{"id":1197,"date":"2009-03-31T08:35:19","date_gmt":"2009-03-31T06:35:19","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/?p=1197"},"modified":"2009-03-31T08:35:19","modified_gmt":"2009-03-31T06:35:19","slug":"realta-digitali-5-cultura-della-partecipazione-da-obama-alle-comunita-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=1197","title":{"rendered":"Realt\u00e0 digitali #5: Cultura della partecipazione da Obama alle comunit\u00e0 locali"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Fra pochi mesi l&#8217;Universit\u00e0 di Urbino avr\u00e0 un nuovo rettore. La campagna elettorale vede, per il momento, protagonisti due candidati: <a href=\"http:\/\/www.mauromagnani.com\" target=\"_blank\">Mauro Magnani<\/a> e<a href=\"http:\/\/www.stefanopivato.com\" target=\"_blank\"> Stefano Pivato<\/a>. Entrambi hanno deciso di presentare il programma attraverso siti Internet dedicati e dichiarano di voler utilizzare il web come spazio di supporto all&#8217;elaborazione collettiva di idee per il futuro dell&#8217;ateneo. Entrambi hanno accettato di rispondere in video a una serie di domande formulate e selezionate sul web nell&#8217;ambito di un <a href=\"http:\/\/www.nextuniurb.com\/\" target=\"_blank\">progetto promosso dal basso e indipendente<\/a> che sar\u00e0 svelato nella seconda met\u00e0 di aprile.<br \/>\nQueste iniziative rappresentano segnali interessanti di un cambiamento gi\u00e0 avvenuto. L&#8217;eterna promessa della rete come spazio aperto alla partecipazione civica \u00e8 diventata nel corso del 2008 una realt\u00e0 dai contorni netti e dalle conseguenze che \u00e8 ormai impossibile ignorare. La pressante richiesta di partecipazione attiva \u00e8 un&#8217;ineludibile caratteristica delle comunit\u00e0 connesse.<br \/>\nSe ne sono accorti i media, le aziende e i nostri politici ma il caso dell&#8217;ateneo di Urbino mostra come questa esigenza diffusa stia ormai contagiando anche altre tipologie di comunit\u00e0.<br \/>\nIl futuro ci dir\u00e0 se veramente di cultura o solo di vuota retorica della partecipazione si tratta. Le esperienze che ci giungono dai Paesi dove Internet si \u00e8 diffusa prima che in Italia mostrano che quando la retorica della partecipazione non si accompagna ad azioni coerenti essa diventa strategia suicida. La comunicazione web rende immediatamente visibile quando si chiede collaborazione con le parole negandola al tempo stesso con i comportamenti. Se si cerca davvero la partecipazione, bisogna renderla semplice e mettere in conto la possibilit\u00e0 di ospitare il dissenso sul proprio sito. Filtrare, moderare o richiedere all&#8217;utente di registrarsi solo per esprimere la propria opinione influenzer\u00e0 negativamente la partecipazione ma non far\u00e0 scomparire il dissenso ottenendo l&#8217;unico effetto di spostare altrove parte della conversazione. In questo altrove del web, che non \u00e8 detto che sia meno visibile del sito ufficiale, queste conversazioni avverranno con tutta probabilit\u00e0 senza che il candidato o il suo staff possa seguirle o influenzarle esprimendo il proprio punto di vista.<br \/>\nApertura e partecipazione sono contagiose e senza ritorno. Lo ha compreso bene Barack Obama che ha da prima costretto il suo sfidante ad inseguirlo sul terreno del web e non appena eletto ha iniziato a sperimentare nuove iniziative di coinvolgimento come la recente Open for questions che ha raccolto in pochi giorni oltre 104.000 domande poste da circa 92.000 cittadini.<br \/>\nAprire il governo di 300 milioni di cittadini alla cultura della partecipazione \u00e8 certamente un&#8217;impresa titanica ma \u00e8 di certo a questa straordinaria e per certi versi incredibile esperienza pilota che bisogna guardare per costruire, sfruttando la rete, una rinnovata cultura della partecipazione nelle nostre comunit\u00e0.<br \/>\n[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 31 Marzo. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 14 Aprile]<br \/>\n[Photo originally uploaded on <a style=\"text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/jay_que\/archives\/date-posted\/2007\/09\/03\/\">September 3, 2007<\/a> by <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/jay_que\/\"><strong>john curley<\/strong><\/a><a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong><\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<!