{"id":1246,"date":"2009-05-26T09:00:16","date_gmt":"2009-05-26T07:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/larica.uniurb.it\/nextmedia\/?p=1246"},"modified":"2009-05-26T09:00:16","modified_gmt":"2009-05-26T07:00:16","slug":"realta-digitali-9-vademecum-per-i-politici-che-usano-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=1246","title":{"rendered":"Realt\u00e0 digitali #9: Vademecum per i politici che usano internet"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Nel corso degli ultimi mesi si \u00e8 largamente diffusa in Italia la convinzione che internet sia un mezzo di cui tenere conto per chi si occupa di politica.<br \/>\nIl fatto che questa consapevolezza si sia estesa \u00e8 senz&#8217;altro positivo ma \u00e8 altrettanto opportuno che chi desideri usare la rete per promuovere le proprie idee, lo faccia con cognizione o abbia l&#8217;umilt\u00e0 di seguire i consigli di chi \u00e8 pi\u00f9 esperto di lui in questo territorio nuovo. Senza questa consapevolezza anche il miglior politico rischia, infatti, di promuovere goffe iniziative destinate nel migliore dei casi all&#8217;oblio post-elettorale. Il fiuto in rete non basta. Bisogna avere un&#8217;esperienza diretta per capirne le logiche.<br \/>\nLa prima cosa da tenere presente \u00e8 che il successo di un&#8217;iniziativa in rete non si misura solo in termini di visite ma anche e soprattutto in termini di partecipazione. Le metriche cui siamo stati abituati, dalla tiratura dei giornali all&#8217;auditel, sono figlie di un tempo in cui questa partecipazione non era misurabile. Basta dare una rapida occhiata alle statistiche che Facebook mette a disposizione per le sue Pages (se vi siete fatti invece un profilo impersonale per il partito su Facebook avete sbagliato tutto) per comprendere il salto cui siamo di fronte. Oltre alle prevedibili statistiche demografiche sui supporter, Facebook offre, infatti, anche un indice di qualit\u00e0 settimanale basato sul livello di interazione fatto registrare dai visitatori.<br \/>\nStimolare la partecipazione richiede tempo e cura. Spendere molto denaro per promuovere la propria iniziativa senza dedicare altrettante se non maggiori risorse ai contenuti e alla comunit\u00e0 \u00e8 una strategia suicida.<br \/>\nNelle iniziative di rete trasparenza e apertura sono essenziali. Guardate il sito <a href=\"http:\/\/recovery.org\/\" target=\"_blank\">Recovery.gov<\/a> o il nuovo progetto <a href=\"http:\/\/www.data.gov\/\" target=\"_blank\">Data.gov<\/a> varato di recente dal governo americano nell&#8217;ambito del piano Open Government. Il primo sito fa il rendiconto di quanto e come sia stato speso il denaro del piano di stimolo dell&#8217;economia varato dal governo americano per fronteggiare la crisi. Il secondo rende disponibile in formato standard e facilmente riutilizzabile i dati di molte agenzie federali.<br \/>\n&#8220;Don&#8217;t be evil&#8221;, come dice il motto aziendale di Google. Se la vostra iniziativa \u00e8 basata su un presupposto non etico \u00e8 meglio che lasciate perdere la rete. Alla fine qualcuno sfrutter\u00e0 questo canale che voi stessi avete aperto per rinfacciarvelo. Potrete zittire il contestatore negli spazi che controllate, ma nulla potr\u00e0 impedirgli di scrivere ci\u00f2 che pensa altrove.<br \/>\nLa libera iniziativa dei cittadini in rete far\u00e0 comunque il suo corso che voi lo vogliate o no. Se lascerete che questo avvenga in qualche remoto angolo della rete e magari senza che voi ne siate consapevoli, commetterete un errore potenzialmente fatale. \u00c9 proprio intervenendo in questi spazi che potrete dimostrare di essere in ascolto e pronti ad accettare la sfida del dialogo.<br \/>\n[potete leggere questo articolo anche a pag. 16 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 26 Maggio. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 9 Giugno]<br \/>\n[Photo originally uploaded on <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/whitehouse\/archives\/date-posted\/2009\/05\/15\/\">May 15, 2009<\/a> by <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/whitehouse\/\"><strong>The Official White House Photostream<\/strong><\/a>]<!