{"id":1171,"date":"2009-02-18T09:45:27","date_gmt":"2009-02-18T08:45:27","guid":{"rendered":"http:\/\/larica-virtual.soc.uniurb.it\/nextmedia\/?p=1171"},"modified":"2009-02-18T09:45:27","modified_gmt":"2009-02-18T08:45:27","slug":"realta-digitali-2-ferrovie-saggezza-delle-folle-e-controllo-della-rete","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/?p=1171","title":{"rendered":"Realt\u00e0 digitali #2: Ferrovie, saggezza delle folle e controllo della rete"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->&#8220;Chiudereste una ferrovia per un graffito sconveniente in una stazione?&#8221; In questa domanda retorica \u00e8 racchiusa la reazione ufficiale di Facebook alla notizia che l&#8217;Italia sta per approvare una legge che conferisce al Ministro degli Interni il potere di ordinare l&#8217;oscuramento di un sito che ospiti contenuti che istighino a delinquere, a disobbedire alle leggi o apologia di reato. Ma cosa c&#8217;entrano i graffiti con un gruppo che usa Internet per inneggiare a Bernardo Provenzano e Salvatore Riina? Apparentemente nulla. Per comprendere il paragone \u00e8 infatti necessaria una conoscenza di base sui siti che ospitano contenuti generati dagli utenti come Facebook, YouTube o Wikipedia. Prendiamo Facebook. Se la proposta di legge fosse approvata, il Ministro degli Interni potrebbe ordinare ai provider di rendere inaccessibile dall&#8217;Italia l&#8217;intero sito di Facebook (la ferrovia) con lo scopo di oscurare uno specifico contenuto (il graffito) creato o caricato da uno dei 175 milioni utenti registrati. Ora la soluzione pu\u00f2 apparire eccessiva e non priva di controindicazioni &#8211; si pensi ad esempio al contraccolpo per chi ha investito nella pubblicit\u00e0 su Facebook &#8211; ma se non esistesse altro modo di far rimuovere quel contenuto essa avrebbe il merito di risolvere alla radice una questione di indiscutibile gravit\u00e0.<br \/>\nMi chiedo tuttavia se prima di scegliere un percorso lungo che ci conduca con certezza alla nostra meta non valga la pena provare ad esplorare eventuali scorciatoie che comportano minimo sforzo ed ottime opportunit\u00e0 di successo. I siti come Facebook, YouTube o Wikipedia si sono infatti da tempo posti il problema di come controllare i contenuti che essi veicolano.<br \/>\nNon si tratta di una questione di semplice soluzione. L&#8217;approccio radicale suggerirebbe un&#8217;approvazione prima della pubblicazione da parte dei gestori del sito. Questa soluzione, oltre a sollevare dubbi sul rispetto della libert\u00e0 d&#8217;espressione, \u00e8 di fatto impraticabile perch\u00e8 richiederebbe un enorme sforzo in termini di risorse umane. Quante persone servirebbero per controllare manualmente, ad esempio, i 5 milioni di video pubblicati ogni mese su Facebook?<br \/>\nLe strategie adottate sono due: il controllo automatico e l&#8217;auto-controllo. YouTube, ad esempio, \u00e8 in grado di identificare automaticamente la presenza in un video di una colonna sonora protetta da copyright e rimuoverla in caso di violazione. Facebook consente ad ogni utente di segnalare ai gestori un contenuto offensivo. Wikipedia si spinge oltre consentendo agli utenti di intervenire direttamente modificando un lemma quando contiene inesattezze.<br \/>\nPerch\u00e9 dunque fermare la ferrovia quando basta cancellare (o far cancellare) il graffito? Non dovrebbe forse l&#8217;oscuramento essere solo l&#8217;estrema conseguenza nei confronti di un gestore che si rifiuti di rimuovere un contenuto segnalato? Non sarebbe meglio educare all&#8217;auto-controllo che promuovere la censura?<br \/>\n[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 17 Febbraio. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 3 Marzo]<br \/>\n[Photo originally uploaded on <a class=\"Plain\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/archives\/date-posted\/2008\/04\/21\/\">April 21, 2008<\/a> by <a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong>Steve Webel<\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<!--:--><!--:en--><\/p>\n<p>&#8220;Chiudereste una ferrovia per un graffito sconveniente in una stazione?