--:--><!--:en--><\/p>\n<p>Fra pochi mesi l&#8217;Universit\u00e0 di Urbino avr\u00e0 un nuovo rettore. La campagna elettorale vede, per il momento, protagonisti due candidati: <a href=\"http:\/\/www.mauromagnani.com\" target=\"_blank\">Mauro Magnani<\/a> e<a href=\"http:\/\/www.stefanopivato.com\" target=\"_blank\"> Stefano Pivato<\/a>. Entrambi hanno deciso di presentare il programma attraverso siti Internet dedicati e dichiarano di voler utilizzare il web come spazio di supporto all&#8217;elaborazione collettiva di idee per il futuro dell&#8217;ateneo. Entrambi hanno accettato di rispondere in video a una serie di domande formulate e selezionate sul web nell&#8217;ambito di un <a href=\"http:\/\/www.nextuniurb.com\/\" target=\"_blank\">progetto promosso dal basso e indipendente<\/a> che sar\u00e0 svelato nella seconda met\u00e0 di aprile.<\/p>\n<p>Queste iniziative rappresentano segnali interessanti di un cambiamento gi\u00e0 avvenuto. L&#8217;eterna promessa della rete come spazio aperto alla partecipazione civica \u00e8 diventata nel corso del 2008 una realt\u00e0 dai contorni netti e dalle conseguenze che \u00e8 ormai impossibile ignorare. La pressante richiesta di partecipazione attiva \u00e8 un&#8217;ineludibile caratteristica delle comunit\u00e0 connesse.<\/p>\n<p>Se ne sono accorti i media, le aziende e i nostri politici ma il caso dell&#8217;ateneo di Urbino mostra come questa esigenza diffusa stia ormai contagiando anche altre tipologie di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il futuro ci dir\u00e0 se veramente di cultura o solo di vuota retorica della partecipazione si tratta. Le esperienze che ci giungono dai Paesi dove Internet si \u00e8 diffusa prima che in Italia mostrano che quando la retorica della partecipazione non si accompagna ad azioni coerenti essa diventa strategia suicida. La comunicazione web rende immediatamente visibile quando si chiede collaborazione con le parole negandola al tempo stesso con i comportamenti. Se si cerca davvero la partecipazione, bisogna renderla semplice e mettere in conto la possibilit\u00e0 di ospitare il dissenso sul proprio sito. Filtrare, moderare o richiedere all&#8217;utente di registrarsi solo per esprimere la propria opinione influenzer\u00e0 negativamente la partecipazione ma non far\u00e0 scomparire il dissenso ottenendo l&#8217;unico effetto di spostare altrove parte della conversazione. In questo altrove del web, che non \u00e8 detto che sia meno visibile del sito ufficiale, queste conversazioni avverranno con tutta probabilit\u00e0 senza che il candidato o il suo staff possa seguirle o influenzarle esprimendo il proprio punto di vista.<\/p>\n<p>Apertura e partecipazione sono contagiose e senza ritorno. Lo ha compreso bene Barack Obama che ha da prima costretto il suo sfidante ad inseguirlo sul terreno del web e non appena eletto ha iniziato a sperimentare nuove iniziative di coinvolgimento come la recente Open for questions che ha raccolto in pochi giorni oltre 104.000 domande poste da circa 92.000 cittadini.<\/p>\n<p>Aprire il governo di 300 milioni di cittadini alla cultura della partecipazione \u00e8 certamente un&#8217;impresa titanica ma \u00e8 di certo a questa straordinaria e per certi versi incredibile esperienza pilota che bisogna guardare per costruire, sfruttando la rete, una rinnovata cultura della partecipazione nelle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p>[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 31 Marzo. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 14 Aprile]<\/p>\n<p>[Photo originally uploaded on <a style=\"text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/jay_que\/archives\/date-posted\/2007\/09\/03\/\">September 3, 2007<\/a> by <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/jay_que\/\"><strong>john curley<\/strong><\/a><a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong><\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<\/p>\n<p><!