--:--><!--:en--><\/p>\n<p>Nel corso degli ultimi mesi si \u00e8 largamente diffusa in Italia la convinzione che internet sia un mezzo di cui tenere conto per chi si occupa di politica.<\/p>\n<p>Il fatto che questa consapevolezza si sia estesa \u00e8 senz&#8217;altro positivo ma \u00e8 altrettanto opportuno che chi desideri usare la rete per promuovere le proprie idee, lo faccia con cognizione o abbia l&#8217;umilt\u00e0 di seguire i consigli di chi \u00e8 pi\u00f9 esperto di lui in questo territorio nuovo. Senza questa consapevolezza anche il miglior politico rischia, infatti, di promuovere goffe iniziative destinate nel migliore dei casi all&#8217;oblio post-elettorale. Il fiuto in rete non basta. Bisogna avere un&#8217;esperienza diretta per capirne le logiche.<\/p>\n<p>La prima cosa da tenere presente \u00e8 che il successo di un&#8217;iniziativa in rete non si misura solo in termini di visite ma anche e soprattutto in termini di partecipazione. Le metriche cui siamo stati abituati, dalla tiratura dei giornali all&#8217;auditel, sono figlie di un tempo in cui questa partecipazione non era misurabile. Basta dare una rapida occhiata alle statistiche che Facebook mette a disposizione per le sue Pages (se vi siete fatti invece un profilo impersonale per il partito su Facebook avete sbagliato tutto) per comprendere il salto cui siamo di fronte. Oltre alle prevedibili statistiche demografiche sui supporter, Facebook offre, infatti, anche un indice di qualit\u00e0 settimanale basato sul livello di interazione fatto registrare dai visitatori.<\/p>\n<p>Stimolare la partecipazione richiede tempo e cura. Spendere molto denaro per promuovere la propria iniziativa senza dedicare altrettante se non maggiori risorse ai contenuti e alla comunit\u00e0 \u00e8 una strategia suicida.<\/p>\n<p>Nelle iniziative di rete trasparenza e apertura sono essenziali. Guardate il sito <a href=\"http:\/\/recovery.org\/\" target=\"_blank\">Recovery.gov<\/a> o il nuovo progetto <a href=\"http:\/\/www.data.gov\/\" target=\"_blank\">Data.gov<\/a> varato di recente dal governo americano nell&#8217;ambito del piano Open Government. Il primo sito fa il rendiconto di quanto e come sia stato speso il denaro del piano di stimolo dell&#8217;economia varato dal governo americano per fronteggiare la crisi. Il secondo rende disponibile in formato standard e facilmente riutilizzabile i dati di molte agenzie federali.<\/p>\n<p>&#8220;Don&#8217;t be evil&#8221;, come dice il motto aziendale di Google. Se la vostra iniziativa \u00e8 basata su un presupposto non etico \u00e8 meglio che lasciate perdere la rete. Alla fine qualcuno sfrutter\u00e0 questo canale che voi stessi avete aperto per rinfacciarvelo. Potrete zittire il contestatore negli spazi che controllate, ma nulla potr\u00e0 impedirgli di scrivere ci\u00f2 che pensa altrove.<\/p>\n<p>La libera iniziativa dei cittadini in rete far\u00e0 comunque il suo corso che voi lo vogliate o no. Se lascerete che questo avvenga in qualche remoto angolo della rete e magari senza che voi ne siate consapevoli, commetterete un errore potenzialmente fatale. \u00c9 proprio intervenendo in questi spazi che potrete dimostrare di essere in ascolto e pronti ad accettare la sfida del dialogo.<\/p>\n<p>[potete leggere questo articolo anche a pag. 16 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 26 Maggio. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 9 Giugno]<\/p>\n<p>[Photo originally uploaded on <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/whitehouse\/archives\/date-posted\/2009\/05\/15\/\">May 15, 2009<\/a> by <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/whitehouse\/\"><strong>The Official White House Photostream<\/strong><\/a>]<\/p>\n<p><!--:--><!--:zh--><\/p>\n<p>Nel corso degli ultimi mesi si \u00e8 largamente diffusa in Italia la convinzione che internet sia un mezzo di cui tenere conto per chi si occupa di politica.