&#8221; In questa domanda retorica \u00e8 racchiusa la reazione ufficiale di Facebook alla notizia che l&#8217;Italia sta per approvare una legge che conferisce al Ministro degli Interni il potere di ordinare l&#8217;oscuramento di un sito che ospiti contenuti che istighino a delinquere, a disobbedire alle leggi o apologia di reato. Ma cosa c&#8217;entrano i graffiti con un gruppo che usa Internet per inneggiare a Bernardo Provenzano e Salvatore Riina? Apparentemente nulla. Per comprendere il paragone \u00e8 infatti necessaria una conoscenza di base sui siti che ospitano contenuti generati dagli utenti come Facebook, YouTube o Wikipedia. Prendiamo Facebook. Se la proposta di legge fosse approvata, il Ministro degli Interni potrebbe ordinare ai provider di rendere inaccessibile dall&#8217;Italia l&#8217;intero sito di Facebook (la ferrovia) con lo scopo di oscurare uno specifico contenuto (il graffito) creato o caricato da uno dei 175 milioni utenti registrati. Ora la soluzione pu\u00f2 apparire eccessiva e non priva di controindicazioni &#8211; si pensi ad esempio al contraccolpo per chi ha investito nella pubblicit\u00e0 su Facebook &#8211; ma se non esistesse altro modo di far rimuovere quel contenuto essa avrebbe il merito di risolvere alla radice una questione di indiscutibile gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Mi chiedo tuttavia se prima di scegliere un percorso lungo che ci conduca con certezza alla nostra meta non valga la pena provare ad esplorare eventuali scorciatoie che comportano minimo sforzo ed ottime opportunit\u00e0 di successo. I siti come Facebook, YouTube o Wikipedia si sono infatti da tempo posti il problema di come controllare i contenuti che essi veicolano.<\/p>\n<p>Non si tratta di una questione di semplice soluzione. L&#8217;approccio radicale suggerirebbe un&#8217;approvazione prima della pubblicazione da parte dei gestori del sito. Questa soluzione, oltre a sollevare dubbi sul rispetto della libert\u00e0 d&#8217;espressione, \u00e8 di fatto impraticabile perch\u00e8 richiederebbe un enorme sforzo in termini di risorse umane. Quante persone servirebbero per controllare manualmente, ad esempio, i 5 milioni di video pubblicati ogni mese su Facebook?<\/p>\n<p>Le strategie adottate sono due: il controllo automatico e l&#8217;auto-controllo. YouTube, ad esempio, \u00e8 in grado di identificare automaticamente la presenza in un video di una colonna sonora protetta da copyright e rimuoverla in caso di violazione. Facebook consente ad ogni utente di segnalare ai gestori un contenuto offensivo. Wikipedia si spinge oltre consentendo agli utenti di intervenire direttamente modificando un lemma quando contiene inesattezze.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dunque fermare la ferrovia quando basta cancellare (o far cancellare) il graffito? Non dovrebbe forse l&#8217;oscuramento essere solo l&#8217;estrema conseguenza nei confronti di un gestore che si rifiuti di rimuovere un contenuto segnalato? Non sarebbe meglio educare all&#8217;auto-controllo che promuovere la censura?<\/p>\n<p>[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 17 Febbraio. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 3 Marzo]<\/p>\n<p>[Photo originally uploaded on <a class=\"Plain\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/archives\/date-posted\/2008\/04\/21\/\">April 21, 2008<\/a> by <a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong>Steve Webel<\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<\/p>\n<p><!--:--><!--:zh--><\/p>\n<p>&#8220;Chiudereste una ferrovia per un graffito sconveniente in una stazione?&#8221; In questa domanda retorica \u00e8 racchiusa la reazione ufficiale di Facebook alla notizia che l&#8217;Italia sta per approvare una legge che conferisce al Ministro degli Interni il potere di ordinare l&#8217;oscuramento di un sito che ospiti contenuti che istighino a delinquere, a disobbedire alle leggi o apologia di reato. Ma cosa c&#8217;entrano i graffiti con un gruppo che usa Internet per inneggiare a Bernardo Provenzano e Salvatore Riina? Apparentemente nulla. Per comprendere il paragone \u00e8 infatti necessaria una conoscenza di base sui siti che ospitano contenuti generati dagli utenti come Facebook, YouTube o Wikipedia. Prendiamo Facebook. Se la proposta di legge fosse approvata, il Ministro degli Interni potrebbe ordinare ai provider di rendere inaccessibile dall&#8217;Italia l&#8217;intero sito di Facebook (la ferrovia) con lo scopo di oscurare uno specifico contenuto (il graffito) creato