--:--><!--:zh--><\/p>\n<p>Fra pochi mesi l&#8217;Universit\u00e0 di Urbino avr\u00e0 un nuovo rettore. La campagna elettorale vede, per il momento, protagonisti due candidati: <a href=\"http:\/\/www.mauromagnani.com\" target=\"_blank\">Mauro Magnani<\/a> e<a href=\"http:\/\/www.stefanopivato.com\" target=\"_blank\"> Stefano Pivato<\/a>. Entrambi hanno deciso di presentare il programma attraverso siti Internet dedicati e dichiarano di voler utilizzare il web come spazio di supporto all&#8217;elaborazione collettiva di idee per il futuro dell&#8217;ateneo. Entrambi hanno accettato di rispondere in video a una serie di domande formulate e selezionate sul web nell&#8217;ambito di un <a href=\"http:\/\/www.nextuniurb.com\/\" target=\"_blank\">progetto promosso dal basso e indipendente<\/a> che sar\u00e0 svelato nella seconda met\u00e0 di aprile.<\/p>\n<p>Queste iniziative rappresentano segnali interessanti di un cambiamento gi\u00e0 avvenuto. L&#8217;eterna promessa della rete come spazio aperto alla partecipazione civica \u00e8 diventata nel corso del 2008 una realt\u00e0 dai contorni netti e dalle conseguenze che \u00e8 ormai impossibile ignorare. La pressante richiesta di partecipazione attiva \u00e8 un&#8217;ineludibile caratteristica delle comunit\u00e0 connesse.<\/p>\n<p>Se ne sono accorti i media, le aziende e i nostri politici ma il caso dell&#8217;ateneo di Urbino mostra come questa esigenza diffusa stia ormai contagiando anche altre tipologie di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Il futuro ci dir\u00e0 se veramente di cultura o solo di vuota retorica della partecipazione si tratta. Le esperienze che ci giungono dai Paesi dove Internet si \u00e8 diffusa prima che in Italia mostrano che quando la retorica della partecipazione non si accompagna ad azioni coerenti essa diventa strategia suicida. La comunicazione web rende immediatamente visibile quando si chiede collaborazione con le parole negandola al tempo stesso con i comportamenti. Se si cerca davvero la partecipazione, bisogna renderla semplice e mettere in conto la possibilit\u00e0 di ospitare il dissenso sul proprio sito. Filtrare, moderare o richiedere all&#8217;utente di registrarsi solo per esprimere la propria opinione influenzer\u00e0 negativamente la partecipazione ma non far\u00e0 scomparire il dissenso ottenendo l&#8217;unico effetto di spostare altrove parte della conversazione. In questo altrove del web, che non \u00e8 detto che sia meno visibile del sito ufficiale, queste conversazioni avverranno con tutta probabilit\u00e0 senza che il candidato o il suo staff possa seguirle o influenzarle esprimendo il proprio punto di vista.<\/p>\n<p>Apertura e partecipazione sono contagiose e senza ritorno. Lo ha compreso bene Barack Obama che ha da prima costretto il suo sfidante ad inseguirlo sul terreno del web e non appena eletto ha iniziato a sperimentare nuove iniziative di coinvolgimento come la recente Open for questions che ha raccolto in pochi giorni oltre 104.000 domande poste da circa 92.000 cittadini.<\/p>\n<p>Aprire il governo di 300 milioni di cittadini alla cultura della partecipazione \u00e8 certamente un&#8217;impresa titanica ma \u00e8 di certo a questa straordinaria e per certi versi incredibile esperienza pilota che bisogna guardare per costruire, sfruttando la rete, una rinnovata cultura della partecipazione nelle nostre comunit\u00e0.<\/p>\n<p>[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 31 Marzo. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 14 Aprile]<\/p>\n<p>[Photo originally uploaded on <a style=\"text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/jay_que\/archives\/date-posted\/2007\/09\/03\/\">September 3, 2007<\/a> by <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/jay_que\/\"><strong>john curley<\/strong><\/a><a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong><\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->Dai governi nazionali alle realt\u00e0 locali, si espande il contagio della cultura civica partecipativa supporta dal web. 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