<\/p>\n<p>Il fatto che questa consapevolezza si sia estesa \u00e8 senz&#8217;altro positivo ma \u00e8 altrettanto opportuno che chi desideri usare la rete per promuovere le proprie idee, lo faccia con cognizione o abbia l&#8217;umilt\u00e0 di seguire i consigli di chi \u00e8 pi\u00f9 esperto di lui in questo territorio nuovo. Senza questa consapevolezza anche il miglior politico rischia, infatti, di promuovere goffe iniziative destinate nel migliore dei casi all&#8217;oblio post-elettorale. Il fiuto in rete non basta. Bisogna avere un&#8217;esperienza diretta per capirne le logiche.<\/p>\n<p>La prima cosa da tenere presente \u00e8 che il successo di un&#8217;iniziativa in rete non si misura solo in termini di visite ma anche e soprattutto in termini di partecipazione. Le metriche cui siamo stati abituati, dalla tiratura dei giornali all&#8217;auditel, sono figlie di un tempo in cui questa partecipazione non era misurabile. Basta dare una rapida occhiata alle statistiche che Facebook mette a disposizione per le sue Pages (se vi siete fatti invece un profilo impersonale per il partito su Facebook avete sbagliato tutto) per comprendere il salto cui siamo di fronte. Oltre alle prevedibili statistiche demografiche sui supporter, Facebook offre, infatti, anche un indice di qualit\u00e0 settimanale basato sul livello di interazione fatto registrare dai visitatori.<\/p>\n<p>Stimolare la partecipazione richiede tempo e cura. Spendere molto denaro per promuovere la propria iniziativa senza dedicare altrettante se non maggiori risorse ai contenuti e alla comunit\u00e0 \u00e8 una strategia suicida.<\/p>\n<p>Nelle iniziative di rete trasparenza e apertura sono essenziali. Guardate il sito <a href=\"http:\/\/recovery.org\/\" target=\"_blank\">Recovery.gov<\/a> o il nuovo progetto <a href=\"http:\/\/www.data.gov\/\" target=\"_blank\">Data.gov<\/a> varato di recente dal governo americano nell&#8217;ambito del piano Open Government. Il primo sito fa il rendiconto di quanto e come sia stato speso il denaro del piano di stimolo dell&#8217;economia varato dal governo americano per fronteggiare la crisi. Il secondo rende disponibile in formato standard e facilmente riutilizzabile i dati di molte agenzie federali.<\/p>\n<p>&#8220;Don&#8217;t be evil&#8221;, come dice il motto aziendale di Google. Se la vostra iniziativa \u00e8 basata su un presupposto non etico \u00e8 meglio che lasciate perdere la rete. Alla fine qualcuno sfrutter\u00e0 questo canale che voi stessi avete aperto per rinfacciarvelo. Potrete zittire il contestatore negli spazi che controllate, ma nulla potr\u00e0 impedirgli di scrivere ci\u00f2 che pensa altrove.<\/p>\n<p>La libera iniziativa dei cittadini in rete far\u00e0 comunque il suo corso che voi lo vogliate o no. Se lascerete che questo avvenga in qualche remoto angolo della rete e magari senza che voi ne siate consapevoli, commetterete un errore potenzialmente fatale. \u00c9 proprio intervenendo in questi spazi che potrete dimostrare di essere in ascolto e pronti ad accettare la sfida del dialogo.<\/p>\n<p>[potete leggere questo articolo anche a pag. 16 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 26 Maggio. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 9 Giugno]<\/p>\n<p>[Photo originally uploaded on <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/whitehouse\/archives\/date-posted\/2009\/05\/15\/\">May 15, 2009<\/a> by <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/whitehouse\/\"><strong>The Official White House Photostream<\/strong><\/a>]<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->Nelle prime elezioni del dopo Obama e del dopo boom di Facebook in Italia anche la politica italiana saggia le potenzialit\u00e0 del web. <!--:--><!--:en-->Nelle prime elezioni del dopo Obama e del dopo boom di Facebook in Italia anche la politica italiana saggia le potenzialit\u00e0 del web. <!--:--><!--:zh-->Nelle prime elezioni del dopo Obama e del dopo boom di Facebook in Italia anche la politica italiana saggia le potenzialit\u00e0 del web. <!--:--><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38,115],"tags":[3,95,132,118],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1246"}],"collection":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1246\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}