{"id":1189,"date":"2009-03-17T08:00:33","date_gmt":"2009-03-17T07:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/?p=1189"},"modified":"2009-03-17T08:00:33","modified_gmt":"2009-03-17T07:00:33","slug":"realta-digitali-4-lindipendenza-dei-media-e-la-nuova-sfera-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=1189","title":{"rendered":"Realt\u00e0 digitali #4: L\u2019indipendenza dei media e la nuova sfera pubblica"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->In questi giorni si svolge ad Urbino <a href=\"http:\/\/www.uniurb.it\/giornalismo\/duc_articoli\/2009_03\/convegno\/convegno2.htm\" target=\"_blank\">un convegno che affronta il tema del rapporto fra democrazia ed indipendenza dei media in Italia<\/a>. Attraverso un esplicito richiamo a Luigi Albertini e Luigi Enaudi, l\u2019incontro riprende le fila di un dibattito antico ma mai sopito, interrogandosi sul rapporto fra assetti proprietari di radio, giornali e televisioni, indipendenza del giornalismo e formazione dell\u2019opinione pubblica nel nostro Paese.<br \/>\nNon occorrerebbe aggiungere altro per sottolineare l\u2019importanza e l\u2019attualit\u00e0 del tema se non fosse per il fatto che questo dibattito si svolge oggi al cospetto di una scenario mediale in corso di rapida trasformazione. Una trasformazione che cambia le regole del gioco.<br \/>\nCinquecento anni fa la stampa ha rivoluzionato la sfera pubblica. Prima di allora il tasso di alfabetizzazione era al 1% della popolazione, la Chiesa Cattolica e le monarchie custodivano il monopolio dell\u2019informazione e la circolazione delle idee procedeva con lentezza e difficolt\u00e0.<br \/>\nIntorno ad una tecnologia che consentiva di ridurre drasticamente tempi e costi di produzione si \u00e8 andata sviluppando un\u2019industria che ha nel tempo ottimizzato i canali di distribuzione incrementando gradualmente l\u2019efficienza del sistema e, di conseguenza, i ricavi.<br \/>\nOggi stiamo assistendo ad un nuovo cambio di paradigma. La produzione di contenuti e la loro diffusione digitale attraverso Internet costa drasticamente meno che in passato. Bypassando l\u2019industria dei media, milioni di persone comuni pubblicano, remixano e diffondono contenuti che riguardano piccoli e grandi temi del loro quotidiano. In pochi desiderano diventare delle star, in molti sentono l\u2019esigenza di condividere le proprie opinioni, esperienze ed idee.<br \/>\nL\u2019esigenza avvertita da queste persone \u00e8 analoga a quella che spingeva gli intellettuali europei del XVIII secolo a incontrarsi nei caff\u00e8 per discutere le ultime uscite letterarie e l\u2019attualit\u00e0. In quei caff\u00e8 nasce per Habermas la sfera pubblica.<br \/>\nQuei caff\u00e8 sono oggi molto pi\u00f9 affollati e rumorosi. La conversazione \u00e8 diventata globale e di massa. La socialit\u00e0 \u00e8 sempre la scintilla, i prodotti della odierna industria culturale e l\u2019attualit\u00e0 sono ancora il principale combustibile, ma lo spazio dove queste conversazioni avvengono \u00e8 radicalmente diverso. Uno spazio dove tutti possono accedere e dove le conversazioni si fanno permanenti, ricercabili, scalabili e replicabili.<br \/>\nQuanto contano dunque oggi gli assetti proprietari di radio, giornali e tv, quando il costo della pubblicazione \u00e8 cos\u00ec basso da non costituire pi\u00f9 una barriera all\u2019ingresso nel mercato della diffusione di idee e delle opinioni? Quanto \u00e8 importante per lo sviluppo della democrazia nel nostro Paese l\u2019indipendenza dei media e quanto lo \u00e8, invece, garantire a tutti l\u2019accesso ai caff\u00e8 del XIX secolo?<br \/>\nMi auguro che, con uno sguardo rivolto al futuro, anche di questo si parli in questi giorni ad Urbino.<br \/>\n[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 17 Marzo. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 31 Marzo]<br \/>\n[Photo originally uploaded on <a class=\"Plain\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/lecercle\/archives\/date-posted\/2007\/05\/02\/\">May 2, 2007<\/a> by <a title=\"Link to lecercle's photostream\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/lecercle\/\"><strong>lecercle<\/strong><\/a><a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong>l<\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<!