivolta?\u00bb \u00abNo, Sire, \u00e8 una rivoluzione\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Gli studi condotti nell&#8217;ambito del <a href=\"http:\/\/www.pewinternet.org\/\" target=\"_blank\">Pew Research Center\u2019s Internet &amp; American Life Project<\/a> sono comunemente considerati il punto di riferimento per comprendere l&#8217;impatto di internet su svariati aspetti della vita dei cittadini americani.<br \/>\nDi recente, con un notevole tempismo sull&#8217;attualit\u00e0 dei fatti che avvengono in Tunisia, Albania, Yemen ed Egitto, Pew ha pubblicato il <a href=\"http:\/\/pewinternet.org\/Reports\/2011\/The-Social-Side-of-the-Internet.aspx\" target=\"_blank\">report<\/a> relativo ad uno studio dedicato a comprendere come la rete abbia cambiato gruppi e organizzazioni di volontariato influenzandone la capacit\u00e0 di agire con efficacia sulla vita delle comunit\u00e0 nella quali operano. Il report conferma il rapporto fra uso di internet ed appartenenza a gruppi ed organizzazioni di volontariato. Mentre fra i non internet users la quota di cittadini attivi si attesta al 56%, fra gli utenti Internet questa percentuale sale all&#8217;80% raggiungendo l&#8217;82% fra gli utenti di siti di social network e l&#8217;85% fra gli utenti di Twitter. Inoltre l&#8217;apporto di Internet alla vita di questi gruppi \u00e8 largamente riconosciuto tanto dagli americani connessi alla rete (il 75% ritiene che internet abbia avuto un impatto\u00a0significativo) quanto dalla media nazionale che comprende anche i cittadini offline (68%).<br \/>\nA partire da questi dati credo valga la pena porsi la stessa domanda in relazione alle proteste cui stiamo assistendo in questi giorni. Qual&#8217;\u00e8, se c&#8217;\u00e8, l&#8217;apporto di internet a queste forme di azione collettiva? La rivoluzione in Tunisia avrebbe lo stesso raggiunto i suoi scopi se non ci fossero stati internet ed i social network? Che ruolo giocher\u00e0 in Egitto?<br \/>\nForse una prima risposta, come fa notare Ethan Zuckerman in questo <a href=\"http:\/\/www.foreignpolicy.com\/articles\/2011\/01\/14\/the_first_twitter_revolution?page=full\" target=\"_blank\">interessante articolo<\/a>, sta proprio nei tentativi di censura operati dai governi di questi Paesi. \u00a0\u00c8 di oggi la notizia che le autorit\u00e0 egiziane hanno bloccato l&#8217;intera rete internet nazionale e molte delle reti cellulari. Sappiamo di pi\u00f9 su questo in relazione alla Tunisia, una delle nazioni africane con il pi\u00f9 alto tasso di accesso alla rete, dove i tentativi di censura sono noti da mesi e documentati ampiamente (si veda ad esempio questo pezzo pubblicato su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.readwriteweb.com\/archives\/revolution_20_rebooting_tunisia.php\" target=\"_blank\">ReadWriteWeb<\/a>). Questi tentativi, talvolta estremamente raffinati come nel caso del sistema messo in piedi per rubare le chiavi di accesso a Facebook, GMail e Live.com, mostrano quanto le autorit\u00e0 di questi Paesi riconoscano un ruolo a internet. Nello specifico questo ruolo appare duplice: da una parte si tratta di un mezzo di coordinamento delle forme di protesta (in sinergia con i telefoni cellulari), dall&#8217;altro di informazione nei confronti dell&#8217;opinione pubblica e mondo del giornalismo che si trova oltre confine.<br \/>\nLa maggior parte dei commentatori sembrano concordare sull&#8217;efficacia di internet circa quest&#8217;ultimo aspetto &#8211; anche se nel caso della Tunisia\u00a0i tempi di rimbalzo sui media stranieri non sono stati affatto brevi &#8211; mentre maggiori perplessit\u00e0, forse anche dovute alla carenza di dati,\u00a0solleva il ruolo svolto da internet come strumento per il coordinamento di queste azioni di protesta collettive.<br \/>\nSe appare dunque impossibile dimostrare un rapporto di causa\/effetto fra internet e proteste su larga scala, \u00e8 tuttavia altrettanto difficile negare che &#8211; da alcuni anni a questa parte &#8211; non c&#8217;\u00e8 tentativo di rivoluzione che non sia stato accompagnato da un significativo tasso di conversazione sulla rete e nello specifico su siti di social network come Facebook e Twitter.<br \/>\nServir\u00e0 tempo e ricerca per rispondere adeguatamente a queste domande.<br \/>\nTempo e ricerca che servirebbero anche a comprendere meglio quanto sta avvenendo e potrebbe avvenire, a questo proposito, in Italia. In questo senso alcuni elementi interessanti sono forniti da questa indagine realizzata da <a href=\"http:\/\/www.demos.it\/\" target=\"_blank\">Demos &amp; Pi<\/a>. Ulteriori spunti di riflessione a\u00a0riguardo\u00a0emergeranno dai risultati di uno studio che abbiamo condotto sul consumo di news nel nostro Paese e che sar\u00e0 presentato nel corso di una <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/event.php?eid=148881625167109\" target=\"_blank\">conferenza stampa<\/a> il 10 Febbraio a Roma.<br \/>\n<em>Credits<\/em>: Foto b<span id=\"yui_3_3_0_1_1296227368094846\">y\u00a0<a id=\"yui_3_3_0_1_1296227368094851\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/collina\/\">Collin David Anderson<\/a><\/span><!--:--><!--:en--><\/p>\n<\/p>\n<p><!--:--><!--:zh--><\/p>\n<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->Le recenti proteste esplose in Tunisia ed Egitto riportano d&#8217;attualit\u00e0 il ruolo svolto da Internet come mezzo di organizzazione e informazione<!--:--><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,186,173,38,15],"tags":[183,184,185,49,187],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1715"}],"collection":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1715"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1715\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1715"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1715"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1715"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}