o caricato da uno dei 175 milioni utenti registrati. Ora la soluzione pu\u00f2 apparire eccessiva e non priva di controindicazioni &#8211; si pensi ad esempio al contraccolpo per chi ha investito nella pubblicit\u00e0 su Facebook &#8211; ma se non esistesse altro modo di far rimuovere quel contenuto essa avrebbe il merito di risolvere alla radice una questione di indiscutibile gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Mi chiedo tuttavia se prima di scegliere un percorso lungo che ci conduca con certezza alla nostra meta non valga la pena provare ad esplorare eventuali scorciatoie che comportano minimo sforzo ed ottime opportunit\u00e0 di successo. I siti come Facebook, YouTube o Wikipedia si sono infatti da tempo posti il problema di come controllare i contenuti che essi veicolano.<\/p>\n<p>Non si tratta di una questione di semplice soluzione. L&#8217;approccio radicale suggerirebbe un&#8217;approvazione prima della pubblicazione da parte dei gestori del sito. Questa soluzione, oltre a sollevare dubbi sul rispetto della libert\u00e0 d&#8217;espressione, \u00e8 di fatto impraticabile perch\u00e8 richiederebbe un enorme sforzo in termini di risorse umane. Quante persone servirebbero per controllare manualmente, ad esempio, i 5 milioni di video pubblicati ogni mese su Facebook?<\/p>\n<p>Le strategie adottate sono due: il controllo automatico e l&#8217;auto-controllo. YouTube, ad esempio, \u00e8 in grado di identificare automaticamente la presenza in un video di una colonna sonora protetta da copyright e rimuoverla in caso di violazione. Facebook consente ad ogni utente di segnalare ai gestori un contenuto offensivo. Wikipedia si spinge oltre consentendo agli utenti di intervenire direttamente modificando un lemma quando contiene inesattezze.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dunque fermare la ferrovia quando basta cancellare (o far cancellare) il graffito? Non dovrebbe forse l&#8217;oscuramento essere solo l&#8217;estrema conseguenza nei confronti di un gestore che si rifiuti di rimuovere un contenuto segnalato? Non sarebbe meglio educare all&#8217;auto-controllo che promuovere la censura?<\/p>\n<p>[potete leggere questo articolo anche a pag. 12 de &#8220;Il Corriere Adriatico&#8221; di Marted\u00ec 17 Febbraio. Il prossimo appuntamento con &#8220;Realt\u00e0 digitali&#8221; \u00e8 per Marted\u00ec 3 Marzo]<\/p>\n<p>[Photo originally uploaded on <a class=\"Plain\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/archives\/date-posted\/2008\/04\/21\/\">April 21, 2008<\/a> by <a title=\"Link to Steve Webel's photostream\" onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/webel\/\"><strong>Steve Webel<\/strong><\/a><a onclick=\"javascript:urchinTracker ('\/outbound\/article\/www.flickr.com');\" href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/goldemberg\/\"><strong><\/strong><\/a>]<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><!--:it-->&#8220;Chiudereste una ferrovia per un graffito sconveniente in una stazione?&#8221; In questa domanda retorica \u00e8 racchiusa la reazione ufficiale di Facebook all&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento &#8220;Repressione di attivit\u00e0 di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet&#8221;.<!--:--><!--:en-->&#8220;Chiudereste una ferrovia per un graffito sconveniente in una stazione?&#8221; In questa domanda retorica \u00e8 racchiusa la reazione ufficiale di Facebook all&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento &#8220;Repressione di attivit\u00e0 di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet&#8221;.<!--:--><!--:zh-->&#8220;Chiudereste una ferrovia per un graffito sconveniente in una stazione?&#8221; In questa domanda retorica \u00e8 racchiusa la reazione ufficiale di Facebook all&#8217;approvazione dell&#8217;emendamento &#8220;Repressione di attivit\u00e0 di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet&#8221;.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[33,115],"tags":[119,120,121,3,122,118,123,124],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1171"}],"collection":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1171"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1171\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/nextmedia.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}