--:--><!--:en--><\/p>\n<p>In questi giorni si svolge ad Urbino <a href=\"http:\/\/www.uniurb.it\/giornalismo\/duc_articoli\/2009_03\/convegno\/convegno2.htm\" target=\"_blank\">un convegno che affronta il tema del rapporto fra democrazia ed indipendenza dei media in Italia<\/a>. Attraverso un esplicito richiamo a Luigi Albertini e Luigi Enaudi, l\u2019incontro riprende le fila di un dibattito antico ma mai sopito, interrogandosi sul rapporto fra assetti proprietari di radio, giornali e televisioni, indipendenza del giornalismo e formazione dell\u2019opinione pubblica nel nostro Paese.<\/p>\n<p>Non occorrerebbe aggiungere altro per sottolineare l\u2019importanza e l\u2019attualit\u00e0 del tema se non fosse per il fatto che questo dibattito si svolge oggi al cospetto di una scenario mediale in corso di rapida trasformazione. Una trasformazione che cambia le regole del gioco.<\/p>\n<p>Cinquecento anni fa la stampa ha rivoluzionato la sfera pubblica. Prima di allora il tasso di alfabetizzazione era al 1% della popolazione, la Chiesa Cattolica e le monarchie custodivano il monopolio dell\u2019informazione e la circolazione delle idee procedeva con lentezza e difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Intorno ad una tecnologia che consentiva di ridurre drasticamente tempi e costi di produzione si \u00e8 andata sviluppando un\u2019industria che ha nel tempo ottimizzato i canali di distribuzione incrementando gradualmente l\u2019efficienza del sistema e, di conseguenza, i ricavi.<\/p>\n<p>Oggi stiamo assistendo ad un nuovo cambio di paradigma. La produzione di contenuti e la loro diffusione digitale attraverso Internet costa drasticamente meno che in passato. Bypassando l\u2019industria dei media, milioni di persone comuni pubblicano, remixano e diffondono contenuti che riguardano piccoli e grandi temi del loro quotidiano. In pochi desiderano diventare delle star, in molti sentono l\u2019esigenza di condividere le proprie opinioni, esperienze ed idee.<\/p>\n<p>L\u2019esigenza avvertita da queste persone \u00e8 analoga a quella che spingeva gli intellettuali europei del XVIII secolo a incontrarsi nei caff\u00e8 per discutere le ultime uscite letterarie e l\u2019attualit\u00e0. In quei caff\u00e8 nasce per Habermas la sfera pubblica.<\/p>\n<p>Quei caff\u00e8 sono oggi molto pi\u00f9 affollati e rumorosi. La conversazione \u00e8 diventata globale e di massa. La socialit\u00e0 \u00e8 sempre la scintilla, i prodotti della odierna industria culturale e l\u2019attualit\u00e0 sono ancora il principale combustibile, ma lo spazio dove queste conversazioni avvengono \u00e8 radicalmente diverso. Uno spazio dove tutti possono accedere e dove le conversazioni si fanno permanenti, ricercabili, scalabili e replicabili.<\/p>\n<p>Quanto contano dunque oggi gli assetti proprietari di radio, giornali e tv, quando il costo della pubblicazione \u00e8 cos\u00ec basso da non costituire pi\u00f9 una barriera all\u2019ingresso nel mercato della diffusione di idee e delle opinioni? Quanto \u00e8 importante per lo sviluppo della democrazia nel nostro Paese l\u2019indipendenza dei media e quanto lo \u00e8, invece, garantire a tutti l\u2019accesso ai caff\u00e8 del XIX secolo?<\/p>\n<p>Mi auguro che, con uno sguardo rivolto al futuro, anche di questo si parli in questi giorni ad Urbino.<\/p>\n<p>[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 17 Marzo. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 31 Marzo]<\/p>\n<p>[Photo originally uploaded on <a class=\"Plain\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/lecercle\/archives\/date-posted\/2007\/05\/02\/\">May 2, 2007<\/a> by <a title=\"Link to lecercle's photostream\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/lecercle\/\"><strong>lecercle<\/strong><\/a><a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong>l<\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<\/p>\n<p><!--:--><!--:zh--><\/p>\n<p>In questi giorni si svolge ad Urbino <a href=\"http:\/\/www.uniurb.it\/giornalismo\/duc_articoli\/2009_03\/convegno\/convegno2.htm\" target=\"_blank\">un convegno che affronta il tema del rapporto fra democrazia ed indipendenza dei media in Italia<\/a>. Attraverso un esplicito richiamo a Luigi Albertini e Luigi Enaudi, l\u2019incontro riprende le fila di un dibattito antico ma mai sopito, interrogandosi sul rapporto fra assetti proprietari di radio, giornali e televisioni, indipendenza del giornalismo e formazione dell\u2019opinione pubblica nel nostro Paese.<\/p>\n<p>Non occorrerebbe aggiungere altro per sottolineare l\u2019importanza e l\u2019attualit\u00e0 del tema se non fosse per il fatto che questo dibattito si svolge oggi al cospetto di una scenario mediale in corso di rapida trasformazione. Una trasformazione che cambia le regole del gioco.<\/p>\n<p>Cinquecento anni fa la stampa ha rivoluzionato la sfera pubblica. Prima di allora il tasso di alfabetizzazione era al 1% della popolazione, la Chiesa Cattolica e le monarchie custodivano il monopolio dell\u2019informazione e la circolazione delle idee procedeva con lentezza e difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Intorno ad una tecnologia che consentiva di ridurre drasticamente tempi e costi di produzione si \u00e8 andata sviluppando un\u2019industria che ha nel tempo ottimizzato i canali di distribuzione incrementando gradualmente l\u2019efficienza del sistema e, di conseguenza, i ricavi.<\/p>\n<p>Oggi stiamo assistendo ad un nuovo cambio di paradigma. La produzione di contenuti e la loro diffusione digitale attraverso Internet costa drasticamente meno che in passato. Bypassando l\u2019industria dei media, milioni di persone comuni pubblicano, remixano e diffondono contenuti che riguardano piccoli e grandi temi del loro quotidiano. In pochi desiderano diventare delle star, in molti sentono l\u2019esigenza di condividere le proprie opinioni, esperienze ed idee.<\/p>\n<p>L\u2019esigenza avvertita da queste persone \u00e8 analoga a quella che spingeva gli intellettuali europei del XVIII secolo a incontrarsi nei caff\u00e8 per discutere le ultime uscite letterarie e l\u2019attualit\u00e0. In quei caff\u00e8 nasce per Habermas la sfera pubblica.<\/p>\n<p>Quei caff\u00e8 sono oggi molto pi\u00f9 affollati e rumorosi. La conversazione \u00e8 diventata globale e di massa. La socialit\u00e0 \u00e8 sempre la scintilla, i prodotti della odierna industria culturale e l\u2019attualit\u00e0 sono ancora il principale combustibile, ma lo spazio dove queste conversazioni avvengono \u00e8 radicalmente diverso. Uno spazio dove tutti possono accedere e dove le conversazioni si fanno permanenti, ricercabili, scalabili e replicabili.<\/p>\n<p>Quanto contano dunque oggi gli assetti proprietari di radio, giornali e tv, quando il costo della pubblicazione \u00e8 cos\u00ec basso da non costituire pi\u00f9 una barriera all\u2019ingresso nel mercato della diffusione di idee e delle opinioni? Quanto \u00e8 importante per lo sviluppo della democrazia nel nostro Paese l\u2019indipendenza dei media e quanto lo \u00e8, invece, garantire a tutti l\u2019accesso ai caff\u00e8 del XIX secolo?<\/p>\n<p>Mi auguro che, con uno sguardo rivolto al futuro, anche di questo si parli in questi giorni ad Urbino.<\/p>\n<p>[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 17 Marzo. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 31 Marzo]<\/p>\n<p>[Photo originally uploaded on <a class=\"Plain\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/lecercle\/archives\/date-posted\/2007\/05\/02\/\">May 2, 2007<\/a> by <a title=\"Link to lecercle's photostream\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/lecercle\/\"><strong>lecercle<\/strong><\/a><a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong>l<\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->Indipendenza del giornalismo e formazione dell\u2019opinione pubblica nel nostro Paese. 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